Epidemia obesità, sono responsabili le calorie in eccesso, non la sedentarietà

(da DottNet)   L’obesità è causata da un eccessivo introito calorico più che dalla sedentarietà: è il verdetto di un lavoro apparso sui Proceedings of the National Academy of Sciences, che potrebbe porre fine all’annoso dibattito se la causa principale dell’obesità sia l’alimentazione o la mancanza di esercizio fisico.   È emerso chiaramente che la colpa dell’obesità è da attribuire a un maggiore consumo di alimenti ultra-trasformati (UPF), come wurstel e altri preparati di carne, piatti pronti e snack dolci, osservando che “la percentuale di UPF nella dieta era correlata positivamente alla percentuale di grasso corporeo”; mentre il dispendio energetico e quindi l’attività fisica c’entrano solo marginalmente.

Condotto da Amanda McGrosky, il lavoro si basa sui dati di 4.213 adulti di 18-60 anni, appartenenti a 34 popolazioni in sei continenti. I ricercatori hanno esaminato il dispendio energetico totale (TEE), il dispendio energetico da attività (AEE), il dispendio energetico basale (BEE) e due misure dell’obesità: la percentuale di grasso corporeo e l’indice di massa corporea (BMI).

I risultati sono stati classificati in gruppi in base al livello di sviluppo economico, a causa delle differenze generali nello stile di vita e nell’alimentazione tra i gruppi con diversi livelli di sviluppo economico. E’ emerso che sia il dispendio energetico totale sia il basale sono diminuiti leggermente, di circa il 6-11%, con lo sviluppo economico. È però anche emerso che l’energia bruciata con l’attività fisica risultava ancora complessivamente più alto nelle popolazioni economicamente più sviluppate, indicando che non è probabile che sia la mancanza di esercizio fisico a causare un BMI o un grasso corporeo più elevati.     I ricercatori hanno inoltre scoperto che il dispendio energetico totale è solo debolmente associato all’obesità, rappresentando circa il 10% dell’aumento dell’incidenza dell’obesità nei paesi economicamente più sviluppati.   Nonostante l’esercizio fisico non sia il principale fattore determinante dell’obesità, gli autori dello studio incoraggiano a praticarlo regolarmente, poiché è comunque fondamentale per prevenire le malattie e mantenere una migliore salute mentale.    Lo studio sottolinea anche la necessità di porre l’accento sulla riduzione delle calorie provenienti dagli alimenti altamente trasformati per contribuire ad affrontare la crisi dell’obesità.

 

Dieci milioni di italiani convivono con dolore cronico, cure migliori ma non uniformi

(da fimmg.org)   Sono dieci milioni gli italiani che convivono ogni giorno con il dolore cronico, una condizione sempre più trattabile, ma ancora non affrontata in modo uniforme dal sistema sanitario. A fare il punto il 25esimo Congresso Area culturale Dolore e Cure Palliative organizzato dalla Società scientifica di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) tenutori a Riccione con la partecipazione di oltre 400 specialisti da tutta Italia.  Il programma delle tre giornate ha spaziato dall’intelligenza artificiale nella clinica del dolore alla medicina rigenerativa per articolazioni e tendini, fino al rapporto tra microbiota intestinale e dolore cronico.

Tra i temi al centro del congresso, ricorda la presidente Siaarti Elena Bignami, anche l’impiego dei farmaci oppiacei nel dolore oncologico, con un focus sul fentanyl, oggi supportato da dispositivi spray nasali di nuova generazione in grado di rafforzare i livelli di sicurezza e appropriatezza. Ma anche la fibromialgia con le sue sfide diagnostiche e l’utilizzo della cannabis terapeutica. “Occuparsi del dolore – commenta Ilenia Malavasi, deputata della Commissione Affari sociali della Camera – significa restituire dignità e qualità di vita a chi, troppo spesso, rischia di sentirsi invisibile proprio nel momento della sofferenza e del maggior bisogno”.

Enpam: al via il bando mutui 2026 da 30 milioni di euro per medici e odontoiatri

(da Enpam.it)  La Fondazione Enpam mette a disposizione 30 milioni di euro per i mutui destinati a medici e odontoiatri iscritti. È online dal 13 aprile la procedura per accedere ai finanziamenti, finalizzati all’acquisto della prima casa o dello studio professionale, oltre che a interventi di ristrutturazione, ampliamento e sostituzione di mutui esistenti. Le domande saranno esaminate progressivamente, mano a mano che perverranno.

Nel 2025, il tempo medio tra la presentazione della domanda e la stipula davanti al notaio è stato di circa tre mesi, salvo ritardi legati a documentazione incompleta. Possono accedere alla misura gli iscritti Enpam da almeno un anno, in regola con i contributi e senza altri finanziamenti attivi con la Fondazione; l’anzianità di iscrizione è riconosciuta anche per i periodi maturati durante gli studi, consentendo l’accesso anche agli studenti degli ultimi anni dei corsi di laurea in medicina e odontoiatria. Particolare attenzione è rivolta ai giovani professionisti under 40 – medici e odontoiatri – tra cui iscritti ai corsi di formazione in medicina generale, specializzandi e titolari di partita Iva forfettaria o contratti a termine, che spesso, nelle fasi iniziali della carriera, possono incontrare maggiori difficoltà a soddisfare i requisiti richiesti dal mercato del credito.

“Con questa iniziativa – dichiara il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti – continuiamo a sostenere concretamente i nostri iscritti nei momenti più importanti della loro vita professionale e personale. Per molti giovani medici e odontoiatri si tratta di un’opportunità decisiva: consente di anticipare l’accesso alla casa o allo studio anche in una fase iniziale della carriera, quando i requisiti richiesti dal mercato del credito possono risultare più difficili da soddisfare. In questo modo si evita di rinviare progetti di vita e professionali, con la possibilità, nel tempo, di trasferire il mutuo sul mercato alle condizioni più favorevoli.”

Il tasso applicato sarà fisso per tutta la durata del mutuo ed è determinato sulla base del tasso di riferimento della Banca centrale europea alla data di stipula (attualmente al 2,15%), maggiorato di 1,5 punti percentuali. Le domande possono essere presentate esclusivamente online, tramite l’area riservata del sito Enpam, dalle ore 12 del 13 aprile, fino alle ore 12 del 10 settembre 2026, nell’ambito delle risorse stanziate. L’esito della richiesta sarà comunicato via email entro 60 giorni lavorativi. Gli uffici della Fondazione sono disponibili per supportare gli iscritti nella gestione delle pratiche.

L’assistenza agli anziani può far saltare il welfare. Ocse: la vera emergenza dei prossimi 25 anni

La spesa per la long-term care è destinata a raddoppiare entro il 2050 nei Paesi OCSE, arrivando al 2,8% del PIL. Una dinamica che non dipende solo dall’invecchiamento, ma da scelte politiche, organizzative e sociali. Tra carenza di personale, declino della cura familiare e bassa produttività, la sostenibilità dei sistemi di assistenza si giocherà sulle riforme dei prossimi anni

Leggi L’articolo completo e il documento OCSE a questo LINK

 

Infarto e ictus, piccoli cambiamenti nello stile di vita riducono rischio

Infarto e ictus, piccoli cambiamenti nello stile di vita riducono rischio

(da Sanitainformazione.it)    Bastano pochi minuti in più di sonno, qualche passo in più e un po’ più di verdure ogni giorno per proteggere il cuore. Un nuovo studio dimostra che modifiche minime ma combinate nello stile di vita possono ridurre in modo significativo il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca. La ricerca, pubblicata sulla rivista ‘European Journal of Preventive Cardiology’, è stata guidata da Nicholas Koemel, dell’University of Sydney. I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 53mila adulti della coorte UK Biobank, seguiti per circa otto anni. I risultati mostrano come anche piccoli aggiustamenti combinati in sonno, attività fisica e alimentazione siano associati a benefici concreti e clinicamente rilevanti per la salute cardiovascolare.

Piccoli cambiamenti, grandi risultati – Dormire 11 minuti in più a notte, dedicare 4,5 minuti in più all’attività fisica moderata-intensa e consumare un quarto di tazza in più di verdure al giorno è stato collegato a una riduzione del 10% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori. L’attività fisica considerata comprende anche gesti quotidiani come salire le scale, camminare a passo sostenuto o trasportare oggetti pesanti, rendendo questi cambiamenti realistici e facilmente applicabili alla vita di tutti i giorni.

I ricercatori hanno identificato un profilo di comportamento ideale:

– Dormire tra 8 e 9 ore a notte

– Svolgere almeno 42 minuti al giorno di attività fisica moderata-intensa

– Mantenere una qualità della dieta moderatamente buona

Chi segue questo modello ha un rischio di eventi cardiovascolari ridotto del 57% rispetto alle persone con abitudini meno salutari.

L’importanza della sostenibilità –  “I piccoli cambiamenti combinati in diverse aree della vita possono avere un impatto sorprendentemente grande sulla salute del cuore – spiega Koemel -. Sono più facili da mantenere nel tempo rispetto a modifiche radicali su un singolo comportamento”. Sonno, attività fisica e alimentazione sono strettamente collegati: dormire poco altera gli ormoni dell’appetito e le scelte alimentari, la stanchezza riduce l’attività fisica e la dieta influenza energia e concentrazione. Il team di ricerca punta ora a sviluppare strumenti digitali per supportare le persone nell’adozione di abitudini più sane e sostenibili, collaborando con le comunità per superare le difficoltà pratiche del cambiamento. Gli autori sottolineano che, essendo uno studio osservazionale, non è possibile stabilire un legame causale definitivo, ma i dati evidenziano chiaramente una forte associazione tra piccoli cambiamenti nello stile di vita e riduzione del rischio cardiovascolare.

(https://www.escardio.org/news/press/press-releases/combining-small/?_gl=1*1jq0xx6*_up*MQ..*_gs*MQ..&gbraid=0AAAAAD4VFqbD9jZtUQDP5AkRmoeDMrgDt)

Elezioni SaluteMia, Prada confermato presidente

Gianfranco Prada è stato confermato alla presidenza di SaluteMia. Lassemblea ordinaria dei soci della Società di mutuo soccorso dei medici e degli odontoiatri ha inoltre rinnovato, per il mandato 2026-2031, lincarico a tutti i membri uscenti del Consiglio di amministrazione.

 

IL PRESIDENTE

Gianfranco Prada, medico odontoiatra, è laureato in Odontoiatria e protesi dentaria nel 1985 all’Università di Milano. È alla presidenza di SaluteMia dall’anno di fondazione dell’organismo attivo nel campo della Sanità integrativa, che opera in favore dei medici, degli odontoiatri e dei loro familiari. Nel corso della propria carriera, Prada ha ricoperto incarichi di vertice nell’ambito sindacale (Presidenza ANDI Nazionale), e ordinistico ed è stato vicepresidente della Fondazione Enpam, l’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri.

Sotto la sua guida, SaluteMia è cresciuta costantemente. Sia nei numeri, con gli iscritti che hanno quasi raggiunto quota 14mila, sia nell’offerta di tutele in favore dei Soci. Infatti, nel corso degli anni, sono state progressivamente incrementate le riserve economiche a disposizione dei Soci della Mutua ed è cresciuto il numero dei sussidi erogati. Nel solo 2025, SaluteMia ha ricevuto circa 22mila richieste di sostegno e assegnato quasi 12 milioni di euro a tutela della salute degli iscritti.

 

IL VICEPRESIDENTE E IL CDA

Maurizio Scassola, medico di medicina generale, è stato riconfermato dal Consiglio di Amministrazione alla vicepresidenza di SaluteMia. Ha ricoperto incarichi di vertice nell’ambito della rappresentanza sindacale e ordinistica. È stato, inoltre, vicepresidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

Gli altri componenti del Consiglio di amministrazione riconfermati dall’assemblea di SaluteMia sono: Sergio Barbieri, medico neurologo, Giampietro Chiamenti, medico pediatra, Mario Antonio Lavecchia, medico pneumologo, Luigi Sodano, medico otorinolaringoiatra.

L’assemblea ha inoltre riconfermato, in qualità di revisore unico,  Ugo Venanzio Gaspari, dottore commercialista.

 

PRADA: PRONTI A PROSEGUIRE IL LAVORO

“Siamo lieti di avere ricevuto il sostegno dell’assemblea, per garantire continuità e stabilità alla Mutua, che è patrimonio di tutti i medici e di tutti gli odontoiatri”, commenta il presidente di SaluteMia, Gianfranco Prada.

“Tutta la squadra del Consiglio di amministrazione, i dipendenti di SaluteMia e i nostri collaboratori, – aggiunge Prada – sono pronti a proseguire il percorso intrapreso, a beneficio dei nostri colleghi, medici e odontoiatri e dei loro familiari. Il nostro impegno continua, in piena sintonia con i valori e gli obiettivi da sempre condivisi con la Fondazione Enpam, per incrementare l’offerta di SaluteMia e fornire ai nostri Soci le migliori opportunità di tutela della loro salute”.

 

INAIL – Semplificazione Certificati medici di infortunio – Nuova versione del servizio telematico dal 13 maggio 2026

A partire dal 13 maggio 2026 sarà operativa una nuova versione semplificata del servizio per la compilazione e l’invio dei certificati di infortunio.
L’intervento è stato realizzato con l’obiettivo di semplificare la redazione del certificato facilitando la compilazione da parte dei medici, attraverso una revisione complessiva dei dati richiesti e delle modalità di compilazione. In particolare, sono state introdotte le seguenti modifiche: riduzione dei campi obbligatori, introduzione dell’obbligo di fornire almeno un recapito di contatto del lavoratore per agevolare le comunicazioni relative alla pratica, eliminazione di campi non essenziali e razionalizzazione delle tipologie e delle diciture del certificato.
La nuova versione sarà operativa nelle tre modalità di trasmissione già in uso: servizio online, invio offline tramite file, cooperazione applicativa/interoperabilità.
Per gli utenti che utilizzano la modalità online, l’aggiornamento sarà disponibile direttamente nel servizio, senza necessità di interventi.
Gli utenti che trasmettono i certificati in modalità offline, ovvero tramite il file in formato .xml, dovranno invece adeguare i propri sistemi entro il 13 maggio 2026 facendo riferimento alla documentazione tecnica aggiornata disponibile nella sezione del portale Inail di supporto al servizio online – https://www.inail.it/portale/it/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/assicurazione/moduli-prestazioni/certificati-medici/certificato-medico-di-infortunio—supporto-al-servizio-online.html – (manuale utente, cronologia versioni, XML schema e specifiche tecniche).
Gli utenti che operano in interoperabilità/cooperazione applicativa dovranno anch’essi adeguare i propri sistemi consultando la documentazione, disponibile nel “Catalogo Servizi per l’Interoperabilità e la Cooperazione Applicativa”, relativa al servizio Rest “CMI-CertificatoMedicoInfortunio” (https://www.inail.it/onecatalog/#!/pdd/coll/CMI-CertificatoMedicoInfortunio, sezioni “Specifiche servizio” e “Risorse”).
Si segnala che il mancato adeguamento dei sistemi potrà determinare errori bloccanti in fase di invio, in particolare per quanto riguarda: la corretta gestione del nuovo obbligo relativo a uno dei recapiti di contatto; l’aggiornamento dei campi non più previsti o non più obbligatori.
In caso di necessità, è possibile usufruire del servizio “Inail risponde”, presente nella sezione “Assistenza e supporto” del portale istituzionale, per avere chiarimenti o chiedere una verifica del file da trasmettere allegandolo alla richiesta di supporto. Nel form da compilare per “Inail risponde” è necessario valorizzare i seguenti campi obbligatori con i valori indicati: Categoria con ‘Prestazioni’; Sottocategoria con ‘Assistenza Servizi Online’; Oggetto con ‘Certificato medico per infortunio’. È inoltre possibile far riferimento al numero telefonico 06.6001 del Contact Center Inail. Il servizio è disponibile sia da rete fissa che mobile, secondo il piano tariffario del gestore telefonico dell’utente.

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