La mancata aderenza terapia costa 11 mld all’anno

Last Updated on 7 Dicembre 2018 by Segreteria 1

(da AGI)  Undici miliardi l’anno e’ la cifra che l’Italia spende per la mancata aderenza dei pazienti cronici alle terapie. Oggi parte il progetto Adhere per abbattere questi costi e migliorare la qualita’ delle cure. “Si tratta di uno studio multicentrico triennale inteso a valutare in modo scientifico il ruolo del farmacista- afferma Andrea Mandelli presidente FOFI – nel miglioramento dell’aderenza terapeutica, puntando sull’importanza della sua professionalita’, capillarita’ sul territorio e nel frequente contatto con i pazienti”. Lanciato nell’ambito del “Forum Risk Management in Sanita’”, e’ ideato da Enrico Desideri direttore della Azienda Usl Toscana sud est e realizzato dai veri protagonisti del sistema farmaceutico italiano: FOFI, Federfarma nazionale e Assofarm nazionale con il supporto della Fondazione ReS di Nello Martini. Il progetto Adhere nasce dalla necessita’ di incrementare l’aderenza terapeutica e dalla valutazione dei dati relativi alla spesa della sanita’, temi strettamente connessi tra loro. Dall’aumento dell’aderenza terapeutica consegue una maggiore efficacia della terapia e una drastica riduzione dei costi in quanto, ad esempio, diminuiscono i ricoveri, gli accessi al pronto soccorso, le complicanze. “Per il futuro, la vera sfida della Sanita’ e’ la cronicita’: in Italia i malati cronici sono 24 milioni e ‘assorbono’ oltre l’80 per cento delle risorse economiche – ha spiegato Enrico Desideri, direttore scientifico del progetto e direttore generale della Asl Toscana sud est – Occorre quindi un modello, come quello delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, sperimentato per la prima volta nella Toscana sud est, in cui il farmacista, insieme al medico di medicina generale e allo specialista, sia parte integrante di una gestione proattiva, prossima, partecipata, personalizzata e attenta alla prevenzione. Un modello che garantisce la massima attenzione alle specifiche esigenze del malato, riducendo i tempi d’attesa, l’ospedalizzazione, le spese per la diagnostica e gli accessi inappropriati al pronto soccorso. Abbiamo scelto due patologie ad alto rischio di complicazioni, cioe’ lo scompenso cardiaco e la BPCO L’obiettivo e’ dimostrare che, attraverso il modello delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, che hanno nel farmacista di comunita’ uno dei protagonisti, aumentiamo rispettivamente del 25 per cento e del 35 per cento la copertura terapeutica. Crediamo infatti che oggi ci sia la necessita’ di nuovi modelli organizzativi e visioni: quelli attuali sono ormai vecchi di 20 anni”.