Da PCOS a PEMOS: proposta una nuova definizione per riconoscere la natura sistemica della sindrome

Last Updated on 25 Giugno 2026 by Segreteria 2

(da DottNet)   La sindrome dell’ovaio policistico potrebbe presto essere identificata con una nuova denominazione. Un consenso internazionale pubblicato su The Lancet propone infatti di sostituire l’attuale termine PCOS (Polycystic Ovary Syndrome) con Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome (PEMOS), con l’obiettivo di descrivere in modo più accurato la complessità clinica e fisiopatologica della malattia.   Secondo gli autori, la nomenclatura attualmente in uso non riflette pienamente la natura della sindrome. Il riferimento alle ovaie policistiche viene considerato limitante, poiché non tutte le pazienti presentano questa caratteristica, mentre numerose manifestazioni della patologia coinvolgono aspetti metabolici, endocrini e riproduttivi che si estendono ben oltre il comparto ovarico.

La proposta nasce da un ampio processo di consenso che ha coinvolto specialisti di endocrinologia, ginecologia, medicina della riproduzione, metabolismo e sanità pubblica, insieme a rappresentanti delle associazioni di pazienti. Attraverso una metodologia strutturata, il gruppo di lavoro ha valutato diverse possibili alternative terminologiche, individuando in PEMOS la definizione più adatta a rappresentare le principali caratteristiche della sindrome.  La nuova denominazione pone l’attenzione sul carattere multisistemico della patologia, evidenziando il ruolo delle alterazioni endocrine e metaboliche che contribuiscono allo sviluppo di insulino-resistenza, disfunzioni ovulatorie, iperandrogenismo e aumentato rischio cardiometabolico.

Negli ultimi anni, infatti, la letteratura scientifica ha consolidato le evidenze che collegano la sindrome non soltanto ai disturbi della funzione riproduttiva, ma anche a condizioni quali obesità, diabete di tipo 2, dislipidemie, steatosi epatica metabolica e incremento del rischio cardiovascolare. In questo contesto, una definizione più completa potrebbe favorire una maggiore consapevolezza della malattia sia tra i professionisti sanitari che tra le pazienti.

Gli autori sottolineano che la proposta di rinominare la sindrome non comporta modifiche agli attuali criteri diagnostici o alle raccomandazioni terapeutiche. L’obiettivo è piuttosto quello di allineare il linguaggio medico alle conoscenze scientifiche più recenti, contribuendo ad una migliore comprensione della patologia e ad una gestione maggiormente integrata dei diversi aspetti clinici.

L’adozione del termine PEMOS non sarà immediata. Il documento prevede infatti un percorso di transizione della durata di circa tre anni, durante il quale società scientifiche, ricercatori, associazioni di pazienti e altri stakeholder saranno coinvolti nel processo di implementazione e diffusione della nuova terminologia a livello internazionale.