Paracetamolo in gravidanza, un nuovo studio smentisce l’allarme: “Nessuna prova di legame con autismo o ADHD
(da Sanitainformazione.it) Nessuna evidenza robusta collega l’assunzione di paracetamolo in gravidanza allo sviluppo di disturbi del neurosviluppo nei figli, come autismo o ADHD. A ribadirlo è un gruppo internazionale di ricercatori provenienti da Regno Unito, Spagna e Australia, in un’ampia revisione pubblicata sul ‘British Medical Journal’. Lo studio è nato come risposta diretta alle dichiarazione del presidente USA Donald Trump che a settembre aveva invitato le donne in gravidanza a non usare l’acetaminofene, sostenendo rischi di autismo nei bambini esposti al farmaco in utero. L’annuncio aveva suscitato forte preoccupazione tra le gestanti e tra i genitori di bambini con autismo. Gli autori della revisione hanno però chiarito che “le prove oggi disponibili non dimostrano un legame chiaro tra esposizione al paracetamolo in utero e autismo o ADHD nei bambini”. Al contrario, sospendere il trattamento in caso di febbre alta può avere conseguenze dannose per la gravidanza.
Una revisione delle revisioni – Per fare chiarezza, i ricercatori hanno condotto una ‘umbrella review’, ovvero una revisione generale delle revisioni sistematiche già pubblicate, con l’obiettivo di valutare la qualità e la solidità complessiva delle evidenze disponibili. L’analisi si basa su un protocollo registrato su PROSPERO e ha seguito le linee guida PRIOR (Preferred Reporting Items for Overviews of Reviews). Sono stati consultati i principali database scientifici, da Medline a Cochrane, fino alla letteratura grigia, senza limiti linguistici. In totale, sono state individuate nove revisioni sistematiche che includevano 40 studi osservazionali (37 coorti, 2 studi caso-controllo e 1 studio ecologico). Quattro revisioni contenevano anche meta-analisi. Per garantire la qualità metodologica, gli autori hanno utilizzato lo strumento AMSTAR 2, che valuta elementi critici come la registrazione del protocollo, la strategia di ricerca, la gestione dei bias e l’uso corretto dei metodi statistici. Risultato? L’affidabilità complessiva delle prove è stata classificata da bassa a criticamente bassa.
Effetti apparenti spiegati da fattori familiari – Tutte le revisioni analizzate hanno segnalato un’associazione – da possibile a forte – tra assunzione di paracetamolo e rischio di autismo o ADHD. Tuttavia, sette su nove hanno invitato alla cautela: le correlazioni osservate potrebbero riflettere fattori genetici e ambientali condivisi nelle famiglie, piuttosto che un vero effetto del farmaco. Quando gli studi hanno tenuto conto di variabili come la salute mentale dei genitori, il loro stile di vita o la predisposizione genetica, l’associazione è scomparsa o si è ridotta significativamente. In altre parole, gran parte del rischio apparente può dipendere da confondenti non controllati, come condizioni mediche preesistenti o fattori socio-economici.
Il paracetamolo resta raccomandato in gravidanza – Il paracetamolo, o acetaminofene, resta il trattamento di riferimento per febbre e dolore in gravidanza, raccomandato da tutte le principali agenzie regolatorie, tra cui l’Agenzia europea dei medicinali (EMA), la UK MHRA e la Therapeutic Goods Administration australiana. A seguito delle dichiarazioni di Trump, gli enti regolatori e le società scientifiche internazionali hanno rinnovato l’invito alle donne in gravidanza a consultare il proprio medico e a basarsi su informazioni scientifiche e aggiornate. “Le donne devono essere rassicurate — sottolineano gli autori — e incoraggiate a utilizzare il paracetamolo quando necessario, alle dosi più basse efficaci e per il minor tempo possibile”.
Servono studi di qualità più elevata – Gli studiosi riconoscono alcuni limiti: le revisioni differivano per metodi, criteri e qualità dei dati, e non è stato possibile analizzare nel dettaglio il ruolo di dosi e tempi di esposizione. Inoltre, le analisi si sono concentrate soltanto su autismo e ADHD, senza includere altri possibili esiti neurologici. Nonostante ciò, gli autori concludono che le prove attuali non supportano un nesso causale tra l’uso di paracetamolo in gravidanza e lo sviluppo di disturbi del neurosviluppo. “L’attuale base di evidenze è insufficiente per collegare definitivamente l’esposizione in utero al paracetamolo con autismo o ADHD”, si legge nell’articolo. “Servono studi di alta qualità, capaci di controllare in modo rigoroso i fattori confondenti familiari e ambientali”. In sintesi: il paracetamolo resta un farmaco sicuro, se usato responsabilmente e sotto indicazione medica, anche in gravidanza.
Capelli bianchi: non solo un segno del tempo, ma un meccanismo di difesa contro il cancro
(da Sanitainformazione.it) I capelli bianchi non sono semplicemente un segno estetico dell’invecchiamento. Le cellule staminali che risiedono nel bulbo pilifero e che danno origine ai melanociti, responsabili della pigmentazione di pelle e capelli, possono attivare un meccanismo di difesa contro il cancro. Lo studio, pubblicato su ‘Nature Cell Biology’ e condotto dai ricercatori Emi Nishimura e Yasuaki Mohri ha dimostrato che, quando queste staminali rilevano danni gravi al DNA, come le rotture del doppio filamento, si differenziano irreversibilmente e vengono eliminate. Questo processo, mediato dalle molecole segnale p53 e p21, determina l’ingrigimento dei capelli e allo stesso tempo riduce il rischio di sviluppare melanoma.
Stress cellulare e destini opposti – Non tutti gli stress cellulari conducono allo stesso esito. L’esposizione a agenti cancerogeni, come i raggi ultravioletti B, può invece bloccare questo processo di “autoeliminazione” e mantenere la capacità delle staminali di autorinnovarsi e proliferare. Tale effetto è mediato dalla molecola Kit, prodotta dall’epidermide, che guida le staminali verso un destino potenzialmente tumorale. “La stessa popolazione di cellule staminali può seguire destini opposti, tra esaurimento o espansione, a seconda del tipo di stress e dei segnali del microambiente – spiega Nishimura -. Questo ridefinisce l’ingrigimento dei capelli e lo sviluppo del melanoma non come eventi separati, ma come esiti divergenti della risposta delle staminali allo stress”.
Il ruolo dell’exposome – Come descritto dai ricercatori nell’abstract della pubblicazione, il destino delle cellule staminali dei melanociti è influenzato non solo dalla genetica e dai danni al DNA, ma anche dall’insieme delle esposizioni ambientali vissute durante la vita, definito exposome. Questa interazione tra fattori genetici e ambientali determina se le staminali seguiranno un percorso di esaurimento, con capelli bianchi come manifestazione, o di espansione, con un aumento del rischio tumorale.
Implicazioni per prevenzione e terapie – Comprendere i meccanismi che regolano le scelte delle staminali potrebbe offrire nuove strategie per prevenire e curare il melanoma, uno dei tumori cutanei più aggressivi. L’ingrigimento dei capelli, quindi, può essere interpretato non solo come segnale estetico o anagrafico, ma anche come indice del corretto funzionamento dei sistemi di difesa cellulare contro i danni genetici e le esposizioni ambientali dannose.
Adolescenti italiani, meno cannabis e sigarette tradizionali, ma è boom di nicotina elettronica e psicofarmaci. I risultati del rapporto Espad
Online il nuovo report coordinato dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, con i dati raccolti nel 2024 su un campione di oltre 20.000 studenti delle scuole superiori. Cala l’uso di sostanze illegali classiche, ma crescono nuove abitudini e dipendenze. Il consumo di psicofarmaci senza ricetta è quasi ai massimi storici, soprattutto tra le ragazze. Il gioco d’azzardo non è mai stato così diffuso. Permangono forti differenze territoriali Leggi L’articolo completo al LINK
AULSS N. 4 VENETO ORIENTALE – Pubblicazione n. 2 bandi di avviso pubblico
Gentili,
Vi informiamo che nel sito http://www.aulss4.veneto.t/concorsi/avvisi sono pubblicati i seguenti bandi, di cui si allega copia.
- Avviso pubblico, per titoli ed eventuale colloquio, per il conferimento di incarichi di LAVORO AUTONOMO ai sensi dell’art. 7, comma 6, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i., di medico specializzato in “ENDOCRINOLOGIA”;
- Avviso pubblico, per titoli ed eventuale colloquio, per il conferimento di incarichi di LAVORO AUTONOMO ai sensi dell’art. 7, comma 6, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i., di medico specializzato in “MEDICINA LEGALE E DELLE ASSICURAZIONI” per attività di supporto alle funzioni espletate dal Comitato Valutazione Sinistri.
- AVVISO pubblico, per titoli e colloquio, per conferimento incarichi a tempo determinato di dirigente medico – disciplina OFTALMOLOGIA, per attività di implementazione della chirurgia del segmento anteriore dell’occhio
Il bando ha scadenza il giorno 31 DICEMBRE 2026.
Gli interessati possono presentare domanda collegandosi al sito internet http://www.aulss4.veneto.it/concorsi/avvisi.
Al fine di poter acquisire il maggior numero di candidature possibile, si chiede cortesemente di dare la massima diffusione al bando, anche trasmettendolo a tutti gli iscritti tramite newsletter, laddove attiva.
Si ringrazia per la collaborazione e si porgono i più cordiali saluti.
Irene Caselotto
Ufficio Concorsi
AULSS 4- “Veneto Orientale”
Piazza De Gasperi, 5
30027 San Donà di Piave (VE)
tel. 0421 228281 – 228284 – 228286
Bonus mamme da 480 euro, ecco come fare domanda
(da Enpam.it) Anche le dottoresse iscritte all’Enpam possono presentare domanda entro il 9 dicembre per il nuovo bonus mamme pagato dallo Stato. La modalità e i termini per richiedere il bonus sono stati precisati nella circolare 139 dell’Inps, che è l’ente incaricato a gestire questo beneficio pubblico.
CHI HA DIRITTO AL BONUS – Hanno diritto ai 40 euro per ogni mese lavorato nel 2025, le professioniste iscritte all’Enpam con almeno due figli, con reddito libero professionale o da lavoro dipendente fino a 40mila euro annui. Chi ha due figli ha diritto al bonus solo se il più piccolo ha meno di 10 anni, mentre per le lavoratrici con tre o più figli è sufficiente che uno sia minorenne. L’unica eccezione riguarda le dipendenti assunte a tempo indeterminato che hanno tre o più figli, le quali non possono chiedere il bonus perché hanno diritto alla misura più favorevole della decontribuzione.
COME FARE DOMANDA – Secondo le indicazioni fornite da Inps nel messaggio 3289 dello scorso 31 ottobre, la domanda può essere fatta tramite il sito web dell’istituto pubblico www.inps.it, accedendo tramite identità digitale. Dalla pagina web dell’Inps, il percorso da seguire è: Sostegni, Sussidi e Indennità > Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità > Per genitori > Vedi tutti i servizi > Nuovo Bonus mamme. In alternativa è sufficiente digitare “Nuovo bonus mamme” nel campo di ricerca che si trova già nella homepage. La domanda può essere presentata anche tramite il Contact center dell’Inps (telefono 06.164.164)oppure tramite patronato. Il termine per la presentazione delle domande, come accennato, è il 9 dicembre 2025. Per chi matura i requisiti per accedere al bonus dopo tale data ed entro la fine del 2025, il termine per la presentazione della domanda diventa il 31 gennaio 2026.