Fine vita. Cristiani, Ebrei, Musulmani, Induisti e Buddisti firmano il “Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita”

È stato siglato oggi al Complesso Monumentale del Santo Spirito a Roma il primo documento bioetico che getta le fondamenta comuni per il dialogo interreligioso in ambito sanitario. Il gruppo promotore è costituito dall’Asl Roma 1, dal Gmc Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Tavolo interreligioso di Roma. Nove i diritti sottoscritti, da quelli religiosi a quelli più intimi per la dignità della persona   Leggi l’articolo completo al LINK      http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=70669&fr=n

Assistenza primaria nelle comorbidità croniche: l’appuntamento che allunga la vita

(da Cardiolink)  Tipicamente, le patologie croniche rendono necessario il ricorso alla polifarmacoterapia, che, a sua volta, implica la necessità di un follow-up periodico del paziente. Alcuni fattori – età, stato socio-economico – sembrano incidere sulla facilità a mancare gli appuntamenti previsti per tale monitoraggio, ma quanto questa discontinuità incide sulla salute del paziente? Gli autori di una recente pubblicazione su ‘BMC Medicine’ hanno risposto alla domanda utilizzando una vasta coorte retrospettiva scozzese (n = 824.374, pari a circa il 15% della popolazione). I dati esaminati provenivano dall’attività clinica dei medici generici relativa al triennio da settembre 2013 a settembre 2016, combinata al registro nazionale di mortalità entro un periodo di follow-up di 16 mesi. Per ciascun paziente è stata esaminata la compliance alle visite di follow-up, unitamente al numero di patologie croniche concomitanti e ai farmaci prescritti, sulla cui base è stato calcolato il rischio di mortalità connesso agli appuntamenti mancati. I pazienti con un maggior numero di comorbidità croniche mostravano un rischio aumentato di mancata presentazione alle visite mediche, anche controllando per il numero di appuntamenti effettuati. Questi pazienti esibivano un rischio significativamente maggiore di mortalità per tutte le cause in maniera dose-dipendente rispetto al numero di appuntamenti mancati (HR variabile da 1.55, 95% CI 1.47–1.63 di coloro con nessun appuntamento mancato in un anno, a 3.11, 95% CI 2.94–3.30 di coloro che ne avevano mancati almeno 2). I pazienti con problemi mentali cronici ed evidenza di non-compliance alle visite di controllo per più di due occasioni all’anno presentavano un aumento di oltre 8 volte del rischio di mortalità per tutte le cause rispetto a coloro che avevano rispettato gli appuntamenti. Tale studio ha evidenziato come la non-compliance alle visite di follow-up nei pazienti con patologie croniche rappresentano un significativo indicatore di rischio di mortalità per tutte le cause. Ciò rivela la necessità di rafforzare gli strumenti di assistenza primaria, che in ogni Paese rappresenta primo approccio del cittadino al sistema sanitario.

(McQuennie R et al, BMC Medicine 2019 17:2 https://doi.org/10.1186/s12916-018-1234-0)  

Danni da mancata informazione, è onere del paziente formulare correttamente la domanda

(da Doctor33)    Sussiste un danno risarcibile connesso alle conseguenze inaspettate dell’intervento chirurgico, tali proprio perché la condotta dei sanitari non è stata preceduta da una informazione adeguata nei termini evidenziati in premessa. Il paziente, infatti, vanta la legittima pretesa di conoscere con la necessaria e ragionevole precisione le conseguenze dell’intervento medico, onde prepararsi ad affrontarle con maggiore e migliore consapevolezza, atteso che la nostra Costituzione sancisce il rispetto della persona umana in qualsiasi momento della sua vita e nell’integralità della sua essenza psicofisica, in considerazione del fascio di convinzioni morali, religiose, culturali e filosofiche che orientano le sue determinazioni volitive. Il paziente si è limitato a chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale da invalidità temporanea assoluta, relativa e permanente, il danno morale e quello alla capacità lavorativa specifica, oltre al danno esistenziale ed alla vita di relazione. (Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net)

Metà degli italiani in sovrappeso, aumenta l’obesità

(da DottNet)   “Ben il 50% della popolazione adulta è in sovrappeso, addirittura, obesa: il tasso di obesità è dell’ 11%, pari in valore assoluto a 5,3 milioni di persone, ed è cresciuto di oltre il 20% in 10 anni: un dato davvero allarmante soprattutto perché l’ aumento maggiore riguarda i più i giovani”. E’ quanto sottolinea il Rapporto ristorazione della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, presentato oggi a Roma. Quest’ anno il report ha voluto indagare approfonditamente ‘I nuovi stili alimentari degli italiani’. “I dati dicono che i cittadini consumano meno pane e meno pasta quindi evidentemente questo sovrappeso deriva dal consumo di carboidrati semplici e non complessi – ha affermato nel suo intervento il ministro della Salute Giulia Grillo intervenuta alla presentazione – Dai dati che abbiamo c’ è anche un alto consumo di bevande zuccherate e di zuccheri semplici, ovvero dolciumi. Questi sotto il profilo nutrizionale sono i più dannosi perché c’ è un aumento dell’ indice glicemico e poi del rischio di diabete di tipo 2. Anche su questo – sostiene Grillo – credo che possa essere importante il ruolo degli esercizi commerciali: riscoprire dessert con vecchie ricette, dolci con poco zucchero o essere innovativi con ingredienti a base di zuccheri a minor velocità di assorbimento glicemico”.   

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Sistema tessera sanitaria, il fisco a Fnomceo: i medici non inviano dati. Il punto su numeri e possibili sanzioni

(da Doctor33)   Il 18 gennaio l’Igespes, Ispettorato generale per la spesa sociale della ragioneria dello Stato, ha avvertito la Fnomceo: solo il 15% dei medici e dei dentisti iscritti agli albi ha spedito all’Agenzia delle Entrate i dati dei pazienti attraverso il sistema tessera sanitaria. A tredici giorni dalla scadenza la percentuale doveva suonare irrisoria, e la Federazione ha scritto gli ordini perché sollecitassero gli iscritti. Al sistema Ts vanno inviati online i dati delle fatture per l’attività libero professionale, con gli estremi dei destinatari affinché questi ultimi si ritrovino la detrazione delle spese fatte già nel modello 730 precompilato dal Fisco. Quest’anno tra l’altro per la prima volta in un triennio la scadenza non è slittata alla prima settimana di febbraio. Peraltro, il dato del 15% appare allarmante: su circa 400 mila iscritti Fnomceo un 15% sono odontoiatri, per gran parte liberi professionisti, e gli altri? In realtà, fanno sapere dalla Fnomceo, dopo la comunicazione della Federazione agli Ordini agli Omceo, nel giro di una settimana la percentuale di medici che aveva spedito i dati era risalita al 30%. «Io non so quali dati avesse l’Igespes», premette Guido Marinoni membro del comitato centrale Fnomceo, medico di famiglia ed esperto di temi fiscali.

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Fnomceo: per i medici sui social occorrono linee guida

(da DottNet )   Linee guida e codici di comportamento per i medici che utilizzano i social. Una ‘necessità’ secondo la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) di cui si parlerà al Convegno Triveneto dedicato all’ Ict (Information and communication technology), organizzato dalla stessa Fnomceo e dagli Ordini dei medici di Belluno, Rovigo e Trieste, giunto alla terza edizione. L’ incontro si svolgerà a Cortina D’Ampezzo dal 31 gennaio al 2 febbraio e sarà intitolato alla memoria di Claudio Pandullo, il presidente dell’ Ordine di Trieste recentemente scomparso. Un appuntamento che affronterà le diverse sfaccettatura del tema. I medici si confronteranno, per esempio, sulla ‘Sindrome di Hikikomori’, che, in giapponese, significa ‘stare in disparte’ e colpisce soprattutto gli adolescenti, che rifiutano di uscire e di intrattenere rapporti sociali, rimanendo nella propria stanza a scrivere, ascoltare musica, navigare su internet. Se ne è parlato a proposito del recente fatto di cronaca che avrebbe visto, in provincia di Bari, un’ intera famiglia vivere reclusa per più di due anni. Ma se la sindrome di Hikikomori – si legge in una nota della Fnomceo – è un fenomeno già conosciuto nella società dei paesi orientali anche prima dell’ avvento del web, la dipendenza crescente, nelle società occidentali, dalle nuove tecnologie, e in particolare da internet e dai social network, ha fatto sì che il ritiro sociale sia diventato un problema globale. Al centro dei lavori del Convegno Triveneto ci saranno, quest’ anno, ‘Privacy e tutela dei dati in sanità, innovazioni in medicina, intelligenza artificiale, robotica’. Tra gli argomenti trattati, anche il cyberbullismo.

Modalità di pagamento quota Ordine 2019 per chi non ha addebito diretto in conto corrente

Dal 1/1/2019 l’Ordine potrà incassare la quota di iscrizione solo attraverso il Sistema PagoPA, un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione.

Tale sistema consiste nell’attribuire ad ogni medico un codice IUV che deve essere indicato nell’atto del pagamento.

Si possono effettuare i pagamenti attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), ovvero:

  •     Presso le agenzie della tua banca
  •     Utilizzando l’home banking del tuo PSP (cerca i loghi CBILL o pagoPA)
  •     Presso gli sportelli ATM della tua banca (se abilitati)
  •     Presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e Banca 5

 

Alla fine di gennaio verranno recapitati al domicilio degli iscritti i nuovi avvisi di pagamento.

Ogni pagamento fatto senza l’utilizzo del codice IUV verrà respinto.      

Studio Usa, una prescrizione su 4 di antibiotici è inutile

(da DottNet)   In tempo di malanni influenzali e allarme super-bug, occhio alle ricette facili di antibiotici. Quasi un quarto delle prescrizioni di questi farmaci per bambini e adulti potrebbe essere inutile. Almeno secondo uno studio americano dell’ Università del Michigan. Un bimbo su 10 e un adulto su sei hanno ricevuto antibiotici di cui non avevano bisogno almeno una volta nel 2016, suggerisce infatti la ricerca. Complessivamente, secondo i ricercatori, il problema ha riguardato quasi un quarto delle ricette, e circa 1 paziente su 7. Il team ha esaminato le prescrizioni di antibiotici per 19,2 milioni di bambini e adulti americani (con assicurazione privata) tra 18 e 64 anni, relative al 2016: il 23% delle ricette non era clinicamente giustificato, il 36% era potenzialmente appropriato e il 28% non era associato a nessuna diagnosi documentata. La ricerca è stata pubblicata sul ‘British Medical Journal’. “L’ uso eccessivo di antibiotici è ancora dilagante e tocca un enorme numero di pazienti”, dice l’ autore principale dello studio Kao-Ping Chua, ricercatore e pediatra presso l’ Università del Michigan. “Nonostante decenni di miglioramenti e iniziative educative, si stanno ancora compilando ricette di antibiotici per malattie che potrebbero migliorare da sole”.    Circa 7,6 milioni (40%) dei 19,2 milioni di soggetti monitorati hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici nel 2016 e 2,7 milioni (14%) sono incappati in almeno una prescrizione inappropriata. Non solo, nei bambini, gli antibiotici sono la principale causa di visite al pronto soccorso per eventi avversi legati all’ assunzione dei farmaci, secondo un recente studio dei Centers for Disease Control and Prevention. I potenziali effetti collaterali di questi medicinali includono reazioni allergiche, infezioni fungine e diarrea. A lungo termine però, sottolinea Chua, la più grande preoccupazione è che l’ uso eccessivo di antibiotici contribuisca allo sviluppo di batteri resistenti, rendendo così malattie che una volta erano facilmente curabili con questi farmaci incurabili e pericolose. E aprendo la strada a un’ apocalisse antibiotica paventata dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità.

Recupero Crediti ECM triennio 2014-2016

Ricordiamo ancora a tutti gli iscritti che la Commissione Nazionale per la Formazione Continua, nel corso della riunione del 27 settembre u.s., ha adottato una delibera con la quale sono state approvate alcune modifiche che prevedono la possibilità, per tutti i professionisti sanitari che nel triennio 2014/2016 non abbiano soddisfatto l’obbligo formativo triennale, di completare il conseguimento dei crediti con la formazione ECM svolta nel triennio 2017/2019 (al netto di esoneri, esenzioni ed eventuali altre riduzioni). Nello specifico, i crediti maturati entro il 31 dicembre 2019 possono essere trasferiti al triennio precedente agendo direttamente al sito CoGeAPS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) raggiungibile sempre al link http://www.cogeaps.it

Ovviamente, i crediti destinati al “recupero” del debito formativo e trasferiti per competenza al triennio 2014/2016, non saranno poi considerati ai fini del soddisfacimento dell’obbligo del triennio 2017/2019. Gli iscritti in condizione di “carenza formativa” devono quindi conseguire un numero maggiore di crediti per ogni anno solare, per riuscire a trasferirne una parte nel triennio precedente senza incorrere in una nuova situazione di carenza.

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