Novità INPS sulla retroattività del certificato medico per visite ambulatoriali

(da Fimmg.org)   Con la Circolare INPS n. 92/2026, pubblicata in data 4 settembre 2026, l’Istituto ha introdotto una modifica significativa nella gestione della retroattività dei certificati medici di malattia.  Fino ad oggi, la retroattività al giorno precedente la data di rilascio del certificato era riconosciuta solo per le visite domiciliari, a condizione che il medico indicasse esplicitamente nel campo «Dichiara di essere ammalato dal…» la data antecedente.  Da ora in poi, questa possibilità è estesa anche alle visite ambulatoriali, grazie a un’interpretazione evolutiva del regolamento del 1963.

Circolare numero 92 del 04-09-2026

Fimmg Roma: Che fine hanno fatto le semplificazioni sanitarie?

(da Fimmg.org)   “Presentate a dicembre come una piccola rivoluzione per milioni di cittadini e per i medici di famiglia: certificati di malattia rilasciabili anche a distanza attraverso la televisita e ricette per i farmaci destinati ai pazienti cronici valide fino a dodici mesi sono  scomparse nel nulla. La legge sulle semplificazioni è entrata in vigore il 18 dicembre 2025, ma oggi, dopo oltre otto mesi, la domanda è inevitabile: che fine hanno fatto quelle novità? Sul certificato di malattia a distanza, la norma ha previsto la possibilità della tele certificazione, ma ha rimandato a un successivo accordo in Conferenza Stato-Regioni la definizione dei casi e delle modalità operative. Fino a quel momento, dunque, restano in vigore le regole precedenti”. È la riflessione che si legge in un editoriale sul sito della Fimmg Roma.
“Non va meglio sul fronte delle ricette per i malati cronici: l’articolo 62 della legge prevede la possibilità di prescrizioni ripetibili fino a un anno, ma l’attuazione è subordinata a un decreto del ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia. Decreto che avrebbe dovuto essere adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Il risultato è che una misura nata per ridurre la burocrazia e alleggerire il lavoro degli studi medici rischia di rimanere impantanata proprio nella burocrazia”, prosegue Fimmg Roma.
“Per i pazienti cronici significa continuare, almeno per ora, a fare i conti con le consuete procedure per ottenere le prescrizioni; per i medici di famiglia, invece, resta irrisolta una parte di quel carico amministrativo che la nuova legge avrebbe dovuto contribuire a ridurre. Nessuno mette in discussione la necessità di definire regole precise per tutelare pazienti, medici e sistema sanitario. Ma se una legge stabilisce tempi e strumenti per rendere più semplici i servizi, è lecito chiedersi perché, dopo mesi, quelle semplificazioni non siano ancora pienamente operative. La domanda resta sul tavolo: quando potranno finalmente diventare realtà? Perché una semplificazione annunciata non basta. Per essere davvero tale deve arrivare fino al cittadino”, conclude l’editoriale.

Diabete nei giovani, il rischio aumenta dopo l’avvio degli antipsicotici

(da Doctor33)  L’impiego di farmaci antipsicotici in età pediatrica e adolescenziale è in costante aumento a livello globale, alimentando preoccupazioni riguardo alla comparsa di diabete mellito di tipo 2 (T2D) indotto dal trattamento. Le evidenze disponibili hanno segnalato un incremento del rischio, ma si sono basate prevalentemente su confronti tra individui diversi, esposti a inevitabili fattori confondenti non misurati, e non hanno descritto in modo accurato l’andamento temporale del rischio attorno all’inizio della terapia.

In questo contesto si inserisce uno studio di coorte condotto nei Paesi Bassi, con l’obiettivo di definire la prevalenza annuale di T2D trattato farmacologicamente nei cinque anni precedenti e successivi all’inizio di una terapia antipsicotica in giovani di età compresa tra 0 e 19 anni. L’analisi ha utilizzato registri sanitari nazionali dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2022, con elaborazione dei dati avviata nel febbraio 2025. Grazie a un disegno di event study basato su modelli a effetti fissi, lo studio ha controllato tutti i fattori confondenti stabili e specifici della persona, superando i limiti dei tradizionali confronti tra soggetti diversi.  L’esposizione considerata era l’inizio della terapia antipsicotica, definito come la prima dispensazione registrata. L’esito primario era la prevalenza annuale di T2D trattato farmacologicamente, identificato tramite almeno una dispensazione di un farmaco ipoglicemizzante non insulinico nell’anno di riferimento. Le differenze di rischio annuali (RD) e le variazioni relative del rischio sono state calcolate utilizzando come riferimento l’anno precedente l’inizio della terapia.

Il campione comprendeva 89.991 giovani che avevano ricevuto almeno una prescrizione antipsicotica nel periodo considerato, con un’età mediana di 13,6 anni (IQR 9,8-16,7) e una prevalenza maschile del 62%. Prima dell’inizio del trattamento, la prevalenza di T2D trattato risultava stabile; dopo l’avvio della terapia, invece, si osservava un incremento significativo e progressivo. La differenza di rischio passava da 2,47 casi per 10.000 utenti (IC 95% 1,09-3,86) nell’anno di inizio a 9,02 per 10.000 (IC 95% 5,99-12,06) al quinto anno.

Il rischio risultava più elevato nelle femmine, che a cinque anni dall’inizio della terapia mostravano un eccesso assoluto di 16,48 casi per 10.000 utenti (IC 95% 8,95-24,00), rispetto ai 5,50 per 10.000 (IC 95% 2,57-8,43) osservati nei maschi. Anche l’età influiva sul rischio: gli adolescenti tra 13 e 19 anni presentavano un incremento più marcato rispetto ai bambini tra 7 e 12 anni (RD a cinque anni 14,09 vs 5,47 per 10.000 utenti). I giovani con uso ricorrente di antipsicotici mostravano un rischio progressivamente crescente (RD 10,17 per 10.000 utenti; IC 95% 6,47-13,87), ma un aumento del rischio persisteva anche tra coloro che avevano assunto antipsicotici solo nell’anno di inizio.

Nel complesso, lo studio evidenzia che l’avvio di una terapia antipsicotica in età evolutiva è associato a un incremento rapido e sostenuto del rischio di T2D trattato farmacologicamente, indipendente da fattori individuali invarianti nel tempo. I risultati suggeriscono che anche un’esposizione breve può determinare una vulnerabilità metabolica persistente, sottolineando l’importanza di un monitoraggio metabolico sistematico e di strategie preventive sin dall’inizio del trattamento antipsicotico.

(JAMA Netw Open. 2026 Jul 1;9(7):e2625377. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2026.25377.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42507442/)

CdC, Agenas definisce il lavoro delle équipe

(da M.D.Digital)  Le Case della Comunità entrano in una nuova fase. Dopo la realizzazione delle strutture previste dal Pnrr, l’attenzione si sposta sempre più sull’organizzazione dei servizi e sulla capacità di far lavorare insieme i diversi professionisti della sanità territoriale.
A indicare una possibile direzione sono le nuove Linee di indirizzo tecniche “Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità”, pubblicate il 28 luglio da Agenas. Il documento traduce in indicazioni operative uno dei requisiti cardine del Dm 77/2022: il lavoro integrato tra professionisti come modalità per garantire una presa in carico più efficace delle persone.
Il presupposto è il cambiamento dei bisogni assistenziali. L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e la maggiore complessità dei percorsi di cura rendono sempre meno efficace un’organizzazione basata su interventi separati. Il cittadino, soprattutto quando è anziano o presenta più patologie, ha bisogno di una rete nella quale le diverse componenti dell’assistenza siano collegate.
È proprio questa frammentazione che le équipe multiprofessionali dovrebbero contribuire a superare. Medici, infermieri, specialisti e professionisti dell’area sociale sono chiamati a condividere informazioni, obiettivi e responsabilità, costruendo percorsi assistenziali maggiormente integrati.
Per la Medicina generale il passaggio è particolarmente rilevante. Il Mmg rappresenta infatti il punto di riferimento del paziente lungo il percorso di cura e conosce la sua storia clinica, familiare e sociale. L’integrazione nelle équipe delle Case della Comunità dovrà quindi valorizzare questa funzione, evitando che la nuova organizzazione produca una sovrapposizione tra servizi territoriali e attività dei medici di famiglia.
Il documento di Agenas insiste sulla necessità di definire ruoli, responsabilità e modalità di collaborazione. L’obiettivo non è semplicemente riunire professionisti nello stesso luogo, ma costruire un modello nel quale competenze diverse concorrano alla presa in carico della persona.
È un passaggio importante perché il rischio, nella fase di attuazione della riforma, è che la Casa della Comunità venga identificata soprattutto con la struttura fisica. Il vero banco di prova sarà invece la capacità di trasformarla in un nodo della rete territoriale, collegato agli studi dei Mmg, all’assistenza domiciliare, alla specialistica e ai servizi sociali.
Le Linee di indirizzo arrivano dopo una consultazione pubblica avviata da Agenas tra aprile e maggio 2026 sul documento dedicato alle équipe multidisciplinari e multiprofessionali. Il percorso ha consentito di raccogliere contributi da professionisti, enti, associazioni e cittadini prima della definizione della versione finale.
Ora la responsabilità passa alle Regioni e alle aziende sanitarie, chiamate a tradurre le indicazioni in modelli organizzativi concreti. Ed è proprio nell’attuazione che emergeranno le differenze tra territori.
Per i Mmg, dunque, la questione non riguarda soltanto la presenza fisica nelle Case della Comunità. Il punto centrale sarà capire come verranno organizzati i rapporti tra i diversi professionisti, quali saranno le responsabilità di ciascuno e come verrà garantita la continuità tra assistenza nello studio, attività nelle strutture territoriali e presa in carico domiciliare.
La riforma dell’assistenza territoriale entra così nella fase più complessa: quella in cui le strutture devono diventare servizi e i servizi devono trasformarsi in una rete. Le Case della Comunità potranno funzionare soltanto se il lavoro multiprofessionale non resterà un principio organizzativo sulla carta, ma diventerà una modalità ordinaria di presa in carico.
Per la Medicina generale sarà una delle partite più importanti dei prossimi mesi.

Mutui e prestito d’onore, domande entro il 10 settembre

(da enpam.it)   Finite le ferie estive, scatta l’ultima chiamata per richiedere all’Enpam un mutuo o un prestito d’onore. Le domande vanno fatte entro il 10 settembre direttamente dall’area riservata del sito Enpam.it.

MUTUI PER CASA E STUDIO

I mutui messi a disposizione da Enpam sono destinati all’acquisto della prima casa o dello studio professionale, ma anche a ristrutturazioni, ampliamenti e sostituzioni di mutui già in essere.  Per agevolare i giovani professionisti, Enpam include tra i beneficiari anche chi, all’inizio della carriera, fatica a ottenere credito dalle banche: under 40, specializzandi, medici di medicina generale in formazione, titolari di partita Iva forfettaria o con contratti a termine.   Il mutuo prevede un tasso fisso per tutta la durata, costruito sul riferimento della Banca centrale europea (attualmente al 2,4 per cento) a cui si aggiunge una maggiorazione dell’1,5 per cento.  Possono accedere ai finanziamenti gli iscritti da almeno un anno, in regola con i contributi e senza altri mutui attivi con la Fondazione. Un aspetto rilevante è il riconoscimento dell’anzianità maturata già durante gli studi, che apre la porta anche agli studenti degli ultimi anni di Medicina e Odontoiatria.

Per informazioni operative, documentazione e accesso alla procedura è possibile consultare la pagina dedicata.

PRESTITO D’ONORE

Resta aperto fino al 10 settembre anche il bando per la concessione di prestiti d’onore fino a 120mila euro a interessi zero.  Gli studenti iscritti al quinto anno dei corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria possono richiedere fino a 10mila euro per completare il percorso universitario, mentre per gli iscritti al sesto anno è previsto un finanziamento fino a 5mila euro.  Per i medici e dentisti under 35 sono disponibili invece due ulteriori opportunità: fino a 30mila euro per frequentare un master post-laurea e fino a 120mila euro per sostenere le spese di impianto del primo studio professionale.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata sul sito Enpam.it.

Possibilità di testare gratuitamente il sito web ‘Quidottore’ per i nostri iscritti

brochure (002)

Spett.le Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Egregio Presidente,

con la presente desideriamo presentarLe QuiDottore, una nuova piattaforma digitale italiana nata con l’obiettivo di semplificare l’incontro tra medico e paziente, valorizzando il ruolo del professionista sanitario e offrendo strumenti innovativi per la gestione dell’attività medica.

QuiDottore è stata progettata mettendo al centro il medico, con l’intento di fornire un servizio semplice, sicuro e intuitivo, capace di migliorare l’organizzazione degli appuntamenti, la comunicazione con i pazienti e la gestione di numerose attività quotidiane.

La piattaforma consente, tra le principali funzionalità:

  • ricerca del medico per specializzazione, località e distanza;
  • gestione completa dell’agenda professionale;
  • prenotazione online delle visite;
  • gestione di più studi medici e sedi operative;
  • inserimento delle prestazioni professionali;
  • gestione della documentazione clinica;
  • pubblicazione di informazioni professionali sempre aggiornate;
  • accesso tramite piattaforma web e applicazione mobile.

Il progetto nasce interamente in Italia ed è stato sviluppato con particolare attenzione alla semplicità di utilizzo, alla sicurezza dei dati e al rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

Il nostro obiettivo non è sostituire i gestionali già presenti negli studi medici, ma offrire uno strumento complementare che possa aumentare la visibilità del professionista, facilitare il rapporto con i pazienti e ridurre il tempo dedicato alle attività organizzative.

Per favorire la diffusione della piattaforma e consentire ai professionisti di valutarne concretamente le potenzialità, abbiamo deciso di offrire 8 mesi di utilizzo completamente gratuito, senza costi di attivazione e senza alcun vincolo di permanenza.

Saremmo onorati se il Vostro Ordine volesse prendere in considerazione la possibilità di informare gli iscritti dell’esistenza di questo nuovo progetto, nato con l’intento di contribuire all’innovazione digitale della sanità territoriale.

RingraziandoLa per l’attenzione e per il prezioso lavoro svolto quotidianamente a tutela della professione medica, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Lo Staff di QuiDottore

Sito web: https://www.quidottore.it

E-mail: info@quidottore.it

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