Microplastiche nelle gomme da masticare: rischi per la salute umana

(da DottNet)    Le microplastiche, particelle di plastica di dimensioni inferiori a 5 mm, sono ormai riconosciute come una minaccia per la salute umana. Sebbene siano state rilevate in diversi tessuti umani—dai polmoni al sangue, fino alla placenta—le microplastiche rappresentano ancora un rischio per la salute, la cui portata resta ampiamente da esplorare.

L’esposizione a queste particelle avviene principalmente tramite l’aria inquinata, l’acqua contaminata e alcuni alimenti, ma anche attraverso prodotti di uso comune, tra cui la gomma da masticare. Quest’ultima,utilizzata globalmente per migliorare l’alito, favorire la salute orale e, talvolta, per somministrare farmaci, è un prodotto che genera un’enorme produzione globale, con miliardi di pezzi venduti ogni anno. Tuttavia, gran parte di questo materiale viene smaltito impropriamente, contribuendo all’inquinamento ambientale. La base polimerica delle gomme da masticare, composta da elastomeri, plastificanti ed emulsionanti, è essenziale per garantire la masticabilità e la durata del sapore. Tuttavia, questi componenti polimerici, in particolare nelle gomme sintetiche, sono responsabili del rilascio di microplastiche durante la masticazione.

Un recente studio pilota dell’American Chemical Society ha svelato che sia i chewing gum naturali che quelli sintetici liberano microplastiche nella saliva. Sebbene tradizionalmente le microplastiche siano associate a bottiglie di plastica e imballaggi, i risultati dello studio suggeriscono che anche il semplice atto di masticare un chewing gum possa essere una significativa fonte di esposizione a questi frammenti di plastica. Il rilascio di microplastiche avviene in modo rapido: entro pochi minuti dalla masticazione, una notevole quantità di microplastiche viene liberata, sollevando interrogativi sulla quantità effettiva che una persona può ingerire quotidianamente.

In modo inaspettato, sia i chewing gum sintetici che quelli naturali rilasciano quantità simili di microplastiche, mettendo in discussione la convinzione che i prodotti naturali siano meno dannosi per l’ambiente. Lo studio ha rivelato che, indipendentemente dalla loro origine, le gomme da masticare contengono una varietà di polimeri, tra cui poliolefine, PET, poliammidi e polistirene. Tra questi, le poliolefine risultano essere il componente predominante, suggerendo che, anche i chewing gum etichettati come “naturali” contribuiscono in modo significativo alla contaminazione da plastica. Questo sorprendente risultato apre a nuove riflessioni sulla sostenibilità dei chewing gum e sulla reale composizione dei prodotti che consideriamo “naturali”.

In sintesi, sebbene la gomma da masticare sia un elemento comune della vita quotidiana, è fondamentale considerare gli effetti potenzialmente dannosi legati al rilascio di microplastiche, un aspetto che richiede maggiore attenzione da parte della comunità scientifica, medica e ambientale.