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Decreto appropriatezza, la guida per prescrittori e specialisti

(da DottNet e il Sole 24ore Sanità) La Circolare del Ministero della Salute alle Regioni con le prime indicazioni applicative sul cosiddetto “decreto appropriatezza” fa chiarezza sulle modalità di prescrizione e sulle prestazioni specifiche. Non c’è nessuna  limitazione prescrittiva per pazienti oncologici, cronici o invalidi. Ricordiamo che il decreto NON È STATO SOSPESO, quindi restano in vigore tutte le limitazioni prescrittive esplicitate dalla circolare, ma sono state sospese le sanzioni, per un periodo sperimentale.  

La circolare precisa come dovranno comportarsi i medici, sia prescrittori che specialisti. Ecco un breve vademecum:

In tutta Italia – Tre le indicazioni che stanno a monte dell’accordo Governo-sindacati-Regioni richiamate dalla circolare: applicazione omogenea dell’appropriatezza in tutta Italia, definizione di semplificazioni e riformulazioni, pieno raggiungimento degli obiettivi definiti con le Regioni, vale a dire i risparmi.

Il check – Ma attenzione, si spiega: viste le criticità, a partire dal «mancato adeguamento dei supporto informatico a supporto delle prescrizioni, la decisione è di avviare «una fase sperimentale» di applicazione con tanto di monitoraggio e di raccolta di tutti i problemi applicativi che emergeranno, attendendo anche l’adeguamento dei sistemi informatici.

Scienza e coscienza  – Altra ammissione della necessità di concertare da parte della ministra: la definizione dell’erogazione delle prestazioni appropriate è un «momento distinto» dalla «definizione dell’appropriatezza clinica, attinente alla qualità dell’atto professionale, da valutare con gli strumenti della revisione tra pari che deve tenere conto delle complesse interazioni proprie della relazione di cura».

Stop sanzioni – Ed ecco poi la decisione, sempre nelle premesse della circolare: durante la sperimentazione, e in attesa che i sistemi informatici siano in regola, i medici seguiranno il decreto ma in base alle indicazioni nuove della circolare. E durante tutta la fase sperimentale non subiranno alcuna sanzione. Un colpo di spugna su tutto ciò che si temeva.

Medici prescrittori – I medici prescrittori dovranno riportare nella ricetta il quesito diagnostico che tenga conto del decreto entro la «buona pratica clinica» senza dover annotare per obbligo il codice nota di fianco alla prestazione e al quesito clinico. Se è necessario prescrivere diversi esami di laboratorio, basta riportare sulla ricetta il quesito diagnostico principale. Nella fase sperimentale, inoltre, potranno non essere applicate le condizioni di appropriatezza per pazienti oncologici, cronici e invalidi.

Gli specialisti – Lo specialista deve prescrivere sul ricettario Ssn, riportando quesito diagnostico e senza obbligo di annotare il codice nota. Non senza attenzioni per gli odontoiatri. I ricettari devono essere inviati loro dalle Regioni. Se non sono abilitati alla prescrizione diretta, prescriveranno su ricetta bianca con tutte le motivazioni del caso annotate. La prestazione potrà essere trascritta dal Mmg sulla ricetta rosa barrando la casella “S”. Sono escluse le prescrizioni degli specialisti che operano in libera professione, anche intramoenia, solo adeguando il percorso specialistico.

Le messe a punto – Poi la circolare elenca una raffica di casi specifici (si veda il testo in allegato) in riferimento al decreto. Tra i chiarimenti e le indicazioni su modalità di prescrizione e prestazioni specifiche vanno segnalati quelli che riguardano colesterolo, risonanza, indagini allergologiche.
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