“Usa le scale”. Avvisi sugli ascensori come sui pacchetti di sigarette, la proposta del presidente del Veneto Luca Zaia

“L’ascensore è un grande segno di civiltà, perché aiuta chi ha difficoltà motorie, però ci sono molti cittadini che hanno la possibilità di fare le scale e per questo vogliamo incentivare, come Regione, l’utilizzo delle scale e non degli ascensori. Aiuta la salute e aiuta tutti noi ad essere più in forma”, ha spiegato il governatore.  Leggi l’articolo completo al LINK

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L’ictus raddoppia il rischio di demenza

(da Fimmg.org)   Le persone colpite da ictus hanno circa il doppio delle probabilità di sviluppare demenza, secondo il più grande studio mai condotto nel suo genere. L’University of Exeter Medical School (UK) ha condotto uno studio che ha analizzato i dati sul rischio d’ictus e demenza su 3,2 milioni di persone in tutto il mondo. Il legame tra ictus e demenza si è mantenuto anche dopo aver preso in considerazione altri fattori di rischio di demenza come ipertensione arteriosa, diabete e malattie cardiovascolari. Lo studio rileva che essere colpiti da ictus aumenta significativamente il rischio di demenza, basandosi su ricerche precedenti che avevano stabilito il legame tra ictus e demenza, sebbene non avessero quantificato la gravità dopo la quale l’ictus aumentava il rischio di demenza.

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Rischio cardiovascolare maggiore in chi salta la colazione

(da Doctor33)   Secondo uno studio pubblicato su JAAC, saltare abitualmente la colazione aumenta il rischio di morire a causa di malattie cardiovascolari. «Il nostro studio sostiene i benefici del fare colazione nel supportare la salute cardiovascolare» scrive il primo autore Shuang Rong della Wuhan University of Science and Technology, in Cina. Lo studio ha coinvolto 6.550 persone, con un’età compresa tra i 40 e i 70 anni e che avevano partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey III del 1988-1994, intervistate sulle abitudini relative alla colazione. I ricercatori hanno riportato che più della metà dei partecipanti (59%) consumava il pasto del mattino ogni giorno, mentre il 5,1% non faceva mai colazione, il 10,9% raramente e il 25% solo qualche volta. Durante i 19 anni di follow-up, il 9,5% dei partecipanti è deceduto a causa di malattie cardiovascolari. Le analisi sono state aggiustate per diversi fattori confondenti, come età, sesso, razza/etnia, stato socioeconomico, dieta, stile di vita, indice di massa corporea e rischi cardiovascolari. È stato stimato un hazard ratio per la mortalità cardiovascolare di 1,87% per il gruppo di persone che non facevano mai colazione rispetto a quello che la consumava abitualmente. Inoltre, l’associazione tra il saltare la colazione e la mortalità per cause cardiovascolari si è stata dimostrata più forte in caso di decesso per ictus. «Non è chiaro se l’associazione trovata sia di tipo causale» spiegano in un editoriale correlato Borja Ibáñez e Juan Fernández-Alvira, del Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares in Spagna, ma saltare la colazione identifica una popolazione a rischio per le malattie cardiovascolari.

(JAAC 2019. Doi: 10.1016/j.jacc.2019.01.065  http://www.onlinejacc.org/content/73/16/2025)
(JAAC 2019. Doi: 10.1016/j.jacc.2019.02.033  http://www.onlinejacc.org/content/73/16/2033)

‘Nascere in sicurezza’: il nuovo corso di formazione a distanza della Fnomceo

1,32 figli per donna, mentre l’età media della madre al primo parto avanza a 31,1 anni: i dati Eurostat resi pubblici lo scorso marzo, e relativi al 2017, confermano L’Italia tra gli Stati europei dove la fertilità e la natalità sono più basse, l’età delle madri più alta e il primo figlio arriva più tardi. Quali le cause reali, quale il ruolo dei curanti, quali le azioni possibili? Se lo è chiesto la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) che ha dedicato al ‘Nascere in sicurezza’ il nuovo corso di formazione a distanza aperto a medici e odontoiatri, da pochi giorni on line sulla piattaforma Fadinmed, gratuito e accreditato nel programma di Educazione Continua in Medicina per 14 crediti.

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Giornata mondiale per la pulizia delle mani. L’Oms: “Una semplice abitudine contro le infezioni che può salvare vite umane”

“Il semplice gesto di lavarsi le mani può ridurre sensibilmente il numero di infezioni che vengono contratte dai pazienti nel corso di cure sanitarie”, afferma l’esperto di controllo delle epidemie Mitchell Schwaber, e fa parte di un quadro più ampio di interventi dell’Oms che includono i piani di risposta alle emergenze, il controllo delle epidemie e la lotta alla resistenza antimicrobica.  Leggi l’articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=73607&fr=n

Rischi del 5G, ISDE chiede al governo una maggiore cautela

(da Doctor33)    «Il percorso per il 5G nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale, è stato intrapreso senza le dovute cautele; sono stati valutati tutti gli aspetti tranne quello ambientale e sanitario, che dovrebbe stare più a cuore a tutti quanti». Lo denuncia il presidente del Comitato scientifico dell’Associazione italiana medici per l’ambiente Isde, Agostino Di Ciaula, che ha indirizzato nelle scorse settimane una lettera aperta al ministro del Lavoro Luigi Di Maio.   «Ci sono ormai innumerevoli evidenze che i campi elettromagnetici ad alta frequenza in generale, e il 5G in particolare, causano effetti biologici di vario tipo. Chi sostiene che non c’è molta letteratura riguardo ai danni possibili dei 5G o non è medico o non conosce la letteratura scientifica esistente» dichiara Di Ciaula, che lo scorso anno ha pubblicato su ‘The International Journal of Hygiene and Environmental Health’  una revisione degli studi esistenti sul tema. 

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Obesità infantile: Italia tra i paesi europei ad alto rischio. Ecco i risultati dei due ultimi studi OMS

I paesi dell’Europa meridionale (Grecia, Malta, Italia, Spagna e San Marino) hanno avuto i più alti livelli di obesità grave, superiore al 4%, mentre la più alta prevalenza di obesità è stata osservata in Spagna (17,7%), seguita da Malta (17,2%) e Italia (16,8%). Italia, Malta e Spagna, inoltre, hanno mostrato la più alta prevalenza di obesità tra i bambini che non sono mai stati allattati al seno.  Leggi l’articolo completo al LINK

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Cuore e cervello, stessi fattori di rischio

(da MSD Saluete e Reuters Health)   Un recente studio dell’Università di Edimburgo pubblicato su ‘European Health Journal’ indica che le persone con fattori di rischio vascolare per cardiopatia, come diabete, ipertensione e obesità, potrebbero avere maggiori probabilità di sviluppare cambiamenti strutturali nel cervello che possono portare a demenza.  I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 9.772 adulti, con un’età compresa tra i 44 e i 79 anni, che si erano sottoposti ad almeno una risonanza magnetica cerebrale e avevano fornito informazioni sulla loro salute e cartelle cliniche per l’analisi.

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