Ecm 2025, ecco le nuove metodologie di formazione e le priorità

(da Doctor33)   Con il Programma nazionale 2025 pubblicato dall’Agenas, la Commissione Nazionale ECM ha delineato le tematiche di interesse strategico per il triennio, confermando la crescente attenzione verso la formazione continua nel settore sanitario. Tra le priorità individuate emergono ambiti cruciali come il Piano pandemico, l’Health Technology Assessment (HTA), l’innovazione digitale e la sicurezza degli operatori sanitari, segnalando una chiara volontà di adattare il sistema sanitario alle sfide attuali e future.

Il Programma 2025 introduce un incremento di 0,3 crediti ECM per ogni ora di formazione erogata su specifici temi di interesse nazionale, incentivando gli operatori sanitari a partecipare ad aggiornamenti su settori ritenuti essenziali. In particolare, le priorità identificate includono:

  • Innovazione digitale e sanità connessa: con un focus su telemedicina, intelligenza artificiale e digitalizzazione dei processi assistenziali.
    • One Health: un approccio integrato che considera la salute umana, animale e ambientale in un’unica prospettiva di prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie.
    • DM77 e sviluppo dell’assistenza territoriale: modelli organizzativi per potenziare la medicina del territorio, riducendo la pressione sugli ospedali.
    • Formazione sulle infezioni ospedaliere: con l’obiettivo di ridurre i casi di infezioni correlate all’assistenza sanitaria.
    • Piano pandemico nazionale: strategie di preparazione e risposta a emergenze sanitarie su larga scala.
    • HTA (Health Technology Assessment): valutazione delle tecnologie sanitarie per migliorare la qualità delle cure e l’efficienza delle risorse.
    • Sicurezza per gli operatori sanitari e socio-sanitari: prevenzione delle aggressioni e tutela della salute mentale degli operatori.

La Commissione Nazionale ECM ha anche posto l’accento sulla necessità di adottare metodologie formative innovative. La modalità “ibrida”, che prevede eventi in presenza combinati con formazione a distanza (FAD) sincrona, diventerà uno standard, rispondendo alla crescente esigenza di flessibilità nell’aggiornamento professionale. Inoltre, strumenti avanzati come il metaverso, i simulatori di realtà virtuale e la gamification saranno progressivamente integrati nei percorsi formativi, garantendo un apprendimento più coinvolgente ed efficace. Uno degli obiettivi cardine del nuovo programma ECM è la promozione della formazione multidisciplinare, incentivando la collaborazione tra diverse professionalità sanitarie. Questo approccio consente di migliorare la qualità dell’assistenza, favorendo il confronto tra esperti di settori diversi e ottimizzando l’applicazione delle conoscenze acquisite

Il matrimonio triplica il rischio obesità negli uomini

(da AGI)  Il matrimonio triplica il rischio di obesità per gli uomini, ma non per le donne. È quanto emerge da uno studio guidato dall”Istituto nazionale di cardiologia di Varsavia, in Polonia e presentato al Congresso europeo sull”obesità di quest”anno a Malaga, in Spagna. I tassi di obesità globale sono più che raddoppiati dal 1990, con oltre 2,5 miliardi di adulti e bambini classificati come in sovrappeso o obesi. In tutto il mondo, si prevede che più della metà degli adulti e un terzo dei bambini saranno in sovrappeso o obesi entro il 2050. Gli autori del nuovo studio hanno esaminato i dati medici e sanitari generali di 2.405 persone con un”età media di 50 anni. L”analisi statistica è stata utilizzata per accertare i collegamenti tra aumento del peso corporeo ed età, stato civile, salute mentale e altri fattori. La ricerca ha scoperto che gli uomini sposati avevano 3,2 volte più probabilità di essere obesi rispetto agli uomini non sposati, ma non c”era alcun aumento del rischio di obesità per le donne sposate. Il matrimonio ha anche aumentato le probabilità di essere sovrappeso del 62 per cento negli uomini e del 39 per cento nelle donne. I risultati sono arrivati dopo che uno studio condotto in Cina nel 2024 ha scoperto che l”indice di massa corporea maschile aumenta nei primi cinque anni dopo il matrimonio, a causa di un maggiore apporto calorico e di un minor esercizio fisico e che essere sposati era associato a un aumento del 5,2 per cento degli uomini in sovrappeso e a un aumento del 2,5 per cento degli uomini obesi. Uno studio precedente dell”Università di Bath ha scoperto che, in media, gli uomini sposati pesano 1,4 kg in più rispetto ai loro coetanei non sposati. La ricerca di Varsavia ha scoperto che anche l”età è un fattore che influisce sull”aumento di peso: ogni anno di età in più aumenta il rischio di sovrappeso del 3 per cento negli uomini e del 4 per cento nelle donne, e il rischio di obesità del 4 per cento negli uomini e del 6 per cento nelle donne. Alcuni fattori sembrano influenzare le probabilità di obesità solo nelle donne, hanno affermato gli scienziati. Essere depressi raddoppia il rischio di obesità nelle donne e un”inadeguata alfabetizzazione sanitaria lo aumenta del 43 per cento, mentre l”obesità è più comune tra le donne che vivono in comunità più piccole. Nessuno di questi fattori aumenta il rischio negli uomini.

 

AMMP ODV: consegnato a Maurizio Nizzoli e Marco Chilosi l’Ottavo Premio Morgagni

Il prestigioso riconoscimento, istituito per onorare i contributi straordinari nella ricerca e nella cura delle malattie polmonari, è stato assegnato a due figure di rilievo internazionale.

Forlì, 13 marzo 2025 – L’Associazione Morgagni Malattie Polmonari (AMMP) ODV ha conferito l’Ottavo Premio Morgagni al Dott. Maurizio Nizzoli, Fondatore della Endocrinologia nella Azienda USL Romagna, e al Prof. Marco Chilosi, Professore Emerito di Anatomia Patologica dell’Università di Verona. La cerimonia di premiazione si è svolta nell’ambito del convegno IPF & FRIENDS, presso il Padiglione Valsalva dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.

Il prestigioso riconoscimento, nato per celebrare gli straordinari contributi nel campo delle malattie polmonari, è stato consegnato dal Prof. Venerino Poletti, Professore Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni, che ha dichiarato: “È un onore assegnare l’ottavo Premio Morgagni a due professionisti di altissimo livello. Maurizio Nizzoli si distingue per la sua eccellenza clinica e per l’impegno quotidiano nella cura dei pazienti affetti da patologie complesse. Marco Chilosi ha dato un contributo determinante alla comprensione dei meccanismi patogenetici delle interstiziopatie polmonari. Entrambi rappresentano un esempio di eccellenza scientifica e clinica a livello nazionale/internazionale”.

Alla premiazione è intervenuto Matteo Buccioli, Presidente di AMMP ODV, che ha sottolineato: “Il Premio Morgagni è nato per valorizzare coloro che, attraverso la ricerca e la pratica clinica, contribuiscono concretamente a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da malattie polmonari. Quest’anno il riconoscimento va a due figure che incarnano perfettamente questa missione. Siamo orgogliosi di poter rendere omaggio al loro straordinario impegno e ai risultati raggiunti”.

Il convegno IPF & FRIENDS si conferma un appuntamento di riferimento per il confronto e lo scambio di conoscenze tra specialisti, ricercatori e pazienti, promuovendo la consapevolezza e il progresso nella diagnosi e nel trattamento delle patologie polmonari.

Per ulteriori informazioni sull’Associazione Morgagni Malattie Polmonari e sul Premio Morgagni è possibile contattare la segreteria AMMP ODV.

Albo d’oro Premio Morgagni

1ª edizione: Prof. Ulrich Costabel

2ª edizione: Prof. Athol Wells

3ª edizione: Prof. Giampaolo Gavelli

4ª edizione: Prof. Giancarlo Agnelli

5ª edizione: Prof. Roberto Battiston

6ª edizione: Prof.ssa Katerina Antoniou

7ª edizione: Prof. Naftali Kaminski

8ª edizione: Prof. Marco Chilosi e Dott. Maurizio Nizzoli

Salute mentale. La riduzione uso telefonini ha effetto più marcato degli antidepressivi

(da Quoitidiano Sanità)   Una pausa dal telefonino può portare a un concreto miglioramento del proprio benessere. Lo conferma uno studio, condotto da ricercatori delle Università di Alberta, Georgetown, Texas, Boston e British Columbia, pubblicato su PNAS Nexus, che ha evidenziato come la riduzione dell’uso dello smartphone porti a effetti positivi paragonabili a quelli di terapie consolidate per la salute mentale. In media, gli americani trascorrono quasi 5 ore al giorno utilizzando i loro smartphone e metà di loro si preoccupa di utilizzare troppo i propri dispositivi.

L’indagine ha coinvolto 467 partecipanti suddivisi in due gruppi: uno che ha bloccato completamente l’accesso a Internet mobile per due settimane e un altro che ha mantenuto l’uso regolare dello smartphone. La ricerca ha utilizzato un’applicazione per monitorare la conformità degli utenti alle ‘regole del gioco’ e misurare l’impatto della privazione di Internet su diverse variabili psicologiche. Come prima cosa si è notato che tutti i partecipanti hanno trovato l’esperimento difficile: dei 467 che hanno accettato di installare l’app ‘blocca web’, solo 266 lo hanno fatto e solo 119 hanno avuto il blocco attivo per almeno 10 giorni. Il blocco di Internet ha ridotto il tempo trascorso davanti allo schermo da una media di 314 minuti al giorno a 161 minuti al giorno e ha creato miglioramenti significativi nel benessere soggettivo, nella salute mentale e nella capacità di attenzione sostenuta misurata oggettivamente: i risultati hanno mostrato che il 91% dei partecipanti ha registrato miglioramenti in almeno una delle aree analizzate. In particolare, il gruppo che ha spento i telefoni ha riportato livelli più elevati di soddisfazione della vita, riduzione dei sintomi depressivi e miglioramenti nella concentrazione. Questi benefici sono stati attribuiti alla maggiore socializzazione in persona, all’aumento dell’attività fisica e a un maggiore tempo trascorso nella natura.

Secondo i ricercatori, il miglioramento della salute mentale osservato nello studio è stato più marcato rispetto all’efficacia media degli antidepressivi. Inoltre, il miglioramento dell’attenzione sostenuta risultava equivalente a un’inversione di 10 anni nel declino cognitivo legato all’età. Oltre alla riduzione del tempo passato sugli schermi, i partecipanti hanno riferito un aumento del senso di controllo personale, un miglioramento della qualità del sonno e una maggiore connessione con le persone nel mondo reale. Ma nonostante i risultati incoraggianti, la ricerca ha evidenziato alcune difficoltà nell’aderire alla disconnessione totale. Solo il 25,5% dei partecipanti ha rispettato completamente il blocco di Internet per l’intero periodo di due settimane. Tuttavia, anche coloro che non hanno aderito perfettamente hanno riportato miglioramenti significativi, suggerendo che anche una riduzione parziale dell’uso di Internet possa essere benefica. Gli autori dello studio suggeriscono che strategie di disconnessione parziale, come la limitazione dell’accesso ai social media o l’impostazione di periodi di utilizzo offline, potrebbero essere più facili da adottare nella vita quotidiana senza sacrificare i vantaggi della connettività digitale.

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