Omceo Roma, preoccupati da sistemi informatici e certificazioni

(da AdnKronos Salute)  Informatizzazione in sanità e applicazione del sistema Tessera sanitaria (Ts). E insieme la preoccupazione per un "sistema che fa gravare sul medico incombenze improprie" e sul "sistema di certificazione delle malattie". Questi i punti al centro del focus dell’Ordine provinciale dei medici-chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Roma, che si è concluso la scorsa settimana. 
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Sesto Bando Concorso Ricerca AMMI di Medicina e Farmacologia di Genere

L'A.M.M.I. Associazione Mogli Medici Italiani promuove il Bando di Concorso Ricerca AMMI per il conferimento del supporto finanziario  di € 10.000 per un progetto di ricerca di Medicina e Farmacologia di Genere.
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Restiamo a disposizione per ogni ulteriore informazione  e, nel ringraziare per l'attenzione, porgiamo distinti saluti.
 
Alida Bertelli Bezer
Antonella Bigarelli Ferrari
Segreteria Organizzativa Concorsi AMMI

Incarichi in medicina generale, domande entro il 17 marzo

Pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna (n. 41, parte terza, del 15 febbraio 2017) l'avviso per la formazione delle graduatorie nelle Aziende Usl di medici disponibili a ricoprire incarichi a tempo determinato nei settori della medicina generale convenzionata. I medici interessati devono presentare domanda entro il 17 marzo 2017. Le graduatorie saranno predisposte, in ogni Azienda Usl, per ciascun settore di attività (assistenza primaria, continuità assistenziale, medicina dei servizi, emergenza sanitaria territoriale) e avranno la durata di un anno (o comunque fino all'approvazione di nuove graduatorie). In particolare, i medici disponibili per incarichi a tempo determinato nel settore dell’emergenza sanitaria territoriale devono essere in possesso dell’attestato di idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza sanitaria territoriale rilasciato da Aziende sanitarie. continua  

Ecm, medici ospedalieri: dopo intesa Stato-Regioni formazione aziendale per tutti

Intesa raggiunta: Stato e Regioni si sono accordati per disciplinare la formazione continua dei sanitari e calarla nella realtà così da raggiungere meglio fasce di professionisti fin qui trascurate. Il nuovo accordo, che ha ok unanime dalla Conferenza stato-regioni, prevede che le regole per i provider siano fissate dalla Commissione nazionale per la formazione continua in un Manuale nazionale di accreditamento per l'erogazione di crediti Ecm. Le Regioni hanno ottenuto di poter dare un parere obbligatorio al Manuale della Commissione con il Comitato tecnico (Ctr). Avranno poi più autonomia nel disciplinare i propri Manuali con le cui regole saranno accreditati corsi e seminari entro i confini regionali. La Commissione nazionale che fa capo al ministro della Salute potrà solo verificare i Manuali regionali e in caso di carenze rispetto ai principi dettati nel Manuale nazionale non potrà disciplinare la materia di altrui competenza, né disporre verifiche e misure a spese delle Regioni, ma solo chiedere chiarimenti alle giunte inadempienti, che dovranno adeguarsi alle regole dell'Intesa. Positivi i commenti sia delle istituzioni sia delle rappresentanze dei medici. Francesco Bevere, presidente dell'Agenas, l'Agenzia dei servizi sanitari regionali presso cui ha sede la Cnfc, sottolinea che il nuovo accordo nasce per dare organicità alle disposizioni del sistema Ecm e per elevare il livello della formazione erogata: «Si chiariscono ancora le competenze tra Stato e Regioni, assegnando allo Stato la definizione degli standard minimi omogenei su tutto il territorio nazionale e alle Regioni  l'individuazione dei requisiti ulteriori di qualità, con l'obiettivo di stimolare la competizione tra i diversi sistemi per il raggiungimento di livelli di eccellenza. Per i sanitari, il razionale dell'Accordo capovolge la prospettiva in attuazione dell'art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 2000: da una visione fondata solo sull'obbligo formativo si va verso un sistema che tenga in conto i diritti del professionista. L'obiettivo è rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e geografico che limitano di fatto l'accesso alla formazione continua. Ulteriori novità riguardano il conflitto di interessi - "ogni situazione ove un interesse secondario interferisce o potrebbe interferire con l'interesse  primario dell'obiettività, imparzialità, indipendenza della formazione professionale ndel settore della salute" - e le nuove indicazioni legislative anti-corruzione. Importante il commento congiunto di Riccardo Cassi presidente degli ospedalieri Cimo e di Alberto Catalano, presidente di Speme, società scientifica istituita da Cimo per erogare formazione e Fad gratuita anche a non iscritti con l'obiettivo, tra gli altri, di sopperire ad eventuali lacune organizzative di Asl ed ospedali.  «Finora siamo andati avanti con accordi consolidati da successive determine della Commissione Nazionale», dettaglia Catalano a DoctorNews. «Ora in 97 articoli si dettaglia l'organizzazione con regole precise capaci di vincolare chi di formazione non ne fa abbastanza. Ad esempio, l'articolo 20 riconosce il dovere delle aziende Ssn  di garantire la formazione continua a tutti i dipendenti. Finora Asl e ospedali non sempre hanno offerto la formazione aziendale adeguata, e i colleghi devono cercarsela in giro. Ma con gli organici risicati non sempre è facile staccarsi dal servizio». Per far rispettare l'articolo 20 diventa determinante il ruolo della Consulta della formazione continua, dove figurano sindacati, associazioni, provider. «Noi intendiamo tutelare il diritto di chi è costretto ad assentarsi per conseguire i crediti e l'obbligo delle aziende di destinare un 1% del monte salari alla formazione. Il dipendente va messo in condizione di partecipare ad attività formative interne che rientrino nel normale orario di servizio. In Consulta intendiamo sostenere queste idee: so che l'organo rischia di essere pletorico e con poca forza decisionale, ma è la sede dove dovremo difendere i diritti della categoria e diffondere buone proposte. Da quando nel 2000 fu istituita la Speme (Società di Promozione dell'Educazione Medica) per erogare formazione richiesta dagli iscritti, i problemi di scarsa offerta in alcuni settori non sono cambiati. Ad esempio, anche quest'anno occorrerà reperire 50 crediti che in genere equivalgono a 50 ore di formazione; siccome un corso di rado supera le 6 ore, parliamo di 8-9 giorni di assenza necessari all'aggiornamento del dipendente. Sono colmabili anche con la Formazione a distanza; ma la Fad il medico la fa sottraendo al proprio tempo libero le ore da destinare a corsi che invece per legge l'azienda è tenuta ad erogare. Urge farsi sentire».

Petizione: stop a pubblicità senza il parere degli Ordini dei medici

  (da AdnKronos Salute)  Quando in ballo c'è la salute, occorre qualche attenzione in più. La pubblicità sanitaria "deve essere corretta e onesta, la salute non è un bene che si vende". Inizia così la petizione, diretta al presidente della Repubblica e al ministro della Salute, e lanciata sulla piattaforma Change.org, volta a sottoporre al parere dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri non solo i messaggi pubblicitari degli iscritti agli Albi, ma tutta la pubblicità sanitaria, anche quella a opera di soggetti terzi, catene e società commerciali. 
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Certificati malattia per chi prenota esame e non si presenta. Una nuova tipologia inquieta i MMG

(da Doctor33)  «La novità nella mia regione è che se un paziente non può recarsi per esame o visita prenotati, io medico devo fare un certificato e dichiarare la patologia per cui il paziente ha dovuto rinunciare. E' un certificato gratuito? Dal punto di vista legale vale come il certificato di malattia?» Un medico emiliano si sfoga su Facebook dopo che la Regione ha imposto una multa a tutti i cittadini che non si presentano negli ambulatori pubblici dove sono stati prenotati. La dimenticanza è punita con una sanzione pari all'importo del ticket (stavolta dovuto anche dagli esenti): fino ad euro 36.15 per ricetta che salgono a 46,15 per la chirurgia ambulatoriale, a meno di non disdire l'esame entro la data indicata nel promemoria rilasciato dallo sportello Cup o sull'email ricevuta dal call center.  Il provvedimento è stato reso vigente in Emilia Romagna ad aprile 2016. Un po' tutte le regioni hanno imposto sanzioni sulle mancate disdette (il Piemonte dal 2003, la Toscana nel 2004, il Veneto nel 2007, la Puglia nel 2010), ma l'assessorato emiliano ha fatto una campagna importante sul provvedimento, spiegando che serve a mantenere i tempi di attesa negli standard previsti dalla legge nazionale, e ha introdotto le cause giustificative di un'eventuale mancata disdetta, a garanzia del cittadino.
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Cassazione, le ferie non godute vanno monetizzate

(da DottNet)   Sulle ferie non godute e la possibilità di monetizzarle sulla base del principio dell’irrinunciabilità delle stesse, il CCNL prevede delle regole particolari applicabili nel settore della Sanità. Più nello specifico, il comma 13 dell’articolo 21 dispone che se all’atto della cessazione del contratto risultino ferie non godute per esigenze di servizio o per cause che non dipendono dalla volontà del dirigente medico, queste potranno essere pagate. Con sentenza numero 2000/2017 del 26 gennaio, la Cassazione ha fatto chiarezza precisando i casi limite a cui questa disposizione può essere applicata e ribadendo il generale principio di irrinunciabilità delle ferie sancito dall’articolo 36 della Costituzione. I giudici hanno quindi precisato che solamente i dirigenti sono titolari del potere di attribuirsi il periodo di ferie senza ingerenze del datore di lavoro e non anche, come nel caso di specie sottoposto ai giudici, medici di primo livello. In altre parole, con la sentenza in esame, la Cassazione ha accolto il ricorso di alcuni dirigenti medici che, non avendo potere di organizzare le ferie, avevano diritto all'indennità sostitutiva. Una distinzione di cruciale importanza che appare evidentemente fondamentale per garantire l’applicazione corretta ed entro i limiti dell’articolo in esame.
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Terme di Cervia ricerca collaboratori Medici per la prossima stagione termale (2 maggio – 18 novembre)

I medici selezionati saranno addetti all’effettuazione della visita medica di ammissione degli assistiti alle cure termali, indicando il percorso curativo più adatto. Di fondamentale importanza è il supporto fornito agli assistiti durante la permanenza alle Terme tramite controlli pressori gratuiti e valutazione del percorso curativo. Gradito l’attestato di formazione BLS-D. Si valutano candidati muniti di Partita IVA e regolare polizza assicurativa RC professionale. Per informazioni ed inoltro CV personale: info@terme.org

Visite fiscali, stretta su dipendenti pubblici e ok a polo unico Inps. Che cosa cambia per i medici

(da Doctor33)   Cambiano volto le visite fiscali. Per la prima volta, con un Testo Unico sulla materia, si dovrebbero promuovere il controllo del medico Inps anche sui dipendenti pubblici, varare regole uguali nel pubblico e nel privato sulle modalità dei controlli ai lavoratori assenti per malattia e sugli orari delle visite fiscali, mettere dei paletti sulle assenze dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. I controlli ai lavoratori Pa erano fin qui appannaggio per lo più dei medici Asl; il testo, che prende le mosse dall'accordo del 30 novembre 2016 tra Sindacati Cgil-Cisl-Uil e Ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia, dovrebbe includere l'istituzione del Polo unico delle visite fiscali presso l'Inps per i controlli su tutti i lavoratori. L'elaborato passerà questa settimana per la conferenza stato-regioni e per un secondo vaglio dei sindacati prima di diventare decreto vigente.
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Il medico controcorrente, perché prescrivere meno medicine

(da ADNKronos Salute)  Troppi pazienti prendono troppi farmaci, troppo a lungo e a dosi troppo elevate, incappando così in effetti collaterali anche dannosi. Questa osservazione ha portato Ranit Mishori, medico di medicina generale e docente alla Georgetown University, a riflettere sulle virtù della 'deprescrizione'. "Pochi farmaci sono stati ideati per essere usati per sempre e tutti hanno potenziali effetti collaterali, inclusa la dipendenza. E' il caso degli oppioidi, di alcuni anti-ansia e di alcuni medicinali per dormire", sottolinea l'esperta illustrando la sua tesi sul 'Washington Post'. Nel mirino della dottoressa l'eccesso di medicinali prescritti forse con leggerezza ad alcuni pazienti, specie anziani, e mai interrotti o ridotti.  A complicare le cose il mix di principi attivi che si ingurgitano quando si soffre di diverse patologie, complice anche l'età. Secondo alcuni studi, circa il 20% dei pazienti adulti prende 5 o più farmaci e negli over 65 questo dato passa al 30-70%. "Dobbiamo riconoscere che ci sono norme professionali e culturali che ci spingono a prescrivere e a farlo in eccesso. Noi medici - afferma la Mishori - dobbiamo uscire dalla nostra zona di conforto. Sì, è più facile tenere qualcuno sotto un farmaco e stilare la ricetta quando chiama la farmacia, ma dobbiamo chiederci se è la cosa migliore per il paziente. Dobbiamo smettere di aver paura di causare danno con la deprescrizione".  "Non si tratta certo di una paura irrazionale - ammette la dottoressa - In effetti molti farmaci devono essere interrotti gradualmente, perché farlo di colpo potrebbe essere pericoloso. Ma dobbiamo essere sicuri di trattare il paziente, non la malattia. Questo significa pensare, mentre decidiamo se e cosa prescrivere, all'età del paziente, alle altre sue malattie e alla sua aspettativa di vita. Come medici dobbiamo chiederci, ad esempio, ma io dovrei prescrivere a una donna di 87 anni con un cancro metastatico, un farmaco per abbassare il colesterolo? La risposta è probabilmente no: è altamente improbabile che la paziente benefici di questo farmaco ed è al contrario molto probabile che soffra delle interazioni con altri medicinali".  Ma la realtà è differente. "Ci sono molti più incentivi per i medici a prescrivere un medicinale piuttosto che a interromperlo", sostiene. Invece per Mishori "occorre creare incentivi per consentire ai medici delle cure primarie di passare un tempo adeguato con i nostri pazienti per prescrivere correttamente, interrompere medicinali" che non sono più utili e "monitorare attentamente le reazioni quando un farmaco viene interrotto. Da parte mia - promette - cercherò di farlo nel 2017".

App del nostro Ordine disponibile su Google Play Store e Itunes

E’ disponibile da pochi giorni una App per telefoni cellulari collegata alla nuova versione del sito web del nostro Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Forlì-Cesena. La App è stata presentata dai tecnici della società Bookmark nella serata del 2 Febbraio, ed è completamente gratuita per tutti i nostri iscritti. E’ disponibile sia la versione Android sul Google Play store on line (https://play.google.com/store/apps ), che la versione iOS per chi usa smartphones Apple. E’ in pratica una agile e intuitiva presentazione dei contenuti presenti anche sul sito web dell’Ordine. Dopo avere installato la nostra App sul suo telefono, ogni iscritto può restare facilmente in collegamento con la nostra istituzione, scegliendo lui stesso a quali notifiche ed avvisi dare la priorità e quali, invece, trascurare.
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Rinviato dal 31 gennaio al 9 febbraio 2017 il termine per l’invio dei dati al sistema TS per Modello 730 precompilato

Nella giornata del 25 gennaio 2017, l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 17731 ha comunicato il rinvio del termine per la trasmissione dei dati al Sistema tessera Sanitaria (TS). Il suddetto termine è stato spostato al 9 febbraio 2017, rispetto a quello originario del 31 gennaio 2017.  Per effetto della predetta proroga i contribuenti (pazienti) potranno comunicare, nel periodo che va dal 10 febbraio al 9 marzo 2017, l’eventuale opposizione all’utilizzo e alla trasmissione dei dati relativi alle loro spese sanitarie sostenute nell’anno 2016.
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Emilia Romagna: arrivano le nuove regole per gli informatori farmaceutici: “No sovrapposizione con l’attività di cura dei medici”

L’attività di informazione scientifica sul farmaco non sarà consentita nei reparti di degenza e negli ambulatori durante gli orari di visita dei pazienti. Il documento regionale disciplina inoltre gli aspetti legati alla cessione di farmaci gratuiti a titolo promozionale e la partecipazione degli operatori sanitari a convegni e congressi organizzati dalle case farmaceutiche. Arriva anche l'elenco on line degli informatori. Si parte il 1 maggio http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=46876&fr=n Commento del Dott G.G. Pascucci: nel testo dell’articolo si parla anche dei medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, come se essi fossero, solo per la Regione Emilia Romagna, dipendenti puri, e pertanto tenuti ad esporre, si legge, “appositi avvisi” in cui i “cittadini saranno informati sugli orari e sui luoghi destinati agli incontri tra medici e informatori scientifici”.  La nostra regione sembra non sapere, insomma, che gli ambulatori di MMG e PLS sono luoghi in cui si svolge una attività libero professionale, in cui, fino a prova contraria, chi decide su modalità di accesso, orari, usi e costumi è solo ed esclusivamente il professionista titolare dello studio.  

Malfunzionamento linee telefoniche

Causa problemi tecnici non dipendenti dall'Ordine, la Segreteria risulta non raggiungibile né via telefono né via email. Ci scusiamo dell'inconveniente nell'attesa che le linee vengano ripristinare al più presto.
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FNOMCeO, proposto per tutti gli iscritti il termine di “Dottore medico”

FNOMCeO, proposto per tutti gli iscritti il termine di "Dottore medico"   (da Doctor33)   Quale titolo utilizzare per gli iscritti alla Federazione degli ordini dei medici? La questione è stata dibattuta in occasione delle scorse riunioni del Comitato centrale e del Consiglio nazionale Fnomceo. Alla fine è stata approvata la proposta di utilizzare il titolo di "dottore medico (Dm)", con l'obiettivo dichiarato di ottenere «da un lato, una più certa qualificazione della professione medica e, dall'altro, una maggiore tutela dei cittadini».   In Italia, l'ultima norma generale in merito è stata emessa con il Decreto ministeriale 270 del 2004 dall'allora ministro dell'Istruzione Letizia Moratti che stabilisce: «a coloro che hanno conseguito la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca». Tuttavia, come fa notare il segretario generale della Fnomceo Luigi Conte, «ormai i professionisti sanitari sono in massima parte dei laureati che si fregiano, giustamente, del titolo di dottore».
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Attenzione: pesanti inesattezze sul web in tema di certificazioni malattia INPS

Alcuni colleghi ci hanno fatto notare un articolo rimbalzato su diversi “social” negli ultimi giorni in cui si parlava di “novità” nella regolamentazione delle giornate di malattia dei dipendenti. Il paragrafo incriminato, tratto da www.ilmessaggero.it era questo : “Se il lavoratore si reca dal medico il giorno successivo alla malattia e la visita è ambulatoriale, perde il primo giorno di malattia; lo stesso accade nel caso in cui la visita non sia ambulatoriale”    Ebbene, questa è una "bufala" colossale, è tutto rimasto come prima. Il lavoratore ha 24 ore per recarsi dal suo medico e la certificazione può essere redatta il giorno successivo al primo, e in questo caso non si perde assolutamente il diritto al rimborso della giornata lavorativa. Per chi voglia ulteriore rassicurazioni, può consultare questo LINK https://www.professionistiscuola.it/normativa/2509-visite-fiscali-2017-non-e-cambiato-nulla-altra-bufala-gira-sul-web.html
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