Progetto EBSCO: Una miniera di dati per aggiornamento e ricerca a disposizione gratuita di tutti i nostri iscritti

Da alcuni mesi è possibile la iscrizione gratuita alla banca dati EBSCO, offerta gratuitamente a tutti i medici italiani dalla FNOMCeO. Le istruzioni per la registrazione sono a questo LINK  e tutti i colleghi possono approfondire la ricerca partendo da un sintomo, da una malattia o anche da un articolo, come specificato nell'articolo che potete consultare qui sotto.  Molto presto, pare entro pochi mesi, è prevista una implementazione della piattaforma EBSCO con ricerca in lingua italiana
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Biblioteca dell’Ordine: consegnate una copia delle vostre pubblicazioni.

Il Gruppo Culturale dell'Ordine dei Medici, nel suo intento istituzionale di promuovere la dimensione culturale della nostra professione, invita i colleghi che hanno già pubblicato libri di farne pervenire almeno una copia alla segreteria dell'Ordine per poter attivare una sorta di biblioteca interna ad uso e consumo di ognuno di noi. Dott. Michele Gaudio, Presidente OMCeO FC Dott. Omero Giorgi, Coordinatore Gruppo Culturale OMCeO FC

Le spese per l’aggiornamento professionale sono integralmente deducibili.

Una conseguenza molto interessante della recente approvazione del DDL lavoro autonomo è la introduzione di importanti novità a sostegno dell’autoimprenditorialità. Tutte le spese sostenute da medici e dentisti per l’aggiornamento professionale, comprese quelle per soggiorno e viaggio, sono deducibili fino ad un massimo di 10 mila euro. Sia che si tratti di corsi di aggiornamento obbligatori o facoltativi, master, convegni, Ecm e Fad. Stando alla lettura del testo risultano deducibili integralmente vitto ed alloggio (“nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno”), ma le spese non dovrebbero poter superare il 2% di tutti i compensi dichiarati nell’anno.

Anche il medico va multato se parla al cellulare in auto

E’ annunciata per questa settimana la comparsa sulle nostre strade di macchine telelaser, sia fisse che portatili, in grado di rilevare a grande distanza se un guidatore sta usando il cellulare, sia se il veicolo è in moto sia se è fermo ad un incrocio. Le sanzioni sono: ritiro immediato della patente e multa da 180 a 680 euro. Chi usa gli auricolari deve tenere un orecchio libero, altrimenti incorre nella medesima sanzione. Nel caso di uso del cellulare con il viva voce, reggendolo con una mano, si subisce la medesima sanzione, aggravata dalla condizione di guida con una mano sola, multa da 161 euro e 5 punti dei detrazione  Ricordiamo a tutti i colleghi che NESSUNA ESENZIONE ALLA MULTA E’ PREVISTA PER I MEDICI, ai sensi della sentenza nr. 21266 del 08/10/2014 della Corte di Cassazione, che sostenne che neanche le "urgenze" scusano l'utilizzo del cellulare al volante, convalidando una multa inflitta ad una dottoressa di Padova per avere usato, alla guida, un telefonino non dotato di auricolare. A nulla era servito alla professionista, specializzanda in medicina cardiovascolare, chiedere l'esimente dello «stato di necessità» in quanto nell'occasione - è stata la tesi difensiva - avrebbe ricevuto una telefonata urgentissima dal diretto superiore che la contattava per ricevere informazioni su una paziente in pericolo di vita. E adesso non c’è “solo” una multa, come nel 2014, ma il ritiro immediato della patente.....

Burnout medici, vocazione e impegno come antidoti secondo due studi Usa

(da Doctor33)  Quella che talvolta viene avvertita come vocazione è sempre stata uno degli elementi caratterizzanti la professione medica; altre volte è comunque presente un senso di forte impegno dovuto alla consapevolezza dell'importanza del lavoro svolto. Ora due nuovi studi mostrano come questi aspetti siano in grado di motivare i medici e di proteggerli, almeno in parte, dal burnout, sempre più spesso associato ai pesanti carichi di lavoro e di stress a cui i medici sono sottoposti. Il primo è stato coordinato da Audiey C. Kao, dell'Ethics standards group dell'American medical association, che ha dichiarato: «Se la pratica della medicina non è vista come un lavoro personalmente gratificante e al servizio di un bene superiore, ne possono risentire le sue prestazioni e, cosa ancora più importante, la qualità delle cure che i pazienti ricevono». Kao e colleghi hanno condotto un sondaggio in tutti gli Stati Uniti a cui hanno risposto 2.263 medici e che ha posto in relazione il burnout professionale con il "senso di chiamata", definito come attitudine a "impegnare la propria vita in un lavoro personalmente significativo che serve ad uno scopo sociale".   Ebbene, il 28,5% dei partecipanti ha riferito di aver sperimentato qualche grado di burnout, e proprio gli appartenenti a questa fascia hanno dichiarato molto più spesso degli altri di non avvertire una particolare vocazione per la medicina, di non ritenere il proprio lavoro come uno degli aspetti fondamentali della propria vita e di non credere che di rendere il mondo un posto migliore per il fatto di svolgere la professione medica. Il secondo studio, riportato sul Journal of General Internal Medicine, sottolinea ulteriormente l'importanza dei fattori interiori rispetto a quelli esterni, inclusi quelli economici, nel generare un senso di benessere nei medici. Anche in questo caso si è trattato di un sondaggio che ha coinvolto 1.289 medici statunitensi; la convinzione di essere stati chiamati a svolgere il loro lavoro si è fortemente associata alla percezione di una vita significativa e a un maggiore impegno nella relazione personale e diretta con i pazienti. (1) Jager, Andrew J. et al. Mayo Clinic Proceedings, Volume 92 , Issue 3 , 415 - 422. (2) Tak, H.J., Curlin, F.A. & Yoon, J.D. J GEN INTERN MED (2017). Renato Torlaschi
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Medici e operatori sanità, il cambio abiti da lavoro va retribuito

(da Dott.Net)  Il cambio degli abiti da lavoro per infermieri, medici e professionisti della Sanità deve essere retribuito, lo stabilisce la Sentenza 583/2015 del Tribunale di Ascoli Piceno dopo la battaglia portata avanti dai professionisti impiegati nella Sanità marchigiana. Infermieri, medici e OSS sono obbligati ad uno specifico abbigliamento da lavoro e malgrado si tratti di pochi minuti anche indossare il camice occupa del tempo, che inevitabilmente crea una forzatura degli orari di lavoro, oggetto di una recente revisione.  Il diritto al conteggio del cambio camice dei lavoratori del SSN delle Marche è però il diritto di ogni infermiere e professionista della Sanità italiana, anche degli operai obbligati ad indossare protezioni per la sicurezza sul luogo di lavoro. La Sentenza potrebbe assumere un valore aggiunto e fungere da precedente anche non soltanto per i dipendenti del SSN. Vediamo cosa prevede la normativa sul cambio di abiti negli orari di lavoro.
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Salute in rete: il decalogo contro le bufale

(da Doctor33)   Dieci regole d'oro per aiutare gli internauti a districarsi tra le migliaia di informazioni sulla salute in rete. A pensarci sono stati i giornalisti dell'Unamsi (Unione nazionale medico-scientifica di informazione), stimolati all'iniziativa dagli oncologi del Cipomo (Collegio italiano dei Primari oncologi medici ospedalieri), particolarmente sensibili al rischio bufale on line proprio sul tema tumori. Un vero e proprio vademecum utile al lettore per riconoscere rischi, pericoli e trabocchetti, sottoscritto da altre otto società scientifiche (Società italiana di medicina generale (Simg), Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico facciale (Sio e Chcf, Società oftalmologica italiana (Soi), Associazione medici endocrinologi (Ame), Società italiana di psichiatria (Sip), Società italiana di urologia (Siu), Sindacato medici pediatri di famiglia (Simpef).
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Uso alimentare dell’olio di palma. Effetti sulla salute umana

(da Fimmg.org)  E' stato pubblicato, sotto l'egida di NFI (Nutrition Foundation of Italy), "Uso alimentare dell’olio di palma. Effetti sulla salute umana", cui hanno contribuito numerose tra Università e Società Scientifiche tra cui S.I.M.P. e S.V. / F.I.M.M.G.  Un modo di fare un po' di chiarezza, in favore dei cittadini, in mezzo a tanta confusione dovuta anche a commistione tra aspetti socio-ambientali, di salute umana e conflitti economico commerciali.  Leggi il documento completo

Ipertensione, abbassare troppo la pressione con i farmaci aumenta rischi cardiovascolari

Secondo i risultati di una ricerca pubblicata su The Lancet, utilizzare la terapia farmacologica per mirare alla pressione sanguigna più bassa possibile non è sempre la soluzione migliore. «Il raggiungimento di una pressione arteriosa sistolica inferiore a 120 mmHg è stato associato ad un aumento del rischio di alcuni eventi cardiovascolari, esclusi infarto miocardico o ictus» afferma Michael Böhm, della Universität des Saarlandes di Amburgo, Germania, che ha guidato lo studio. «Un modello simile è stato osservato per una pressione diastolica inferiore a 70 mmHg» aggiunge. I ricercatori hanno condotto un'analisi secondaria dei dati su 30.937 pazienti di almeno 55 anni in 40 paesi, tutti ritenuti ad alto rischio cardiovascolare, degli studi ONTARGET e TRANSCEND, rilevando che una pressione sistolica basale ≥140 mmHg era associata a una maggiore incidenza di tutti gli esiti rispetto a una pressione arteriosa sistolica compresa tra 120 mmHg e 140 mmHg, e anche che una pressione diastolica basale <70 mmHg era correlata a un maggiore rischio di esiti rispetto a una pressione diastolica ≥70 mmHg. Anche i pazienti con una pressione sistolica <120 mmHg dovuta al trattamento hanno presentato, rispetto a quelli con una pressione sistolica tra 120 e 140 mmHg, un aumento del rischio di un esito cardiovascolare composito, di morte cardiovascolare e di mortalità per qualsiasi causa ma non associazione significativa con infarto miocardico, ictus, o in ospedale ricovero per insufficienza cardiaca. I risultati hanno anche mostrato che una pressione diastolica media <70 mmHg durante il trattamento è collegata a un rischio maggiore rispetto a una pressione diastolica da 70 a 80 mmHg di esito primario composito, infarto miocardico, ricovero per insufficienza cardiaca e mortalità da tutte le cause. «Secondo la nostra analisi, il raggiungimento di una pressione sistolica inferiore a 130 mmHg, ma non inferiore a 120 mmHg, dovrebbe essere sicuro per la maggior parte dei pazienti ad alto rischio e avere come effetto un miglioramento dei risultati» dicono gli autori che poi concludono: «I risultati suggeriscono che potrebbe essere necessario ridurre il dosaggio del farmaco per la pressione sanguigna nei pazienti in trattamento che presentano una pressione troppo abbassata al fine di evitare esiti avversi, perché trattare fino al raggiungimento dell'obiettivo non significa trattare fino ad arrivare sotto il target». (Lancet. 2017. doi: 10.1016/S0140-6736(17)30754-7 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28390695 )
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Troppi test ‘bufala’ su intolleranze, occorre chiarezza

(da ADNKronos Salute)   Troppi test 'bufala' per le intolleranze alimentari. Per fare chiarezza sul corretto iter di diagnosi per allergie e intolleranze legate al cibo la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip), insieme alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, e alle società scientifiche allergologiche dell’adulto (Società italiana di allergologia, asma e immunologia e Associazione allergologi immunologi territoriali e ospedalieri) hanno prodotto un documento ad hoc. Una 'mappa' importante considerando "il proliferare di test privi di fondamento scientifico, come il test Dria, il test di neutralizzazione, la kinesiologia applicata, la biorisonanza, la analisi del capello, la iridologia", si legge in una nota della Siaip, diffusa in occasione del suo Congresso nazionale 2017.
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Obbligo per medici sia dipendenti che convenzionati di trasmissione telematica del certificato di malattia

Nella già citata circolare n.79 del 2 Maggio scorso, l’INPS ribadisce che “l’inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica costituisce, oltre che una violazione della normativa vigente, anche una fattispecie di illecito disciplinare - salvo evidentemente i casi di impedimenti tecnici di trasmissione - per i medici dipendenti da strutture pubbliche o per i medici convenzionati. Pertanto, si invitano le Strutture territoriali Inps che riscontrino situazioni di inadempienza, come sopra evidenziate, a segnalarle alle Aziende Sanitarie Locali per competenza” Ricordiamo pertanto a tutti gli iscritti il massimo scrupolo ad ottemperare a questo obbligo di legge

Certificati sportivi, Antitrust chiede apertura a tutti i medici: no esclusiva a Mmg e pediatri.

(da Doctor33)  La disciplina sul rilascio dei certificati medico sportivi torna in discussione. A redigerli secondo l'Antitrust, a quanto pare, non possono essere chiamati solo pediatri medici di famiglia e specialisti in medicina dello sport oltre che i medici delle Federazioni degli sport affiliati Coni; occorre "aprire" agli altri medici. L'Autorità Garante per la Concorrenza, riferisce il Sole 24 Ore Sanità, ha inviato una segnalazione in Parlamento critica con l'articolo della legge sulle semplificazioni che disciplina i certificati non agonistici. La materia è normata non solo dal decreto legge 98/2013 (articolo 42 bis), ma dal decreto Ministero Salute 8 agosto 2014 e dalla linea guida successiva sull'Ecg concordata dalla Fnomceo con le rappresentanze delle discipline chiamate in causa (medicina generale, pediatria, medicina dello sport); sia la legge sia il decreto circoscrivono la redazione dei certificati sportivi a quelle tre discipline e a chi le pratica.
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L’obesità influenza i valori degli test di laboratorio per malattie reumatiche

(da Doctor33)  Secondo uno studio pubblicato su Arthritis Care & Research, l'obesità può avere un'influenza sugli esami di laboratorio utilizzati per diagnosticare e monitorare l'artrite reumatoide, quali proteina C-reattiva (Pcr) e velocità di eritrosedimentazione (Ves), che rispecchiano i livelli di infiammazione nell'organismo. «Alcuni studi hanno trovato collegamenti tra valori più elevati di Pcr e Ves e indice di massa corporea più alto» afferma Michael George, dello University of Pennsylvania Health System, autore principale dello studio che precisa: «Abbiamo quindi cercato di determinare la misura in cui l'obesità agisce su questi marcatori».  A questo scopo, i ricercatori hanno analizzato informazioni relative a 2.103 individui con artrite reumatoide e hanno confrontato i dati con quelli della popolazione generale, riscontrando un'associazione nelle donne, sia con artrite reumatoide che nella popolazione generale, tra un indice di massa corporea più alto e un valore maggiore di Pcr, in particolare tra gli individui con obesità grave, e anche una modesta associazione tra obesità e Ves.
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Nuova Certificazione per Premio Nascita

Per effetto di una recente normativa, il premio alla nascita di 800 euro (‘bonus mamma domani’) viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affido. Il premio non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all'articolo 8 del Testo Unico delle imposte sui redditi.  Dal 4 maggio 2017 le gestanti al compimento del settimo mese di gravidanza o chi ha partorito o preadottato o adottato possono fare la domanda per il premio nascita; al momento, la procedura telematica per redigere il certificato telematico specifico non è ancora attiva. E' quindi possibile redigere un certificato cartaceo che la gestante porta o spedisce all'INPS. E questo certificato sarà certamente richiesto sia ai Medici di Medicina Generale che agli specialisti in Ginecologia ed Ostetricia. Nel certificato, oltre agli identificativi anagrafici, si deve specificare: -lo stato di gravidanza, -la data presunta del parto e -la settimana presuntiva di gestazione all'atto della certificazione, basandosi sulla data dell'ultima mestruazione. La normativa non parla di specialista, ma di medico del SSN o medico convenzionato, ma non sembra escludere i liberi professionisti. Tale certificazione non è compresa nelle mansioni del Medico di Medicina Generale ed è finalizzata all'ottenimento di un beneficio economico, è quindi sempre una prestazione libero-professionale a pagamento e va fatturata con IVA.  

Nuova Circolare INPS su rettifica Certificati Malattia

In caso di variazioni durante la malattia che causa l'allontanamento dal lavoro, è necessario fare una rettifica del certificato. Con la circolare INPS n.79 del 2 maggio 2017, vengono forniti chiarimenti sull’obbligo di rettifica della prognosi in caso di variazioni rispetto al certificato in corso. In caso di guarigione anticipata, il lavoratore in malattia è tenuto a richiedere una rettifica del certificato medico prima di rientrare al lavoro, al fine di documentare correttamente il periodo di incapacità temporanea al lavoro. Tale rettifica va richiesta al medesimo medico che ha redatto il certificato, riportante una prognosi più lunga. La rettifica della data di fine prognosi è un adempimento obbligatorio per il lavoratore, sia nei confronti del datore di lavoro, che nei confronti dell’Inps. L’Istituto, infatti, con la presentazione del certificato di malattia, avvia l’istruttoria per il riconoscimento della prestazione previdenziale, senza necessità di presentare alcuna specifica domanda. Il certificato medico, pertanto, per i lavoratori cui è garantita la tutela della malattia, assume di fatto il valore di domanda di prestazione. Nella circolare si ricorda che l’assenza a visita medica di controllo domiciliare (VMCD) disposta dall’Istituto comporta specifiche sanzioni (in termini di mancato indennizzo di periodi di malattia). L’assenza a VMCD sarà sanzionata allo stesso modo anche quando sia dovuta a un rientro anticipato al lavoro in assenza di tempestiva rettifica del certificato contenente la prognosi. Leggi la circolare al LINK  https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%2079%20del%2002-05-2017.htm

Il 13 maggio odontoiatri a Roma sotto unica bandiera per equo compenso

(da AdnKronos Salute)  Gli odontoiatri italiani sfilano sotto un'unica bandiera per l'equo compenso. Il 13 maggio, a Roma, le diverse sigle del settore saranno in piazza per promuovere un disegno di legge che introduca il concetto per i professionisti e, per quanto riguarda le professioni sanitarie, tuteli la qualità dell'offerta di cure. La manifestazione, promossa dagli Ordini di ingegneri, architetti, avvocati e medici-odontoiatri di Roma e dall'Ordine degli avvocati di Napoli, "assume una grande importanza dopo che la Corte di Giustizia europea, sposando idee che il mondo dei dentisti in Italia sostiene da anni, ha dichiarato legittimi i minimi tariffari nei Paesi membri della Comunità", si legge in una nota congiunta siglata da Giuseppe Renzo, presidente dal Cao-Fnomceo, Gianfranco Prada, presidente Andi, e Fausto Fiorile, presidente Aio. Il corteo partirà alle 10 da Piazza Repubblica, per giungere al termine della manifestazione a San Giovanni in Laterano.
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Vaccino contro la malaria, annunciata ampia sperimentazione in Africa

(da Doctor33)  Partirà l'anno prossimo il primo test su larga scala di vaccino per la malaria attraverso un finanziamento win-win, tra pubblico e privato, di 50 milioni di dollari, che vedrà la partecipazione, oltre all'azienda produttrice (GSK - GlaxoSmithKline), anche dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e della Bill and Melinda Gates Foundation. Ne è stata data notizia nel corso della Settimana delle vaccinazioni, celebrata in tutto il mondo dal 24 al 30 aprile.  Il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito ricorda che «il vaccino antimalarico aveva già mostrato di fornire una protezione nei bambini fino ai cinque anni, la fascia d'età in cui si registra la maggiore mortalità per malaria, era già stato testato in Tanzania, ma ora la sperimentazione verrà estesa, in un ampio contesto reale, fino a comprendere 750mila bambini di Kenia, Ghana e Malawi». Ancora una volta il progetto pilota riguarderà bambini dai 17 mesi fino ai cinque anni, ma «l'idea - dice Ippolito - è di proteggere oltre ai bambini anche i giovani adulti ed è importante perché apre la prospettiva per un maggior uso del vaccino».
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Cassazione: polizze mediche valide anche se il danno è successivo

(da DoctorSite News)  Le discusse clausole 'claim's made' (o a richiesta fatta), relative ai contratti di assicurazione sulla responsabilità civile, tornano nel mirino della Cassazione, in particolare quelle delle polizze a copertura di eventuali danni causati da errori del personale medico che lavora negli ospedali nei confronti dei pazienti che si sottopongono a cure o interventi chirurgici.
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