SaluteMia, aperte le adesioni per la copertura semestrale 2026 e iscrizione gratuita a FondoSanità

SaluteMia, la mutua sanitaria dei medici e degli odontoiatri, ha aperto le iscrizioni per la copertura semestrale 2026. La società di mutuo soccorso, voluta da Enpam e dai principali sindacati medici, permette agli iscritti di costruire una tutela socio-sanitaria su misura, per se stessi e per i propri familiari.

 

I nuovi soci possono ora sottoscrivere, a un costo ridotto, i Piani sanitari della durata semestrale, che decorrono dal 1° luglio e garantiscono copertura fino alla fine dell’anno.

 

Come novità del 2026, chi sceglie SaluteMia ha un biglietto di ingresso gratuito per costruire la propria rendita aggiuntiva con FondoSanità. L’intesa stretta tra i due organismi prevede infatti un accordo di interscambio e, allo stesso modo, gli iscritti a FondoSanità accedono a SaluteMia senza pagare la quota di iscrizione.

 

“Rete di protezione” per tutta la famiglia

Aderire allassociazione di mutuo soccorso permette di integrare lofferta del Ssn e avere una sicurezza in più sui tempi e sulle prestazioni sanitarie.

 

SaluteMia permette attraverso 6 Piani sanitari, pensati per le diverse esigenze dei professionisti in camice, di costruire una rete di protezione” per se stessi e per i familiari del proprio nucleo (coniugi o conviventi, figli a carico fino a 26 anni o con disabilità), ma anche per i familiari non conviventi e le loro famiglie (fratelli e sorelle, genitori, figli oltre i 26 anni). Per garantire a tutti una serie di tutele aggiuntive in caso di visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri, prestazioni ospedaliere o extra ospedaliere e molto altro.

 

Aderire a SaluteMia è anche un’opportunità per garantirsi e garantire ai propri cari assistenza e supporto nei momenti lieti e significativi della vita, come durante la gravidanza e quando si diventa genitori.

 

Inoltre, la mutua fatta dai medici per i medici” offre, senza costi aggiuntivi, una copertura infortuni a tutti gli iscritti.

 

 

Tutte le tutele di SaluteMia

SaluteMia non è una semplice assicurazione, ma una mutua integrativa di categoria, senza scopi commerciali o di lucro, che offre attraverso i Piani sanitari una copertura ad ampio raggio, in Italia e allestero. Non prevede barriere di età per entrare e i soci possono restare iscritti anche in caso di eventi gravi.

 

I Piani sanitari garantiscono copertura dalle spese mediche per un ampio ventaglio di prestazioni e, oltre alle molte tutele di base, agli iscritti vengono offerte una serie di garanzie mutualistiche aggiuntive. Come misure e indennità a sostegno della genitorialità, la copertura critical illness”, che dà un supporto economico dai 4.000 ai 9.000 euro in caso di patologie gravi, la possibilità di monitoraggio delle patologie croniche insorte durante il periodo di iscrizione e ladesione diretta per gli studenti universitari iscritti a Medicina oppure a Odontoiatria, attraverso tre Piani dedicati, offerti a un costo ridotto.

 

Aderire a SaluteMia permette inoltre di abbassare le tasse, dal momento che il contributo associativo versato è detraibile dalle imposte al 19%, fino a circa 1.300 euro

 

Salute e una pensione bis che puoi usare anche oggi

Grazie all’accordo stretto tra SaluteMia e FondoSanità (il fondo di previdenza complementare dedicato agli esercenti le professioni sanitarie), i soci di SaluteMia hanno accesso gratuito a FondoSanità. Senza pagare la quota di ingresso, possono infatti iniziare da subito a costruire una propria rendita pensionistica aggiuntiva (che vale anche come capitale utile nei momenti di necessità).

Lo stesso vale per gli iscritti a FondoSanità, che entrano gratuitamente in SaluteMia, con la qualifica di soci beneficiari. Questi possono sottoscrivere una copertura ‘Critical Illness’ loro dedicata, che assicura un supporto economico dai 4.000 ai 13.500 euro in caso di patologie gravi. I soci beneficiari (quindi tutti gli iscritti a FondoSanità) possono aderire anche agli altri Piani Sanitari offerti da SaluteMia, previa iscrizione come soci ordinari.

 

 

Come aderire

Per aderire a SaluteMia e per avere informazioni su costi e prestazioni è possibile consultare il sito web della Mutua oppure telefonare al numero 06.21011350.

 

La copertura semestrale è attiva dal mese successivo al pagamento del contributo associativo. E quindi per essere tutelati dal 1° luglio bisogna versare il contributo associativo entro giugno.

I rischi per la salute cambiano col tipo di alcol consumato

(da M.D.Digital)  Alcuni tipi di alcol sono collegati a più problemi di salute rispetto ad altri. A rilevarlo un nuovo studio, presentato all’American College of Cardiology (Acc) Scientific Session 2026, che ha mostrato come il tipo di alcol consumato, oltre che la quantità, possono avere effetti diversi sulla salute cardiovascolare e generale.  Il vino rosso, ad esempio, contiene antiossidanti come i polifenoli, che possono avere benefici cardiovascolari e antinfiammatori. La birra, d’altra parte, contiene purine, che potrebbero aumentare i livelli di acido urico e contribuire a effetti negativi sulla salute. I superalcolici hanno concentrazioni di etanolo più elevate e sono privi di composti protettivi.  Le diverse bevande alcoliche sembrano avere un impatto variabile sulla salute: superalcolici, birra e sidro aumentano il rischio di mortalità anche a bassi livelli di consumo, mentre un consumo moderato di vino può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

La ricerca

Gli autori hanno utilizzato la Uk Biobank per analizzare le abitudini di consumo di alcol e gli esiti di mortalità in oltre 340.000 adulti. I partecipanti sono stati suddivisi in quattro categorie in base al loro consumo di alcol, misurato in grammi di alcol puro al giorno e alla settimana.  Coloro che consumavano meno di 20 g/settimana (circa 1,5 unità alcoliche standard) sono stati classificati come non bevitori o bevitori occasionali. Un basso consumo era compreso tra 20 g/settimana e 20 g/giorno per gli uomini e tra 20 g/settimana e 10 g/giorno per le donne. Un consumo giornaliero di 20-40 g per gli uomini e 10-20 g per le donne è stato considerato moderato. Un consumo giornaliero superiore a 40 g per gli uomini e a 20 g per le donne è stato considerato elevato.   Le persone con un elevato consumo di alcol avevano il 24% di probabilità in più di morire per qualsiasi causa, il 36% di probabilità in più di morire di cancro e il 14% di probabilità in più di morire per malattie cardiache rispetto ai bevitori occasionali. Anche il consumo di alcol prima dei pasti aumentava i rischi per la salute.

A livelli di consumo inferiori, i risultati erano più sfumati. Il consumo di superalcolici, birra o sidro era associato a un rischio di morte significativamente più elevato, mentre lo stesso livello di consumo di vino era associato a un rischio di morte significativamente inferiore. I bevitori moderati di vino avevano un rischio inferiore del 21% di morire per malattie cardiovascolari rispetto ai bevitori occasionali. Ma anche un basso consumo di superalcolici, birra o sidro era associato a un rischio di morte per malattie cardiovascolari superiore del 9%.

I limiti

Quindi la dose, il tipo e la tempistica del consumo di alcol sembrano influenzare il rischio, e considerare l’età, il rischio cardiovascolare e oncologico, i farmaci assunti e lo stile di vita di ciascun paziente possono essere una guida per formulare consigli sul suo consumo.

 

 

Online nuova campagna Fnomceo “Medici e pace”

“Ogni atto medico è un atto di pace”. È questa la headline dello spot che, insieme a manifesti da affiggere in tutte le città, costituisce la nuova campagna ‘Medici e Pace’ della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri. La campagna, on line da oggi, sarà presentata ufficialmente domani sera a Bari, durante la cerimonia di presentazione del Manifesto ‘Medici e Pace’, per essere poi pubblicata sui social della Federazione e degli Ordini territoriali. La campagna stampa sarà declinata, invece, in cartelloni sei metri per tre in affissione nei punti di maggior passaggio, in banner social e in pubblicità dinamica su autobus e vaporetti. Lo spot si apre con un primo piano sugli occhi di un chirurgo. Sulle note di ‘Nessun dorma’, una voce fuori campo comincia a narrare: “Ogni ferita ha la stessa voce- dice- chiede di essere guarita, non giudicata”. L’inquadratura si allarga e si vede che il medico sta suturando, appunto, una ferita. E, sulla pelle del paziente, è tatuata una cartina geografica. “Perché ogni ferita ricucita è un conflitto in meno- continua la voce narrante- perché ogni medico difende il diritto alla vita”. Gli occhi del medico incontrano quelli, profondi, della paziente, che ha in volto i segni mimetici dei soldati. Il campo si allarga ancora, mostrando la schiena completamente tatuata con i diversi continenti. La voce incalza: “Perché non c’è pace dove regna la sofferenza, né democrazia senza diritto alla salute”. Il medico e la paziente ‘speciale’, che si capisce essere la nostra Terra, martoriata dai conflitti, si guardano intensamente e si stringono la mano: l’intervento è riuscito. “Ogni atto medico è un atto di pace”, commenta la voce, che conclude con il claim: “Dove c’è cura, c’è pace”. Sulla stessa linea i manifesti, che riportano anche, sotto il logo Fnomceo, il payoff “Con i medici, dalla parte di chi soffre”.

“La campagna- spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli- riprende e anima i principi del Manifesto ‘Medici e Pace’, siglato il 12 marzo tra Perugia e Assisi e in viaggio ora nei vari Ordini territoriali. Domani sera sarà presentato a Bari, con una cerimonia aperta alla popolazione, che si concluderà con un concerto dell’Orchestra sinfonica della Città Metropolitana”. “Ogni atto medico è un atto di pace- continua- perché i medici ogni giorno incontrano la sofferenza, incontrano le persone più fragili, combattono le disuguaglianze, leniscono il dolore. Per questo sono costruttori di pace”. “I medici- conclude Anelli- sono contro la guerra, contro ogni forma di violenza, anche nei confronti degli operatori sanitari presenti negli scenari di conflitto, che vengono colpiti e uccisi. Sono tanti gli operatori sanitari che sono morti o che sono stati colpiti, a Gaza, in Libano, in Iran, in tutti i conflitti, in violazione delle convenzioni di Ginevra. Siamo convinti che ripristinare il diritto, ma soprattutto tutelare la dignità della persona, sia un impegno talmente forte da costituire oggi il presupposto per ogni società che vuole vivere in pace”.

 

Terme di Sant’Agnese: richiesta medici per collaborazione

Le Terme di Santagnese a Bagno di Romagna cercano medici (anche medici di medicina generale) che svolgano attività di valutazione pre-termale in libera professione con un impegno di una o due mezze giornate settimanali.

Cerchiamo inoltre specialisti Urologi, Dermatologi, Ginecologi e Neurologi per attività ambulatoriale convenzionata e di libera professione da svolgersi presso il Poliambulatorio sito all’interno dell’Ospedale di San Piero.

Per informazioni e adesioni telefonare al numero  0543 911018 centralino delle Terme di Santagnese chiedendo di Alessandra

 

Studio del MMG, quando la segreteria rischia di diventare triage

(da DottNet)  Nello studio del medico di medicina generale, molte criticità non nascono da scelte clamorosamente scorrette, ma da abitudini consolidate. La segreteria risponde al telefono, raccoglie richieste, organizza appuntamenti, riceve referti, gestisce accessi e richiama pazienti per esigenze pratiche. Tutte attività necessarie, soprattutto in una fase in cui la pressione sulla medicina territoriale è sempre più alta.  Il problema nasce quando questa funzione di supporto comincia a trasformarsi, anche senza una decisione esplicita, in una valutazione sanitaria preliminare.  Stabilire se un sintomo meriti una visita in giornata, se un referto debba essere visto subito dal medico, se una richiesta possa attendere o se il paziente debba essere indirizzato verso il pronto soccorso non è più semplice organizzazione dello studio. È una forma di apprezzamento clinico. Ed è proprio qui che si apre una delle aree più delicate della gestione quotidiana del MMG.

Il consenso informato non è delegabile

Il Codice di deontologia medica offre un riferimento netto. L’articolo 35 stabilisce che l’acquisizione del consenso o del dissenso informato è un atto di specifica ed esclusiva competenza del medico, non delegabile. Lo stesso articolo prevede che il medico non intraprenda né prosegua procedure diagnostiche o terapeutiche senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato.   Il punto non riguarda soltanto il consenso in senso stretto. Richiama un principio più generale: quando entrano in gioco informazione sanitaria qualificata, valutazione clinica e decisione sul percorso di cura, la responsabilità resta in capo al medico.  Una segreteria può organizzare. Può raccogliere documenti. Può applicare criteri pratici definiti dal medico. Non può però trasformarsi nel luogo in cui si decide se un problema sia urgente, differibile o clinicamente irrilevante.

Il rischio del triage informale

Nella medicina generale questo rischio è particolarmente insidioso perché nasce dentro una relazione di prossimità. Lo studio conosce i pazienti, le loro abitudini, le loro richieste ricorrenti, i familiari che chiamano, i casi considerati più ansiosi o più insistenti.  Proprio questa familiarità, che rappresenta uno dei punti di forza della medicina territoriale, può diventare un fattore di rischio se porta a sottostimare una richiesta o a classificare troppo rapidamente un sintomo.  Il problema non è la presenza dei collaboratori. Al contrario, uno studio ben organizzato ha bisogno di figure di supporto. Il punto è definire con precisione che cosa può essere filtrato sul piano amministrativo e che cosa deve invece arrivare al medico, perché contiene già un elemento di possibile valutazione sanitaria.

Procedure chiare per proteggere medico e paziente

La soluzione non è eliminare il filtro organizzativo, ma renderlo più consapevole del proprio ruolo e dei limiti connaturati al medesimo. Uno studio può stabilire criteri interni per la gestione delle richieste, distinguere i canali per appuntamenti ordinari, urgenze, referti e richieste amministrative, e prevedere che determinate situazioni vengano sempre sottoposte al medico.   In questo modo la segreteria resta una funzione di supporto e non diventa, di fatto, un punto di decisione clinica.    La trasformazione della medicina territoriale prevista dal DM77 e lo sviluppo delle Case di Comunità renderanno questo tema ancora più importante. Ma il problema esiste già oggi, dentro gli studi, nelle telefonate del mattino, nelle richieste ricevute dalla segreteria e nelle decisioni apparentemente piccole con cui si stabilisce se un paziente debba essere visto subito o possa aspettare. Ed è proprio lì che l’organizzazione dello studio può diventare tutela. Oppure rischio.

 

 

 

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