AI Act, nuovi obblighi per i sanitari: formazione IA nell’ECM
(da Doctor33) La formazione sull’intelligenza artificiale sarà inserita obbligatoriamente nel programma di Educazione continua in medicina. Lo prevede uno dei due decreti legislativi approvati in esame definitivo dal Consiglio dei ministri del 4 agosto 2026 per adeguare la normativa italiana all’AI Act europeo. Il provvedimento disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale nella sanità, nelle professioni, nel lavoro, nella formazione e nella Pubblica amministrazione. Il comunicato del Governo non precisa ancora tempi, numero di crediti, modalità di accreditamento dei corsi o categorie professionali interessate dalle singole attività formative.
I decreti attuano il regolamento (UE) 2024/1689, entrato in vigore il 1° agosto 2024 e applicabile, per la maggior parte delle disposizioni, dal 2 agosto 2026. Dalla stessa data sono diventati operativi anche gli obblighi europei di trasparenza previsti per determinati sistemi di intelligenza artificiale. Questi comprendono l’informazione alle persone che interagiscono direttamente con un sistema di IA e la riconoscibilità, nei casi previsti, di contenuti generati o manipolati artificialmente. Il decreto italiano definisce inoltre la governance nazionale. L’Agenzia per l’Italia digitale assume il ruolo di autorità di notifica, mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale svolge le funzioni di autorità di vigilanza del mercato. Sono previste competenze specifiche anche per il Garante per la protezione dei dati personali e, nei rispettivi settori, per Banca d’Italia, Consob e Ivass.
Il quadro sanzionatorio sarà graduato e proporzionato. Il decreto prevede limiti massimi inferiori a quelli stabiliti dal regolamento europeo e ammette misure non pecuniarie per le violazioni considerate meno offensive. L’entrata in vigore delle sanzioni resta collegata all’effettiva applicazione dei corrispondenti obblighi e divieti europei. Il Consiglio dei ministri ha approvato anche un secondo decreto dedicato all’impiego dell’IA nelle attività di polizia e alla responsabilità civile e penale. Il testo conferma il principio della sorveglianza umana: le decisioni restano affidate all’operatore e non possono produrre effetti giuridici negativi sulla sola base di un’elaborazione automatizzata.
Per i sistemi ad alto rischio, il decreto introduce inoltre una specifica responsabilità per l’utilizzatore professionale che ometta intenzionalmente le misure di sorveglianza umana. È previsto anche l’accesso alla documentazione tecnica del sistema da parte della persona danneggiata. Le disposizioni approvate definiscono il quadro nazionale, ma per conoscere l’applicazione concreta dell’obbligo formativo nell’ECM saranno necessari il testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale e gli eventuali provvedimenti attuativi.
Agenas, ecco come saranno organizzate le équipe delle Case di Comunità
(da DottNet) L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha pubblicato le Linee di indirizzo tecniche dedicate alle équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case di Comunità, definendo la composizione della squadra di base e le modalità di collaborazione tra le diverse figure coinvolte nell’assistenza territoriale. Il documento individua un modello organizzativo fondato sull’integrazione delle competenze per rispondere ai bisogni di salute delle persone e delle comunità.
La squadra di base delle Case di Comunità
Secondo le Linee di indirizzo, il nucleo di base delle équipe sarà composto dal medico di assistenza primaria, come il medico di medicina generale, o dal pediatra di libera scelta, dall’infermiere, dall’assistente sociale e da una figura di supporto amministrativo. A questo gruppo si affiancheranno, in funzione delle necessità assistenziali del singolo paziente, ulteriori professionisti secondo un modello definito “a geometria variabile“. Il documento è il risultato del lavoro di un gruppo di esperti ed è stato successivamente sottoposto a consultazione pubblica.
Un modello di lavoro multidisciplinare
Le Linee di indirizzo individuano nella multidisciplinarietà la modalità organizzativa di riferimento per il funzionamento delle Case di Comunità, considerandola un elemento strutturale per affrontare la complessità dei bisogni sanitari e sociali. “L’obiettivo è superare un’organizzazione in cui i professionisti operano uno dopo l’altro, favorendo invece un lavoro in parallelo e integrato“, spiega Agenas nel documento, che descrive anche i ruoli di coordinamento e il funzionamento delle diverse équipe specialistiche, tra cui quelle dedicate alla salute mentale e alle cure palliative.
Il ruolo del Terzo settore
Le Linee di indirizzo riconoscono inoltre un ruolo al Terzo settore, includendo tra gli attori della rete territoriale realtà come parrocchie, centri di aggregazione e società sportive. A queste organizzazioni viene attribuita la funzione di “sentinelle sociali”, con il compito di intercettare precocemente situazioni di fragilità, come povertà alimentare, problemi abitativi o dipendenze, e di segnalarle ai servizi competenti per favorire l’attivazione degli interventi necessari. “Le Linee di indirizzo rappresentano un tassello di una strategia più ampia con cui Agenas accompagna le Regioni nella trasformazione del Servizio sanitario nazionale“, afferma il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese.