Infarto e ictus, piccoli cambiamenti nello stile di vita riducono rischio
Infarto e ictus, piccoli cambiamenti nello stile di vita riducono rischio
(da Sanitainformazione.it) Bastano pochi minuti in più di sonno, qualche passo in più e un po’ più di verdure ogni giorno per proteggere il cuore. Un nuovo studio dimostra che modifiche minime ma combinate nello stile di vita possono ridurre in modo significativo il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca. La ricerca, pubblicata sulla rivista ‘European Journal of Preventive Cardiology’, è stata guidata da Nicholas Koemel, dell’University of Sydney. I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 53mila adulti della coorte UK Biobank, seguiti per circa otto anni. I risultati mostrano come anche piccoli aggiustamenti combinati in sonno, attività fisica e alimentazione siano associati a benefici concreti e clinicamente rilevanti per la salute cardiovascolare.
Piccoli cambiamenti, grandi risultati – Dormire 11 minuti in più a notte, dedicare 4,5 minuti in più all’attività fisica moderata-intensa e consumare un quarto di tazza in più di verdure al giorno è stato collegato a una riduzione del 10% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori. L’attività fisica considerata comprende anche gesti quotidiani come salire le scale, camminare a passo sostenuto o trasportare oggetti pesanti, rendendo questi cambiamenti realistici e facilmente applicabili alla vita di tutti i giorni.
I ricercatori hanno identificato un profilo di comportamento ideale:
– Dormire tra 8 e 9 ore a notte
– Svolgere almeno 42 minuti al giorno di attività fisica moderata-intensa
– Mantenere una qualità della dieta moderatamente buona
Chi segue questo modello ha un rischio di eventi cardiovascolari ridotto del 57% rispetto alle persone con abitudini meno salutari.
L’importanza della sostenibilità – “I piccoli cambiamenti combinati in diverse aree della vita possono avere un impatto sorprendentemente grande sulla salute del cuore – spiega Koemel -. Sono più facili da mantenere nel tempo rispetto a modifiche radicali su un singolo comportamento”. Sonno, attività fisica e alimentazione sono strettamente collegati: dormire poco altera gli ormoni dell’appetito e le scelte alimentari, la stanchezza riduce l’attività fisica e la dieta influenza energia e concentrazione. Il team di ricerca punta ora a sviluppare strumenti digitali per supportare le persone nell’adozione di abitudini più sane e sostenibili, collaborando con le comunità per superare le difficoltà pratiche del cambiamento. Gli autori sottolineano che, essendo uno studio osservazionale, non è possibile stabilire un legame causale definitivo, ma i dati evidenziano chiaramente una forte associazione tra piccoli cambiamenti nello stile di vita e riduzione del rischio cardiovascolare.
Elezioni SaluteMia, Prada confermato presidente
Gianfranco Prada è stato confermato alla presidenza di SaluteMia. L’assemblea ordinaria dei soci della Società di mutuo soccorso dei medici e degli odontoiatri ha inoltre rinnovato, per il mandato 2026-2031, l’incarico a tutti i membri uscenti del Consiglio di amministrazione.
IL PRESIDENTE
Gianfranco Prada, medico odontoiatra, è laureato in Odontoiatria e protesi dentaria nel 1985 all’Università di Milano. È alla presidenza di SaluteMia dall’anno di fondazione dell’organismo attivo nel campo della Sanità integrativa, che opera in favore dei medici, degli odontoiatri e dei loro familiari. Nel corso della propria carriera, Prada ha ricoperto incarichi di vertice nell’ambito sindacale (Presidenza ANDI Nazionale), e ordinistico ed è stato vicepresidente della Fondazione Enpam, l’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri.
Sotto la sua guida, SaluteMia è cresciuta costantemente. Sia nei numeri, con gli iscritti che hanno quasi raggiunto quota 14mila, sia nell’offerta di tutele in favore dei Soci. Infatti, nel corso degli anni, sono state progressivamente incrementate le riserve economiche a disposizione dei Soci della Mutua ed è cresciuto il numero dei sussidi erogati. Nel solo 2025, SaluteMia ha ricevuto circa 22mila richieste di sostegno e assegnato quasi 12 milioni di euro a tutela della salute degli iscritti.
IL VICEPRESIDENTE E IL CDA
Maurizio Scassola, medico di medicina generale, è stato riconfermato dal Consiglio di Amministrazione alla vicepresidenza di SaluteMia. Ha ricoperto incarichi di vertice nell’ambito della rappresentanza sindacale e ordinistica. È stato, inoltre, vicepresidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.
Gli altri componenti del Consiglio di amministrazione riconfermati dall’assemblea di SaluteMia sono: Sergio Barbieri, medico neurologo, Giampietro Chiamenti, medico pediatra, Mario Antonio Lavecchia, medico pneumologo, Luigi Sodano, medico otorinolaringoiatra.
L’assemblea ha inoltre riconfermato, in qualità di revisore unico, Ugo Venanzio Gaspari, dottore commercialista.
PRADA: PRONTI A PROSEGUIRE IL LAVORO
“Siamo lieti di avere ricevuto il sostegno dell’assemblea, per garantire continuità e stabilità alla Mutua, che è patrimonio di tutti i medici e di tutti gli odontoiatri”, commenta il presidente di SaluteMia, Gianfranco Prada.
“Tutta la squadra del Consiglio di amministrazione, i dipendenti di SaluteMia e i nostri collaboratori, – aggiunge Prada – sono pronti a proseguire il percorso intrapreso, a beneficio dei nostri colleghi, medici e odontoiatri e dei loro familiari. Il nostro impegno continua, in piena sintonia con i valori e gli obiettivi da sempre condivisi con la Fondazione Enpam, per incrementare l’offerta di SaluteMia e fornire ai nostri Soci le migliori opportunità di tutela della loro salute”.

INAIL – Semplificazione Certificati medici di infortunio – Nuova versione del servizio telematico dal 13 maggio 2026
A partire dal 13 maggio 2026 sarà operativa una nuova versione semplificata del servizio per la compilazione e l’invio dei certificati di infortunio.
L’intervento è stato realizzato con l’obiettivo di semplificare la redazione del certificato facilitando la compilazione da parte dei medici, attraverso una revisione complessiva dei dati richiesti e delle modalità di compilazione. In particolare, sono state introdotte le seguenti modifiche: riduzione dei campi obbligatori, introduzione dell’obbligo di fornire almeno un recapito di contatto del lavoratore per agevolare le comunicazioni relative alla pratica, eliminazione di campi non essenziali e razionalizzazione delle tipologie e delle diciture del certificato.
La nuova versione sarà operativa nelle tre modalità di trasmissione già in uso: servizio online, invio offline tramite file, cooperazione applicativa/interoperabilità.
Per gli utenti che utilizzano la modalità online, l’aggiornamento sarà disponibile direttamente nel servizio, senza necessità di interventi.
Gli utenti che trasmettono i certificati in modalità offline, ovvero tramite il file in formato .xml, dovranno invece adeguare i propri sistemi entro il 13 maggio 2026 facendo riferimento alla documentazione tecnica aggiornata disponibile nella sezione del portale Inail di supporto al servizio online – https://www.inail.it/portale/it/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/assicurazione/moduli-prestazioni/certificati-medici/certificato-medico-di-infortunio—supporto-al-servizio-online.html – (manuale utente, cronologia versioni, XML schema e specifiche tecniche).
Gli utenti che operano in interoperabilità/cooperazione applicativa dovranno anch’essi adeguare i propri sistemi consultando la documentazione, disponibile nel “Catalogo Servizi per l’Interoperabilità e la Cooperazione Applicativa”, relativa al servizio Rest “CMI-CertificatoMedicoInfortunio” (https://www.inail.it/onecatalog/#!/pdd/coll/CMI-CertificatoMedicoInfortunio, sezioni “Specifiche servizio” e “Risorse”).
Si segnala che il mancato adeguamento dei sistemi potrà determinare errori bloccanti in fase di invio, in particolare per quanto riguarda: la corretta gestione del nuovo obbligo relativo a uno dei recapiti di contatto; l’aggiornamento dei campi non più previsti o non più obbligatori.
In caso di necessità, è possibile usufruire del servizio “Inail risponde”, presente nella sezione “Assistenza e supporto” del portale istituzionale, per avere chiarimenti o chiedere una verifica del file da trasmettere allegandolo alla richiesta di supporto. Nel form da compilare per “Inail risponde” è necessario valorizzare i seguenti campi obbligatori con i valori indicati: Categoria con ‘Prestazioni’; Sottocategoria con ‘Assistenza Servizi Online’; Oggetto con ‘Certificato medico per infortunio’. È inoltre possibile far riferimento al numero telefonico 06.6001 del Contact Center Inail. Il servizio è disponibile sia da rete fissa che mobile, secondo il piano tariffario del gestore telefonico dell’utente.
L’80% di chi soffre di schizofrenia ha deficit cognitivi
(da fimmg.org) In Italia si stima che la schizofrenia interessi circa 300 mila persone, con una prevalenza intorno allo 0,6% della popolazione adulta. Tra queste, oltre l’80% presenta un deficit cognitivo che incide in modo significativo sulla capacità di lavorare, mantenere relazioni sociali e gestire la vita quotidiana, ed è uno dei principali fattori che determinano la qualità della vita quotidiana, anche più dei sintomi psicotici. Ma non tutto il deficit cognitivo è direttamente espressione della malattia. Una parte, almeno un terzo, può essere infatti legata a fattori esterni e potenzialmente modificabili. Questo approccio segna un cambio di prospettiva nella gestione della schizofrenia, spostando l’attenzione dal solo controllo dei sintomi psicotici alla valutazione sistematica dei fattori che possono influenzare il funzionamento cognitivo. I dati dello studio italiano, condotto dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Università di Brescia diretto da Antonio Vita, presidente della Società italiana di psichiatria, sono stati presentati durante il Congresso Europeo di psichiatria (Epa 2026) tenutosi a Praga.
“Una quota significativa dei deficit cognitivi, almeno un terzo, osservati nelle persone con schizofrenia è riconducibile a fattori secondari e quindi, almeno in parte, modificabile. Si tratta di un aspetto cruciale, perché apre a margini concreti di intervento”, spiega Vita. Il contributo del gruppo dell’Università di Brescia introduce una distinzione chiave tra deficit cognitivo ‘primario’ e ‘secondario. Il primo riflette la componente neuroevolutiva intrinseca della schizofrenia e coinvolge diverse funzioni – dalla memoria all’attenzione, fino alle funzioni esecutive e alla cognizione sociale – spesso già prima dell’esordio della psicosi, con un andamento relativamente stabile nel tempo. Il deficit cognitivo secondario, invece, è determinato da fattori che possono peggiorare ulteriormente le prestazioni cognitive. Tra questi rientrano il carico di farmaci con effetti anticolinergici, l’utilizzo di antipsicotici di prima generazione e benzodiazepine, la sindrome metabolica, i disturbi del sonno, la sedentarietà, l’uso di sostanze – in particolare la cannabis – e la deprivazione sociale.
“Distinguere queste due componenti – prosegue Vita – è fondamentale nella pratica clinica. Se il deficit primario richiede interventi strutturati come la riabilitazione cognitiva e una gestione ottimizzata della terapia, quello secondario impone un lavoro sistematico di identificazione e riduzione dei fattori che lo determinano”. In questa prospettiva, la gestione della schizofrenia si amplia oltre il controllo dei sintomi psicotici, includendo la revisione delle terapie in funzione dell’impatto cognitivo, la gestione delle comorbidità metaboliche, la promozione dell’attività fisica, il trattamento dei disturbi del sonno, il contrasto all’uso di sostanze e programmi di inclusione sociale e lavorativa. Un approccio che può tradursi in un miglioramento concreto del funzionamento quotidiano e della qualità della vita delle persone con schizofrenia.
Convenzione tra UNIBO e OMCeO Forlì-Cesena per il tirocinio pratico valutativo del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia sede di Forlì
Nel corso della seduta consiliare di Martedì 14 Gennaio è stata presentata la Convenzione firmata tra il nostro Ordine e la Alma Mater Studiorum – Università di Bologna per la attivazione del tirocinio pratico valutativo di tutti gli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia – Sede di Forlì.
Il documento è consultabile in allegato.
Ogni tirocinio pratico valutativo si svolge per un periodo anche non consecutivo di tre mesi: il laureando è impegnato un mese in Area Ospedaliera Chirurgica, un mese in Area Ospedaliera Medica, un mese, da svolgersi non prima del sesto anno di corso, nello specifico ambito della Medicina Generale.
Il mese svolto nell’ambito della Medicina Generale deve tenersi presso l’ambulatorio di un medico di Medicina Generale avente i seguenti requisiti: almeno cinque anni di attività convenzionale, numero di assistiti nella misura almeno pari alla metà del massimale vigente, disponibilità di almeno tre mesi all’anno per la attività di tutoraggio.
Ai fini dell’individuazione delle sedi di tirocinio (ambulatori di Medicina Generale), il nostro Ordine deve predisporre un elenco di medici di Medicina Generale disponibili alla attività di tutoraggio, che sarà tempestivamente comunicato alla Segreteria della Università di Bologna – Facoltà di Medicina e Chirurgia – Sede di Forlì, per iniziare le assegnazioni degli studenti tirocinanti.
Invitiamo tutti i colleghi iscritti Medici di Medicina Generale a considerare attentamente la proposta della Università di Bologna e ad accettare l’inserimento nell’elenco dei medici tirocinanti, se possibile inviando l’adesione all’Ordine entro la fine del mese di Gennaio via email: info@ordinemedicifc.it
CERVIA, 30 MAGGIO-2 GIUGNO 2026: MEDICI E FAMIGLIE DA TUTTO IL MONDO PER SCRIVERE LE REGOLE SUL BWSP, MALATTIA GENETICA RARA
Oltre 50 medici da dodici Paesi, in rappresentanza di alcuni dei più importanti ospedali e università del mondo: l’appuntamento, dal 28 maggio al 2 giugno 2026, è a Cervia in provincia di Ravenna (presso l’hotel Dante) per il Consensus e il congresso internazionali, dedicati allo spettro della sindrome di Beckwith-Wiedemann (Bwsp). Questo è annoverato tra le malattie genetiche rare: colpisce un bambino ogni 10mila. Sono previsti tre giorni di confronto e lavoro tra i medici; a seguire, altrettanti dedicati alle famiglie dei piccoli pazienti, ma anche a pediatri e specialisti.
Gli Stati Generali della patologia. Il Consensus è il momento in cui gli esperti definiscono l’approccio alla sindrome, che contempla un vero e proprio ‘spettro’ con circa 30 sintomi. Numerose le competenze e le professionalità coinvolte: genetisti, pediatri, oncologi, ortopedici, chirurghi maxillo-facciali, endocrinologi, logopedisti, psicologi e altri. Al centro delle loro riflessioni ci sarà la diagnosi molecolare (analisi del dna) e la diagnosi clinica (riconoscimento dei sintomi), nonché la gestione dei casi concreti. Al termine saranno discusse nuove proposte, frutto degli studi più recenti. Il primissimo Consensus internazionale sulla Bwsp fu a Parigi nel 2018: a Cervia, dopo otto anni, si terrà la prima revisione. E’ invece il secondo congresso internazionale dopo quello del 2022. “Vivremo un momento fondamentale per la comunità scientifica internazionale – spiega Alessandro Mussa, pediatra e presidente della segreteria scientifica -. Condivideremo le più recenti e avanzate indicazioni terapeutiche allo scopo di trattare questa condizione: questa forma di organizzazione può essere un modello da seguire anche per tante altre malattie rare”.
Un aiuto alle famiglie. Il titolo dell’evento è ‘All in One‘, perché un unico luogo accoglierà tutti gli stakeholders coinvolti in questa patologia. Sono 31 le famiglie che hanno confermato la propria presenza fisica, da 7 Paesi; altre si sono già iscritte per seguire il congresso online: per tutti è previsto il servizio di traduzione simultanea dall’italiano all’inglese e viceversa. Dal 30 maggio al 1° giugno i massimi esperti mondiali tratteranno i vari aspetti dello spettro Bwsp. E’ possibile iscriversi per partecipare in presenza ma anche su Zoom tramite il sito www.aibws.org/congresso2026 . “La revisione del Consensus è la modalità più importante per fornire una corretta assistenza a chi vive questa condizione – spiega Guido Cocchi, neonatologo e presidente del comunitato scientifico di Aibws -. Sappiamo che la Bws è una malattia multiforme e che ci sono aspetti genetici ancora da definire: un numero significativo di bambini presenta le caratteristiche fenotipiche ma non ha la diagnosi molecolare, che aiuterebbe a definire l’approccio assistenziale e il rischio oncologico. Dopo il Consensus, infatti, gli specialisti incontreranno le famiglie, portando loro gli ultimi risultati in ‘tempo reale’: è davvero qualcosa di unico, molto stimolante per noi medici. È importante che i genitori vivano la situazione senza allarmismi né superficialità: le ansie sono comprensibili ma possono essere stemperate dalle conoscenze più aggiornate”.
I relatori. I Paesi di provenienza, oltre all’Italia, sono Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Danimarca, Francia, Olanda, Romania e Israele. Ci sarà spazio anche per le associazioni di pazienti: sono 6 le realtà che organizzano l’evento. Oltre ad Aibws, l’Associazione Italiana per lo Spettro della Sindrome di Beckwith-Wiedemann, anche associazioni dalla Spagna, Romania, Svezia, Ungheria e Stati Uniti.
Che cos’è il Bwsp. La sindrome di Beckwith-Wiedemann è una rara malattia genetica congenita. Si stima che ogni anno siano circa 35 i bimbi nati in Italia con questa condizione. I possibili sintomi – non tutti a carico della stessa persona – sono una trentina (per questo si parla di ‘spettro’): i bambini sono accomunati da una maggiore predisposizione allo sviluppo di tumori a carico degli organi interni (in particolare reni e fegato). Le principali manifestazioni sono la macroglossia, che è l’iperaccrescimento della lingua (nel 90% delle diagnosi), e l’emipertrofia, ovvero una o più parti del corpo più grandi rispetto alle loro speculari (30% dei casi). Non esiste una cura farmacologica. Il termine ‘spettro’ indica che la condizione non è uniforme, ma si configura come un continuum che va da forme lievi a molto gravi; così come si hanno differenti diagnosi molecolari e perfino alcune non definite.
Per saperne di più: www.aibws.org; www.aibws.org/congresso2026
Aibws ha le autorizzazioni alla divulgazione delle foto dei minori ritratti. A disposizione per ulteriori immagini
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Marco Bilancioni
Aibws Odv
Tel. 329.1799568