L’Intelligenza Artificiale rivoluziona la pratica clinica
Last Updated on 16 Marzo 2026 by Segreteria 1
(da M.D.Digital) L’industria farmaceutica sta vivendo un’accelerazione significativa: il mercato dell’IA applicata al farmaco è stimato in crescita del 40–43% fino al 2030. Per il Mmg questo significa l’arrivo di terapie sviluppate grazie a sistemi in grado di analizzare enormi quantità di dati molecolari in tempi molto più rapidi rispetto ai metodi tradizionali.
Alcuni farmaci sviluppati con il supporto dell’IA sono già in fasi avanzate di sperimentazione clinica. Tra questi il rentosertib, in studio per la fibrosi polmonare idiopatica e prossimo alla fase III, e il REC-994 per la malformazione cavernosa cerebrale. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per portare un farmaco sul mercato fino al 30% e abbattere i costi di sviluppo.
Medicina di precisione – Un altro ambito chiave riguarda la personalizzazione delle cure. L’IA consente di superare l’approccio basato su protocolli standardizzati per orientarsi verso trattamenti sempre più mirati, integrando dati genetici, ambientali e clinici. Piattaforme come Tempus AI permettono già oggi di supportare la scelta terapeutica individuando il farmaco più efficace e riducendo il rischio di eventi avversi, un aiuto potenzialmente rilevante soprattutto nella gestione di patologie complesse come quelle oncologiche. In prospettiva, il Mmg potrebbe trovarsi a utilizzare anche i cosiddetti digital twin, repliche digitali dei pazienti capaci di simulare la risposta ai trattamenti prima della somministrazione reale del farmaco.
Il supporto dei modelli linguistici – un’altra applicazione riguarda l’accesso ai trial clinici. Strumenti basati su modelli linguistici avanzati, come TrialGPT, sono in grado di analizzare rapidamente grandi quantità di dati clinici e individuare i pazienti potenzialmente eleggibili per studi sperimentali complessi. Un processo che, se svolto manualmente, richiederebbe tempi molto più lunghi.
Il ruolo del medico – Il dossier sottolinea comunque che il medico resta centrale nel processo decisionale. L’IA è considerata uno strumento di supporto che può ridurre il carico di attività ripetitive e lasciare più spazio alla relazione con il paziente. Restano tuttavia alcune questioni aperte:
- opacità algoritmica, con sistemi spesso difficili da interpretare;
- responsabilità professionale, da chiarire quando una decisione è supportata da algoritmi;
- protezione dei dati, essenziale per la gestione di informazioni sanitarie sensibili.
Pazienti sempre più digitali – Il cambiamento coinvolge anche i cittadini. Secondo il dossier, il 31% degli italiani utilizza chatbot basati su IA e l’11% li consulta anche per informazioni sanitarie. Un dato che rafforza il ruolo del Mmg come punto di riferimento per orientare i pazienti tra informazioni digitali, evitando il rischio di decisioni basate su strumenti non validati. “La sfida dei prossimi anni sarà costruire un ecosistema in cui scienza, istituzioni e cittadini condividano l’obiettivo di una salute più giusta e personalizzata”, afferma il presidente di Agenzia italiana del farmaco Robert Nisticò. Per il Mmg, l’intelligenza artificiale si profila quindi come un alleato destinato a integrare – non sostituire – il giudizio clinico, contribuendo a rendere le cure più mirate e tempestive.