Vitamina D nel dolore da fibromialgia: nuova metanalisi offre risposte

(da Nutrienti e Supplementi)   Una recente revisione sistematica e metanalisi pubblicata su ‘Nutrients‘, condotta da Sara Ilari, Saverio Nucera e colleghi di diversi istituti italiani, tra cui l’Irccs San Raffaele Roma e l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, suggerisce che la supplementazione di Vitamina D potrebbe svolgere un ruolo importante come coadiuvante nella gestione della fibromialgia.  Parliamo di una complessa condizione cronica che affligge circa il 2-3% della popolazione mondiale, caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, fatica generalizzata, disturbi del sonno e dell’umore. Poiché la sua patofisiologia rimane poco chiara e le opzioni terapeutiche sono spesso limitate e solo parzialmente efficaci, la ricerca di trattamenti aggiuntivi si rivela cruciale.

I risultati dello studio     Gli autori hanno analizzato la letteratura fino al 31 dicembre 2024, identificando 2.776 articoli e includendo 7 studi per la revisione sistematica. Sono state condotte due metanalisi distinte, entrambe su quattro studi ciascuna.    I risultati ottenuti hanno mostrato un effetto benefico e statisticamente significativo della supplementazione di Vitamina D rispetto al gruppo di controllo:

– riduzione del dolore: la supplementazione ha ridotto significativamente i livelli di dolore, misurati tramite la Scala di valutazione numerica (Nrs) o la Scala analogica visiva (Vas).

– miglioramento della qualità della vita: è stato riscontrato anche un miglioramento della qualità della vita, valutato attraverso la scala Fibromyalgia impact questionnaire (Fiq).

Luci e ombre    Nonostante l’evidenza positiva, i ricercatori sottolineano che gli effetti osservati devono essere interpretati con cautela. In entrambe le metanalisi, infatti, è stata rilevata un’elevata eterogeneità tra gli studi. Questa variabilità è probabilmente dovuta a differenze nei protocolli di supplementazione, nelle caratteristiche dei pazienti e negli strumenti di misurazione utilizzati. Per esempio, mentre alcuni studi hanno evidenziato miglioramenti significativi nel dolore e nella capacità funzionale, specialmente negli anziani, altri non hanno trovato differenze significative nei punteggi Fiq.

“La Vitamina D potrebbe essere considerata una strategia complementare nella gestione multimodale dell’fibromialgia, in particolare per la riduzione del dolore”, commentano gli Autori. “Tuttavia, sono necessari ulteriori studi randomizzati controllati di alta qualità con protocolli standardizzati per confermare in modo robusto questi risultati e per identificare i sottogruppi di pazienti che trarrebbero il massimo beneficio dalla supplementazione. La valutazione individualizzata e un attento monitoraggio rimangono fondamentali nella pratica clinica”.

(https://www.mdpi.com/2072-6643/17/20/3232