La nicotina come tossina cardiovascolare: consenso di esperti e implicazioni regolatorie
(da DottNet) Un gruppo di esperti ha recentemente pubblicato un position paper sull’European Heart Journal, in cui sono presentati dodici messaggi chiave basati sull’evidenza, i quali documentano inequivocabilmente la tossicità cardiovascolare della nicotina, indipendentemente dal sistema di somministrazione. I dodici messaggi chiave affrontano diversi aspetti cruciali della tossicità cardiovascolare della nicotina, esaminando in particolare gli effetti vascolari e metabolici, i rischi associati all’esposizione passiva, e i principali meccanismi fisiopatologici che contribuiscono alla morbilità e mortalità cardiovascolare legata alla nicotina.
Tra i principali effetti avversi, vengono descritti l’aumento della pressione sanguigna, la danno endoteliale, la disfunzione delle arterie e l’incremento del rischio di infarto e ictus. Inoltre, vengono esaminati gli impatti economici derivanti dalle malattie cardiovascolari correlate alla nicotina, che si traducono in un grave peso per i sistemi sanitari e le economie globali.
Un aspetto particolarmente rilevante è il fatto che per la prima volta la nicotina viene separata dai processi di combustione (come quelli legati al fumo di sigaretta tradizionale), riconoscendo che la sostanza stessa, e non solo le tossine generate dalla combustione, è intrinsecamente pericolosa per la salute cardiovascolare. Questo cambiamento di prospettiva è fondamentale, perché contribuisce a sfatare uno dei miti più persistenti legati ai prodotti a base di nicotina, ossia che le alternative come le sigarette elettroniche o il tabacco riscaldato siano “più sicure” rispetto al fumo tradizionale.
Il documento sottolinea la crescente crisi della dipendenza da nicotina tra i giovani, aggravata dalla diffusione di prodotti aromatizzati e da marketing aggressivo. Questo ha portato a un aumento significativo dei consumatori di nicotina in età pediatrica, creando una nuova generazione a rischio di dipendenza. Un altro tema importante riguarda la disinformazione sulla “nicotina più sicura” promossa da alcuni produttori di sigarette elettroniche, che minimizzano i rischi legati a questi prodotti, nonostante la nicotina, anche senza combustione, resti pericolosa.
Il lavoro si inserisce in un contesto particolarmente delicato per quanto riguarda la regolamentazione europea, in concomitanza con la revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti del tabacco prevista dalla Commissione Europea per luglio 2025. Questa revisione introduce per la prima volta accise minime su e-liquidi, tabacco riscaldato e pouch di nicotina, cercando di mettere un freno alla diffusione di questi prodotti. Tra le misure proposte figurano divieti di pubblicità per evitare che i giovani vengano ulteriormente sedotti dal marketing dei prodotti a base di nicotina, restrizioni sugli aromi (che sono utilizzati per rendere i prodotti più attraenti, soprattutto per i più giovani), e limitazioni all’uso di nicotina in ambienti chiusi, al fine di ridurre l’esposizione passiva.
L’adozione di queste misure potrebbe non solo migliorare la salute cardiovascolare globale, ma anche ridurre i costi economici e sociali legati alle malattie provocate dalla nicotina. Il futuro della regolamentazione del tabacco e della nicotina dipenderà da quanto efficacemente queste evidenze scientifiche verranno integrate nelle politiche sanitarie a livello globale.