Alimentazione senza glutine e cardiopatia

(da Univadis)   Uno studio di coorte prospettico ha analizzato i dati di 65.000 donne incluse nello studio Nurses’ Health Study e 45.000 uomini dello studio Health Professionals Follow-up Study, inizialmente senza cardiopatie (CP), il cui apporto di glutine è stato valutato con un questionario sulla frequenza del consumo di cibi che è stato aggiornato ogni quattro anni. Dopo un follow-up di 26 anni, l’insorgenza di eventi coronarici è risultata pari a 352/100.000 anni-persona in un quinto del totale dei soggetti analizzati con il più basso apporto di glutine, rispetto a 277/100.000 anni-persona in un quinto del totale dei soggetti analizzati con il più alto apporto di glutine. Questo rischio aggiuntivo può essere associato a una riduzione nell’apporto di grano integrale nelle alimentazioni prive/a basso contenuto di glutine. Quindi, Nei pazienti non celiaci, un’alimentazione senza glutine (a basso contenuto di glutine), rispetto a un’alimentazione standard con glutine, può essere associata nel lungo termine a un’incidenza superiore di cardiopatia

(Long term gluten consumption in adults without celiac disease and risk of coronary heart disease: prospective cohort study https://www.bmj.com/content/357/bmj.j1892)