Giappone, al via test per farmaco per far ricrescere i denti

(da DottNet)    Un gruppo di ricerca giapponese sta testando un farmaco che punta a far ricrescere i denti permanenti in chi li ha persi o in chi non ne è dotato a causa di malattie. I primi test sugli animali hanno dato risultati promettenti.  Lo rende noto l’Agence France-Presse (Afp).    La ricerca prende le mosse da un’ipotesi di Katsu Takahashi, responsabile della chirurgia orale presso il Medical Research Institute Kitano Hospital di Osaka. Il ricercatore ritiene che gli esseri umani possiedano una terza serie di gemme dentali dormienti e che il blocco della proteina chiamata Usag-1 possa risvegliarle.

È una tecnologia “completamente nuova” al mondo, ha detto Takahashi all’Afp.    Il suo team ha avviato sperimentazioni cliniche al Kyoto University Hospital a ottobre, somministrando il farmaco sperimentale che, suo dire, ha il potenziale per innescare la crescita delle gemme dentali. Al momento, i partecipanti sono adulti sani che hanno perso almeno un dente e lo scopo di questa fase della sperimentazione è certificare la sicurezza del farmaco.

C’è comunque la possibilità che si vedano i primi segni di efficacia: “Se ciò accadesse sarei al settimo cielo”, ha detto Takahashi.   Intanto, il gruppo ha diffuso le immagini dei test eseguiti in su topi e furetti che sembrano mostrare la ricrescita dei denti.   Nonostante la nuova strategia appaia promettente, la comunità scientifica è comunque cauta: “L’affermazione che gli esseri umani possiedono gemme dentali latenti in grado di produrre una terza serie di denti è sì rivoluzionaria ma anche controversa”, ha detto all’Afp Chengfei Zhang, professore di Endodonzia all’Università di Hong Kong, che non è coinvolto nello studio e che ha comunque ammesso che il metodo di Takahashi è “innovativo e ha del potenziale”.

Vaccini, da anti-bronchiolite ad anti meningococco tutte le novità del Calendario 2025

(da Doctor33)    Presentata a Roma presso la Fondazione Enpam la nuova edizione del Calendario della vita 2025. Il documento raccoglie tutte le evidenze scientifiche sulle vaccinazioni in grado di garantire per ogni fascia di età – dalla nascita alla senescenza – la promozione di un ottimale stato di salute. Il documento, in linea con gli standard europei, è stato redatto sulla base degli ultimi aggiornamenti della letteratura scientifica e rappresenta il contributo di cinque Società scientifiche con più di 50mila medici e professionisti sanitari iscritti. Coordinato da Paolo Bonanni – docente di Igiene presso il Dipartimento di Scienze della Salute Università di Firenze – il board del Calendario per la vita comprende: Società italiana d’Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI), Società italiana di Pediatria (Sip), Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) e Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg).

Nei cinque anni trascorsi dall’ultima edizione (2019) sono numerose le novità nel campo della prevenzione immunitaria che offrono importanti prospettive di salute per tutti. Nella nuova edizione del Calendario, riferisce una nota, un capitolo è dedicato al successo epocale dei vaccini contro il Covid-19, somministrati in numeri imparagonabili a qualsiasi altro vaccino nella storia, con un altrettanto impressionante risultato di sicurezza a fronte di miliardi di somministrazioni e con un numero di morti evitate che è stimato in 20 milioni a livello globale. È paradossale, a questo proposito, che la stanchezza per la pandemia abbia portato, in alcuni casi, ad una disaffezione per lo strumento che, proprio dalla pandemia, ci ha fatto uscire. “Abbiamo scelto di dedicare un capitolo al vaccino contro il Covid-19 per delinearne caratteristiche e raccomandazioni di utilizzo per i più fragili – commenta Bonanni -. Ampio spazio, però, è stato dato anche a tutti i nuovi strumenti per la prevenzione delle malattie da Rsv, a partire dagli anticorpi monoclonali da somministrare ai neonati, senza dimenticare i tre vaccini per la popolazione adulta e le donne in gravidanza”.

Un altro capitolo, invece, “è dedicato ai vaccini coniugati contro lo pneumococco ad incrementato numero di valenze (15 e 20) ed un ulteriore capitolo sottolinea le caratteristiche del vaccino ricombinante per Herpes zoster – aggiunge Bonanni – supportato da nuovi dati sulla durata della protezione. Nel Calendario vengono fornite le nuove evidenze di efficacia dei vaccini contro il papillomavirus umano Hpv, le cui coperture restano colpevolmente e inspiegabilmente basse. Abbiamo ritenuto, infine, di richiamare l’attenzione, ancora una volta, all’offerta gratuita del vaccino contro il meningococco B in età adolescenziale”.

“Il documento riveste un’importanza assoluta per le strategie preventive del nostro Paese – afferma Roberta Siliquini, presidente SItI – Basato sulle migliori evidenze scientifiche ad oggi disponibili e sulla sinergica competenza delle Società scientifiche di riferimento, rappresenta la base per l’aggiornamento del calendario vaccinale del Piano nazionale della prevenzione riportando importanti novità sia sul fronte delle tecnologie disponibili ed efficaci che sul fronte delle schedule vaccinali. Ci auguriamo che venga al più presto recepito dalle Istituzioni affinché il diritto alla miglior prevenzione possibile sia consolidato su tutto il territorio nazionale”. Nel documento viene sottolineata l’importanza, sempre più crescente, del coinvolgimento degli specialisti nell’offerta vaccinale ai pazienti con malattie croniche senza dimenticare che il luogo dedicato alla cura della cronicità è innanzitutto il territorio. Quest’ultimo è ancora ampiamente coperto dalla Medicina generale che, sempre di più, vuole essere protagonista per quanto riguarda le campagne vaccinali dell’adulto e dell’anziano.

Tutte le Società appartenenti al board del Calendario vaccinale per la vita ribadiscono la propria disponibilità ad ogni possibile interlocuzione e supporto alle Autorità sanitarie, nazionali e regionali, con l’obiettivo di migliorare lo stato di salute della nostra popolazione attraverso l’offerta di una sempre migliore prevenzione immunitaria “da 0 a 100 anni”.

 

Disabilità, istruzioni INPS sul certificato medico introduttivo e la convocazione a visita

Con il messaggio numero 4465 del 27 dicembre l’Inps fornisce le prime istruzioni operative sulle novità attive dal 1° gennaio relative alla riforma in materia di disabilità (decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62). La sperimentazione sarà avviata in nove Province italiane, e la nostra è una di quelle interessate.  Una delle principali novità è il certificato medico introduttivo che dà avvio al procedimento di accertamento della condizione di disabilità.  Le caratteristiche del nuovo certificato sono state presentate nella nostra sede OMCeO lo scorso 19 Dicembre. Novità del messaggio che potete consultare in allegato è l’indirizzo mail di riferimento per gli sperimentatori (quindi anche tutti i medici interessati alla compilazione delle certificazioni. Infatti si legge che eventuali segnalazioni relative ad aspetti normativi e procedurali possono essere inoltrate alla casella di posta elettronica dedicata SperimentazioneDisabilita@inps.it.

Leggi il testo del messaggio INPS completo qui

Prevenzione dell’icuts, la Neurologia del Bufalini nel progetto vincitore del bando Aifa 2023

(da Cesena Today)  Ausl Romagna, Azienda ospedaliero universitaria di Modena e Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna insieme per la prevenzione secondaria dell’Ictus.

L’ospedale Bufalini di Cesena infatti, fa parte del team multidisciplinare, guidato dall’Irccs di Bologna che si è aggiudicato il bando Aifa 2023 nella sezione dedicata agli “Studi di prevenzione secondaria sull’ictus”. Il progetto vincitore, denominato Tailor (Tailored antiplatelet secondary prevention in non-cardioembolic ischemic stroke: a phase IV gender-stratified randomized controlled trial), ha ottenuto il punteggio massimo (50/50) durante la valutazione scientifica.
Con un finanziamento complessivo di 721mila euro, di cui 353mila destinati all’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche, il cui Principal Investigator è Andrea Zini, direttore dell’Unità operativa di Neurologia e Rete Stroke Metropolitana, il progetto coinvolgerà la Stroke Unit della Neurologia dell’Azienda ospedaliera di Modena, di cui è responsabile il dottor Guido Bigliardi, e la Neurologia e Stroke Unit dell’ospedale Bufalini di Cesena, di cui è direttore il dottor Marco Longoni, come unità operative partecipanti.

I Principal Investigator locali, il dottor Guido Bigliardi e il dottor Michele Romoli, neurologo del reparto cesenate, collaboreranno per arruolare oltre 1.300 pazienti in Emilia-Romagna, la regione di appartenenza delle tre istituzioni coinvolte. Il progetto Tailor rappresenta, inoltre, l’unico studio vincitore in Emilia-Romagna tra le due aree tematiche del Bando Aifa 2023 (oncologia e cardio-cerebrovascolare), consolidando il ruolo della regione come riferimento per l’innovazione scientifica. Un riconoscimento importante che premia l’impegno del team di professionisti e il loro lavoro quotidiano.

Un progetto di medicina personalizzata e di genere    Il progetto Tailor mira a innovare la prevenzione secondaria dell’ictus ischemico non cardioembolico, un problema di salute pubblica globale. L’obiettivo principale è verificare l’efficacia di una terapia antiaggregante personalizzata, basata su test di aggregazione piastrinica, rispetto alla tradizionale prescrizione standard.  Lo studio propone un approccio di medicina personalizzata per ottimizzare la risposta ai farmaci antiaggreganti e ridurre le differenze di genere che, ancora oggi, limitano l’efficacia delle terapie standard. I risultati attesi non solo miglioreranno la pratica clinica, ma saranno direttamente trasferibili al Servizio Sanitario Nazionale, garantendo un beneficio per i pazienti e un impatto positivo sulla sostenibilità del sistema sanitario.

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