Fimmg Roma: Che fine hanno fatto le semplificazioni sanitarie?

Last Updated on 9 Settembre 2026 by Segreteria 1

(da Fimmg.org)   “Presentate a dicembre come una piccola rivoluzione per milioni di cittadini e per i medici di famiglia: certificati di malattia rilasciabili anche a distanza attraverso la televisita e ricette per i farmaci destinati ai pazienti cronici valide fino a dodici mesi sono  scomparse nel nulla. La legge sulle semplificazioni è entrata in vigore il 18 dicembre 2025, ma oggi, dopo oltre otto mesi, la domanda è inevitabile: che fine hanno fatto quelle novità? Sul certificato di malattia a distanza, la norma ha previsto la possibilità della tele certificazione, ma ha rimandato a un successivo accordo in Conferenza Stato-Regioni la definizione dei casi e delle modalità operative. Fino a quel momento, dunque, restano in vigore le regole precedenti”. È la riflessione che si legge in un editoriale sul sito della Fimmg Roma.
“Non va meglio sul fronte delle ricette per i malati cronici: l’articolo 62 della legge prevede la possibilità di prescrizioni ripetibili fino a un anno, ma l’attuazione è subordinata a un decreto del ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia. Decreto che avrebbe dovuto essere adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Il risultato è che una misura nata per ridurre la burocrazia e alleggerire il lavoro degli studi medici rischia di rimanere impantanata proprio nella burocrazia”, prosegue Fimmg Roma.
“Per i pazienti cronici significa continuare, almeno per ora, a fare i conti con le consuete procedure per ottenere le prescrizioni; per i medici di famiglia, invece, resta irrisolta una parte di quel carico amministrativo che la nuova legge avrebbe dovuto contribuire a ridurre. Nessuno mette in discussione la necessità di definire regole precise per tutelare pazienti, medici e sistema sanitario. Ma se una legge stabilisce tempi e strumenti per rendere più semplici i servizi, è lecito chiedersi perché, dopo mesi, quelle semplificazioni non siano ancora pienamente operative. La domanda resta sul tavolo: quando potranno finalmente diventare realtà? Perché una semplificazione annunciata non basta. Per essere davvero tale deve arrivare fino al cittadino”, conclude l’editoriale.