Sanità, l’Italia spende 40% in meno dei grandi Paesi Ue. Per 630 mila famiglie spese insostenibili. Il rapporto Crea

Last Updated on 24 Gennaio 2022 by Segreteria 1

carenti gli organici».

Tra gli elementi di maggiore soddisfazione nei confronti del servizio sanitario, c’è la possibilità di avere l’assistenza del medico di medicina generale è per oltre la metà degli italiani (54,2%). Il 39% si dice soddisfatto anche per la qualità dei medici. Piace, inoltre, la possibilità di avere la maggior parte dei farmaci in modo pressoché’ gratuito (20,5%), mentre le liste d’attesa sono la criticità maggiore per il 38,9% degli italiani. Tra gli elementi di soddisfazione, il 18% ha citato la possibilità di disporre di tecnologie avanzate, il 17,8% la possibilità di poter disporre dell’assistenza ovunque ci si trovi. L’importanza attribuita alla disponibilità di tecnologie avanzate è maggiore nel Nord-Est. Tra le criticità, il 35,6% del campione cita la difficoltà nel riuscire a prendere gli appuntamenti, il 22,7% le attese (inutili) negli studi medici/ambulatori e il 20% il fatto di essere «rimbalzati» tra i vari uffici. Quanto alla «disponibilità a pagare», quasi la metà del campione sarebbe disposto a farlo pur di avere liste di attesa inferiori, soprattutto nel Nord Est. Nel Sud è maggiore la quota di persone disposte a pagare per avere maggior comfort ospedaliero e/o la possibilità di curarsi più vicino a casa. Nel Centro una quota rilevante di persone dichiara che sarebbe disposta a pagare per avere la possibilità di disporre di cure domiciliari. Nel report, i relatori lanciano anche un allarme circa il Pnrr, i tempi stretti di realizzazione PNRR potrebbero far sì che «si tenda ad ‘aggirare’ le criticità» e che, al posto di ottimizzare i processi, «si contraggano/depauperino le fasi di progettazione e valutazione che, di contro, sono essenziali per evitare che le risorse vadano sprecate». È una occasione «irripetibile», sostengono, «il cui esito (come sperabile) sarà quello di rilanciare il Paese; ma potrebbe anche essere ‘disastrosa’ qualora le scelte di investimento fossero quelle sbagliate».