L’atto medico deve restare un atto di cura

Last Updated on 20 Luglio 2026 by Segreteria 2

(da M.D.Digital)  La tutela della salute delle persone migranti è un dovere costituzionale, professionale, deontologico e umano. È il principio riaffermato dalla Fnomceo con un Ordine del giorno approvato all’unanimità dal Comitato centrale della Federazione nel corso della tre giorni che, a partire dall’8 luglio, ha riunito a Roma i presidenti degli Ordini territoriali dei medici e degli odontoiatri, conclusasi con il Consiglio nazionale.
Il documento nasce dall’appello internazionale promosso dal mondo sanitario e civile sul diritto alla salute delle persone migranti nell’ambito del Nuovo Patto europeo su migrazione e asilo e richiama la necessità di preservare l’autonomia della professione medica, senza entrare nel merito delle politiche migratorie, di competenza delle istituzioni.
“L’atto medico deve restare un atto di cura, fondato su scienza, coscienza e deontologia, e non può essere piegato a finalità estranee alla tutela della salute”, si legge nell’Ordine del giorno, che richiama anche il documento approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale della Fnomceo il 20 febbraio 2026.
A ribadire il significato dell’iniziativa è il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli: “La tutela della salute delle persone migranti non è una variabile dell’ordine pubblico: è un dovere costituzionale, professionale, deontologico e umano. Proprio nei contesti più difficili si misura la fedeltà della professione medica alla sua missione: curare, proteggere, riconoscere e tutelare la dignità di ogni persona”.
Nel documento la Federazione sottolinea che le attività di screening, valutazione e presa in carico delle persone migranti devono perseguire esclusivamente obiettivi clinici: individuare bisogni di salute, condizioni di vulnerabilità, fragilità fisiche e psichiche e definire i percorsi assistenziali più appropriati. Per questo, evidenzia la Fnomceo, tali attività devono essere svolte in ambiente sanitario, con il coinvolgimento delle competenze professionali necessarie, e restare nettamente distinte dalle funzioni di controllo amministrativo, di pubblica sicurezza, di trattenimento o di rimpatrio.
Il medico non è un ausiliario dell’ordine pubblico. L’Ordine del giorno ribadisce inoltre che il medico “non può essere trasformato in un ausiliario dell’ordine pubblico”. Il suo compito resta quello di tutelare la salute della persona, indipendentemente dalla condizione giuridica, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e dei principi del Codice di deontologia medica.
Da qui la richiesta di sostenere i professionisti impegnati nei contesti di frontiera, nei centri di accoglienza e nei luoghi di trattenimento, affinché possano esercitare la propria autonomia professionale senza pressioni improprie e senza ambiguità di ruolo.
Con questo documento la Fnomceo conferma la propria posizione a tutela dell’indipendenza dell’atto medico, riaffermando che la cura deve rimanere il riferimento esclusivo dell’attività professionale anche nei contesti più complessi, dove le esigenze sanitarie devono restare chiaramente separate da quelle di ordine pubblico.