Bonus mamme da 480 euro, ecco come fare domanda

(da Enpam.it)   Anche le dottoresse iscritte all’Enpam possono presentare domanda entro il 9 dicembre per il nuovo bonus mamme pagato dallo Stato. La modalità e i termini per richiedere il bonus sono stati precisati nella circolare 139 dell’Inps, che è l’ente incaricato a gestire questo beneficio pubblico.

CHI HA DIRITTO AL BONUS  – Hanno diritto ai 40 euro per ogni mese lavorato nel 2025, le professioniste iscritte all’Enpam con almeno due figli, con reddito libero professionale o da lavoro dipendente fino a 40mila euro annui.  Chi ha due figli ha diritto al bonus solo se il più piccolo ha meno di 10 anni, mentre per le lavoratrici con tre o più figli è sufficiente che uno sia minorenne.  L’unica eccezione riguarda le dipendenti assunte a tempo indeterminato che hanno tre o più figli, le quali non possono chiedere il bonus perché hanno diritto alla misura più favorevole della decontribuzione.

COME FARE DOMANDA  – Secondo le indicazioni fornite da Inps nel messaggio 3289 dello scorso 31 ottobre, la domanda può essere fatta tramite il sito web dell’istituto pubblico www.inps.it, accedendo tramite identità digitale.  Dalla pagina web dell’Inps, il percorso da seguire è: Sostegni, Sussidi e Indennità > Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità > Per genitori > Vedi tutti i servizi > Nuovo Bonus mamme. In alternativa è sufficiente digitare “Nuovo bonus mamme” nel campo di ricerca che si trova già nella homepage.  La domanda può essere presentata anche tramite il Contact center dell’Inps (telefono 06.164.164)oppure tramite patronato.  Il termine per la presentazione delle domande, come accennato, è il 9 dicembre 2025.  Per chi matura i requisiti per accedere al bonus dopo tale data ed entro la fine del 2025, il termine per la presentazione della domanda diventa il 31 gennaio 2026.

Oms Europa, allarme carenza di personale: mancano 800mila operatori sanitari

(da Doctor33)   Durante la 75ª sessione del Comitato regionale per l’Europa dell’Oms, tenutasi il 28 ottobre, il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha lanciato un forte richiamo sulla carenza di personale sanitario nel continente, stimata in oltre 800mila operatori.  Nel suo intervento, collegato da New York, Tedros ha sottolineato che “la carenza strutturale di medici, infermieri e altri professionisti rappresenta una delle principali minacce per la sostenibilità dei sistemi sanitari europei”. Il divario, ha precisato, riguarda in particolare l’assistenza territoriale, la medicina d’urgenza e i servizi di prevenzione.

Il direttore generale ha invitato gli Stati membri a investire in formazione, retention e condizioni di lavoro più attrattive, ricordando che il fabbisogno di personale è aggravato dall’invecchiamento della forza lavoro sanitaria e dal crescente peso delle malattie croniche e non trasmissibili.  La sessione ha evidenziato anche altre priorità per la Regione europea: la promozione della salute di bambini e adolescenti, la definizione di una nuova strategia sull’invecchiamento in buona salute e l’adozione di un piano per sfruttare l’innovazione digitale in sanità pubblica.

Sul piano globale, Tedros ha ricordato l’avanzamento del Pandemic Agreement, il nuovo trattato internazionale per la gestione delle emergenze sanitarie, e l’obiettivo di raggiungere entro il 2031 un finanziamento stabile del 50% del bilancio OMS tramite contributi obbligatori degli Stati membri.  “Rafforzare la forza lavoro sanitaria europea è essenziale per garantire la copertura universale e la resilienza dei sistemi nazionali” ha concluso il direttore generale.

Cure palliative: nasce l’Associazione assistenti spirituali nella cura

(da Sanitainformazione.it) Circa il 70% delle persone affette da malattie croniche o in fase terminale riferisce bisogni spirituali — quali ricerca di senso, riconciliazione, speranza, pace interiore — che rimangono troppo spesso insoddisfatti. Per colmare questa lacuna, la Federazione Cure Palliative (FCP) e la Società Italiana di Cure Palliative (SICP), annunciano la nascita dell’Associazione Nazionale “Assistenti Spirituali nella Cura”, una nuova realtà associativa nata per rappresentare, valorizzare e promuovere la figura dell’assistente spirituale nei contesti delle cure palliative e delle situazioni di fragilità.

La cura del bisogno spirituale in Europa è trascurata – In Europa, da una recente revisione di letteratura, la cura del bisogno spirituale — pur riconosciuta come dimensione chiave della cura palliativa — risulta “la meno sviluppata e la più trascurata”. In Italia nel contesto ospedaliero e in ambito di cure palliative, le varie religioni offrono già i loro percorsi, ma è necessario, come avviene in molti paesi europei e in America, giungere alla piena integrazione nei percorsi assistenziali di membri dell’équipe sanitaria con le competenze professionali necessarie. I bisogni spirituali sono comuni nei pazienti con malattie croniche o in fase avanzata. In una revisione di 35 studi condotti su 1.374 persone con malattia in fase avanzata, emergeva il desiderio di significato, perdono, riconciliazione, relazione e pace interiore.

Un passo verso la cultura della cura – La nascita dell’Associazione Nazionale “Assistenti Spirituali nella Cura” segna “un passo fondamentale verso una cultura della cura davvero integrale”, commenta Tania Piccione, presidente FCP – Federazione Cure Palliative. “Medici, infermieri e psicologi, per quanto competenti, non possono rispondere da soli ai bisogni spirituali dei pazienti e delle famiglie. Servono figure preparate, con formazione specifica e riconosciuta, che possano operare in sinergia con le equipe. È un tassello indispensabile per costruire una rete di cure palliative più completa e più giusta”, aggiunge. “La cura palliativa non è completa se non include la dimensione spirituale”, spiega Giampaolo Fortini, presidente SICP – Società Italiana di Cure Palliative. “Ogni persona, davanti alla malattia e alla fragilità, cerca senso, relazione e riconciliazione”, aggiunge.

Finalità e obiettivi dell’Associazione – La neonata Associazione ha come missione:

– Definire e proporre standard formativi qualificanti per gli assistenti spirituali, in collaborazione con enti accademici, sanitari e del terzo settore.

– Promuovere percorsi di riconoscimento professionale che consentano una piena integrazione della figura dell’assistente spirituale nei team di cura interdisciplinari.

– Favorire la collaborazione interdisciplinare con professionisti sanitari, sociali e del volontariato, affinché la cura della persona non si limiti agli aspetti clinici, ma comprenda la dimensione relazionale, emotiva e spirituale.

Definire standard formativi per l’assistente spirituale – “Iniziamo questo percorso – spiega Barbara Carrai, presidente dell’Associazione Assistenti Spirituali nella Cura – per dare voce e riconoscimento a una professione che opera spesso nell’ombra, ma che accompagna con discrezione e profondità le persone nei momenti più delicati della vita. L’assistenza spirituale non è un accessorio, ma una necessità umana universale. Il nostro impegno sarà definire standard formativi, etici e professionali affinché ogni paziente, in qualunque contesto, possa ricevere anche questa parte essenziale della cura”.

Un nuovo orizzonte per la cura integrale della persona – La nascita della nuova organizzazione sancisce una svolta culturale e professionale. Con l’avvio dell’Associazione Nazionale Assistenti Spirituali nella Cura, si apre un passaggio rilevante per il sistema delle cure in Italia, in cui la dimensione spirituale è finalmente concepita come componente imprescindibile della qualità di vita del malato e della sua famiglia. Secondo la definizione elaborata dal European Association for Palliative Care (EAPC) la spiritualità è “la dimensione dinamica della vita umana che riguarda il modo in cui le persone vivono, esprimono e/o cercano significato, scopo e trascendenza, e il modo in cui si connettono con il momento, con se stesse, con gli altri, con la natura, con ciò che è significativo o il sacro”.

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