Nuovi benefit assistenziali per medici, dentisti e familiari

(da Enpam.it)  Il 2019 inizia con una buona notizia per gli iscritti Enpam. Con l’approvazione del ministero del Lavoro, che è arrivata a fine dicembre, sono finalmente operative le nuove norme per le prestazioni assistenziali di Quota A.  “Come avevamo promesso, abbiamo esteso la platea dei potenziali beneficiari degli aiuti economici, prevedendo allo stesso tempo alcune restrizioni proprio a tutela di chi ha pieno diritto ai sussidi della Fondazione”, ha scritto il presidente della Fondazione Enpam in una nota informativa indirizzata agli Ordini provinciali dei medici e degli odontoiatri. Le modifiche sostanziali riguardano i requisiti di accesso alle prestazioni assistenziali. D’ora in poi la tutela continuativa per la non autosufficienza verrà garantita in due modi:- 1) con l’assegno di Long term care erogato dall’assicurazione offerta gratuitamente dall’Enpam a tutti i contribuenti attivi e buona parte dei pensionati      oppure, per chi è non è coperto dall’assicurazione  –  2) con sussidi erogati direttamente dall’Enpam per la casa di riposo o l’assistenza domiciliare     In quest’ultimo caso il tetto di reddito per poter far domanda è stato aumentato rispetto a prima, ampliando così la platea dei beneficiari.  In generale sono state fatte modifiche per andare incontro alle famiglie con invalidi, innalzando i limiti di reddito in modo che il peso dell’invalidità conti il doppio rispetto a prima.  Per i familiari che hanno diritto all’assistenza  domiciliare non è più previsto il divieto di cumulo con forme analoghe di assistenza.  Tra i beneficiari dei sussidi previsti in caso di disagio sono stati formalmente aggiunti gli studenti che hanno scelto di iscriversi alla Fondazione.  Per evitare abusi che vanno a scapito di tutti, d’ora in poi i pensionati potranno chiedere un sostegno solo se hanno un’anzianità di iscrizione all’Albo precedente al pensionamento di almeno dieci anni  “Proseguiamo dunque il nostro impegno nell’assicurare agli iscritti tutele eque e un sostegno concreto nel momento del bisogno”, ha concluso Oliveti.

Tar Lazio: i ministeri informino sui rischi dall’uso di telefonini

(da Doctor33)   I ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi, ciascuno per il proprio ambito di competenza provvedano ad adottare una campagna informativa, rivolta all’intera popolazione, sulle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di questi apparecchi. È quanto ha deciso il Tar del Lazio accogliendo sul punto il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog. “Dagli atti depositati in giudizio – scrivono i giudici – risulta che già, con nota prot. n. 0001080 -P del 16 gennaio 2012, il ministero della Salute, in riscontro ad una precedente richiesta di uno dei procuratori della Associazione ricorrente, evidenziava: ”…. il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare è alla costante attenzione del ministero della Salute, in particolare a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in radiofrequenza”.   Nella medesima nota, il Ministero della Salute, ”ha evidenziato che il Consiglio Superiore di Sanità, nel parere del 15 novembre 2011, tenuto conto della posizione formalmente assunta dall’Istituto Superiore di Sanità”,… ha rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non è dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l’ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare…” e che lo stesso Consiglio Superiore di Sanità”… ha quindi raccomandato di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvano le attuali aree di incertezza, suggerendo nel contempo l’avvio di una campagna d’informazione al pubblico al fine di promuovere e incoraggiare un uso responsabile del telefono, soprattutto in relazione ai bambini che tendono ad essere avvicinati all’uso del telefono cellulare in età sempre più precoce”, precisando infine: ”La campagna di informazione è in fase di preparazione e sarà basata sul quadro delle conoscenze desumibili dalle più autorevoli fonti e organismi nazionali e internazionali”. Nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa – sottolineano i giudici amministrativi – non risulta essere stata ancora attuata.

Ecco la dieta ideale per un Pianeta sano

Dopo tre anni di lavoro commissionato dalla rivista ‘The Lancet’, 37 specialisti di 16 Paesi hanno “disegnato” la dieta ideale per un Pianeta in salute. Dovranno diminuire i consumi di carne e zucchero e raddoppiare quelli di noci, frutta, verdura e legumi. Leggi l’articolo completo al LINK    

Fatture elettroniche, medici esenti ma non del tutto. Ecco il quadro delle transazioni

(da Doctor33)   Assediato dalle fatture dei fornitori di energia e linea telefonica, dai piccoli impegni extraclinici che lo vedono protagonista, persino dallo “zio d’America” che vuol pagargli a tutti i costi il certificato: il medico di famiglia è esente dalla fattura elettronica per modo di dire. O meglio, solo quest’anno e per una parte delle transazioni. Dunque, farà bene a familiarizzare con termini come Sdi, xml, codice destinatario e soprattutto, una volta capito cos’è quest’ultimo, a girarlo, lui o tramite commercialista, all’Agenzia delle entrate.

Elettroniche e no– Nel 2019 non devono fare e-fattura medici, dentisti, farmacisti sia per le prestazioni ai pazienti inviate al sistema Tessera sanitaria sia per quelle che il paziente ha chiesto di non spedire al sistema Ts. Non c’è però esonero per le fatture a pazienti stranieri o italiani residenti all’estero: queste vanno già ora fatte con il nuovo formato di file .xml e spedite al sistema di interscambio dell’agenzia delle Entrate Sdi e richiedono bollo elettronico per onorari sopra euro 77,47. Il medico deve inoltre fatturare elettronicamente, oltre che se fornitore di una Pubblica Amministrazione (dal 2015 qui c’è l’obbligo, ad esempio per prestazioni effettuate per l’Ordine), a enti terzi, come nelle docenze o relazioni a convegni o per una clinica ove lavora da libero professionista. In quest’ultimo caso, si presenta la modalità della riscossione accentrata: la società fattura su carta al paziente la prestazione e il medico emette a sua volta fattura elettronica verso la società. Questo iter non riguarda i cedolini dei medici convenzionati, esonerati dalla e-fattura dalla risoluzione 98/2015 dell’Agenzia delle Entrate. Il medico inoltre può ricevere fatture elettroniche dal sostituto. Che deve farle, ma non in tutti i casi: è esonerato se contribuente minimo, sotto i 30 mila euro di fatturato annuo, e in tal caso farà fattura cartacea.

Numerazione Il medico dunque dovrà familiarizzare con più tipi di fattura. Un accorgimento consigliabile, anche se macchinoso: numerarle diversamente a seconda se sono: cartacee ma “riassunte” elettronicamente e inviate al sistema Ts; elettroniche inviate al sistema Sdi; cartacee pure. L’alternativa di numerare tutto insieme, in ordine temporale per data, si presta a “grane” ove si inviasse una fattura nel canale sbagliato. Bene inoltre, nell’aver cura di consegnare tutto al commercialista, sapere prima quale spesa non è deducibile e non chiedere fattura per quella.

Il nodo-ferie Il sistema Sdi ci mette per ora fino a 5 giorni per rigettare una e-fattura se c’è un errore, e la si deve rifare. Ma se il “rigetto” capita a cavallo della scadenza del tempo utile per fatturare, è un problema. Il termine per far fattura elettronica corrisponde al giorno di pagamento. Fino al 30 giugno non ci sono sanzioni se si inviano le fatture entro il termine del versamento Iva trimestrale (o con sanzione ridotta al 20% entro il secondo versamento Iva), ma da luglio si accorcerà il periodo a 10 giorni dal pagamento. Se quest’estate si va in ferie senza pc il giorno dopo aver emesso fattura e l’Agenzia rimanda indietro il documento c’è il rischio di rimediare a tempo scaduto. Una mini-proroga delle sanzioni non guasterebbe.

Le utenze Il medico è tenuto a conservare le fatture elettroniche ricevute. Nell’arco dell’anno ce ne saranno. Restano su carta le fatture di persone fisiche che affittano lo studio, ma se si tratta di società di servizi e c’è l’Iva saranno elettroniche. Sono cartacei i MAV come quello per le spese condominiali o per la tassa d’iscrizione all’ordine. Per le utenze, le fatture “business” deducibili dello studio sono elettroniche: ai fornitori può mancare il codice destinatario, e perciò è buona cosa comunicarlo personalmente o tramite commercialista all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

La benzina Da quest’anno scatta l’obbligo di fattura elettronica pure per i benzinai e qui i medici presenti testimoniano che è un po’ un caos. Qualcuno (pochi) si rifiuta di farla, la maggioranza o è dotata. Spesso si chiede di scaricare l’applicazione o si rinvia il cliente ad aspettarsi il documento su smartphone a fine mese consegnando intanto una ricevuta di pagamento.

 

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