Ipotesi accordi collettivi nazionale pediatri libera scelta, MMG, Specialisti
Accordo collettivo nazionale medici pediatri libera scelta triennio 2016-2018_Prot. 13329_05-09-2018
Accordo collettivo nazionale medici MG_triennio 2016-2018_Prot. 13330_05-09-2018
specialisti ambulatoriali interni_triennio 2016-’18_Prot. 13331_05-09-2018
RELAZIONE TECNICO SPECIALISTI AMBULATORIALI INTERNI
HDL molto elevato si associa ad un aumentato rischio di infarto miocardico e morte cardiovascolare
(da Cardiolink) Queste sono le conclusioni dello studio coordinato da Marc Allard-Ratick della Emory University School of Medicine di Atlanta, USA. Il colesterolo HDL è stato considerato “buono” perché è coinvolto nel trasporto di colesterolo dalle pareti dei vasi al fegato, riducendo così il rischio di aterosclerosi. Le persone con colesterolo HDL basso hanno un rischio maggiore di aterosclerosi e malattie cardiovascolari, tuttavia l’effetto protettivo del colesterolo HDL molto alto non è ben chiaro. Questo studio, condotto nell’ambito dell’Emory Cardiovascular Biobank, ha studiato la relazione tra i livelli di colesterolo HDL e il rischio di infarto e morte in 5.965 individui, la maggior parte dei quali aveva una malattia cardiaca.
Troppi farmaci ai bambini: ecco dove stare più attenti. I numeri dell’Italia
(da IlSole 24Ore – Cristina Da Rold) I numeri contenuti all’interno dell’ultimo rapporto OSMED 2018 di AIFA (http://www.aifa.gov.it/content/luso-dei-farmaci-italia-rapporto-osmed-2017) parlano chiaro: i bambini italiani assumono molti farmaci, in molti casi non necessari o troppo potenti per il problema da trattare, in particolare antibiotici e medicinali per problemi respiratori, specie prima dei 3 anni.
Al 49,9% dei bambini e ragazzi con meno di 18 anni è stato prescritto un qualche farmaco nel corso del 2017 e la maggior parte delle prescrizioni (5,4 milioni, pari al 44,7% del consumo totale dei farmaci in età pediatrica) riguarda antibiotici, assunti dal 38,3% dei minori per una media di 2,6 confezioni pro capite all’anno. L’associazione amoxicillina/acido clavulanico (antibiotico) è addirittura al primo posto tra i primi 30 principi attivi a maggior consumo nella popolazione pediatrica per l’anno 2017. Quasi un terzo di questi primi 30 principi attivi a maggior consumo riguarda l’apparato respiratorio (11 principi attivi), e seguono i farmaci antimicrobici per uso sistemico (8 antibatterici e un antivirale). I grandi utilizzatori sono i più piccoli, i bambini con meno di 3 anni di età: addirittura oltre la metà dei bimbi con meno di un anno di età ha assunto antimicrobici e oltre il 40% farmaci per l’apparato respiratorio, e non parliamo certo qui delle soluzioni saline. Leggi l’articolo completo al LINK https://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/09/09/troppi-farmaci-ai-bambini-stare-piu-attenti-numeri-dellitalia/
Privacy, ecco il decreto attuativo. Le novità e le misure cui adeguarsi
(da Doctor33) È arrivato l’atteso decreto attuativo del General Data Protection Regulation 679/2016 in vigore in Italia dal 25 maggio scorso e anziché abrogare il codice della privacy del 2003 lo armonizza al nuovo regolamento europeo. Il decreto del governo, che di fatto ha prolungato l’esordio del GDPR al 21 agosto, è in Gazzetta Ufficiale dal 4 settembre ma già da fine maggio medici, dentisti, farmacisti devono aver adeguato le misure di sicurezza dei dati, rivisto le informative e il registro dei trattamenti completando con i dati di titolare e incaricati. Le strutture che gestiscono dati su larga scala dovevano inoltre dotarsi di data protection officer, figura delegata a controllare il buon andamento dei trattamenti e a riferire eventuali irregolarità al Garante.
Sanzioni – Sempre da maggio sono in vigore le sanzioni. Per i primi otto mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, il Garante della privacy dovrà tener conto, nell’applicare le sanzioni amministrative e compatibilmente con le disposizioni del GDPR, della fase di prima applicazione delle disposizioni sanzionatorie.
Bollettino Edizione Speciale. I Medici ebrei a Forlì e Cesena nel 1938
Nell’occasione della annuale Giornata del Medico e dell’Odontoiatra, il Consiglio Direttivo ha deciso di dedicare la manifestazione alle leggi razziali del 1938 ed alle conseguenze che ebbero, 80 anni fa, sui nostri colleghi di allora e sulla popolazione.
Per scaricare il Bollettino cliccare qui
Salute mentale: metà dei trattamenti sono inefficaci
(da Fimmg.org) Il trattamento per i più comuni problemi di salute mentale potrebbe essere inefficace o addirittura dannoso per circa il 50% della popolazione, secondo un nuovo modello che si basa sulla psicologia dell’emozione. A partire dagli anni ’70, centinaia di studi hanno suggerito che ogni emisfero del cervello ospita uno specifico tipo di emozione: le emozioni legate all’approccio col mondo, come la felicità, l’orgoglio e la rabbia, risiedono nell’emisfero sinistro del cervello, mentre le emozioni associate all’evitamento, come il disgusto e la paura, sono collocate nell’emisfero destro. Quegli studi erano stati eseguiti quasi esclusivamente su persone destrorse. Daniel Casasanto, professore di psicologia della Cornell University, dice che il modello sopra descritto è di vecchia data ed è completamente rovesciato nei soggetti mancini: secondo Casasanto la funzione del sistema nervoso riguardante le emozioni cambia a secondo che i soggetti siano mancini, destrorsi o ambidestri. Secondo la nuova teoria, chiamata “ipotesi della spada e dello scudo”, il modo in cui eseguiamo movimenti con le nostre mani è ben determinato dal nostro cervello. Gli antichi cavalieri utilizzavano le loro spade con la mano dominante per attaccare il nemico – azione di avvicinamento – e alzavano i loro scudi con la mano non dominante per respingere l’attacco – azione di evitamento. Coerentemente con queste azioni, gli ultimi studi mostrano che la parte dominante del cervello controlla le emozioni e i movimenti della mano -spada- dominante e la parte non dominante controlla le emozioni di evitamento con l’emisfero che controlla la mano “scudo”. Lo studio di Casasanto ha implicazioni per le forme d’ansia e di depressione resistenti a terapia, che potrebbero rispondere a una nuova terapia che comporta una lieve stimolazione elettrica o magnetica sul lato sinistro del cervello, per incoraggiare le emozioni legate all’approccio. Il lavoro di Casasanto suggerisce un trattamento anche per i pazienti mancini. La stimolazione sinistra ridurrebbe le emozioni di avvicinamento nella vita di relazione, secondo il principio per cui se i soggetti mancini seguono un trattamento standard, probabilmente peggiorano. Molte persone non sono, però né destrorse né mancine, per questo motivo la stimolazione di cui sopra non farà alcuna differenza. Quest’approccio terapeutico suggerisce buoni risultati, ma solo nel 50% della popolazione: i mancini dovrebbero ottenere il trattamento opposto e le persone ambidestre non dovrebbero essere trattate in questo modo.
(Daniel Casasanto et al. Biological Sciences, 2018; 373 (1752))
Vaccini e scuola.L’Emilia Romagna tira dritto: “Non ci sarà alcun rinvio dell’obbligo”
Ad annunciarlo l’assessore Venturi: “Se il Parlamento dovesse approvare la proroga di un anno, che ci vede contrari, varrebbe comunque la legge regionale: non possiamo permetterci di vanificare gli straordinari risultati raggiunti”. E sulle autocertificazioni aggiunge: “Attraverso l’anagrafe vaccinale regionale, possibili i controlli sui casi dubbi che ci dovessero essere segnalati”. Leggi l’articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=65050&fr=n
Scarsa massa ossea nelle adolescenti che fanno uso regolare di alcolici
(da Fimmg.org) Secondo un recente studio pubblicato sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs, le adolescenti che fanno uso regolare di bevande alcoliche potrebbero non riuscire a raggiungere il loro picco di massa ossea. Lo studio, su 87 studentesse universitarie, ha rilevato che un frequente binge drinking (assunzione smodata di alcol, finalizzata a un rapido raggiungimento dell’ubriachezza e praticata generalmente in occasione di feste o durante il fine settimana) porta a una scarsa massa ossea a livello di colonna vertebrale. I risultati si basano su studentesse di college di età compresa tra i 18 e i 20 anni, un periodo in cui, la massa ossea dovrebbe ancora aumentare; le donne, infatti, raggiungono generalmente la loro massima densità ossea vertebrale tra i 20 e i 25 anni. Le partecipanti allo studio hanno risposto a questionari su alcuni fattori dello stile di vita e sono state sottoposte a misurazioni della loro densità ossea lombare: quando si trattava di alcol, alle donne veniva chiesto di ripensare alle scuole superiori e di riferire quanto spesso si erano “ubriacate”, con quattro o più drink nel corso di due ore. I risultati indicavano che le donne che si erano “ubriacate” frequentemente –almeno 2 volte al mese- dalla scuola superiore, avevano una massa ossea inferiore rispetto alle loro coetanee. I risultati dello studio ampliano una ricerca precedente che collegava il consumo di alcolici a una riduzione della massa ossea e a un rischio di frattura più elevato nei soggetti anziani, suggerendo che i danni ossei potrebbero essere collegati al consumo precoce di alcool. Inoltre, precedenti ricerche su animali hanno suggerito che l’alcol ostacolava lo sviluppo corretto delle ossa nei giovani. “Qualsiasi cosa impedisca a una giovane donna di raggiungere il suo picco di massa ossea probabilmente aumenterà le sue probabilità di sviluppare osteoporosi”, dice Joseph LaBrie, Ph.D., professore di psicologia della Loyola Marymount University, di Los Angeles. Per ora, i risultati dello studio offrono alle ragazze e alle giovani un motivo in più per evitare il binge drinking e, ai genitori, ulteriore sostegno per cercare di ritardare l’inizio del consumo di alcol da parte degli adolescenti. “Quando consideriamo la salute delle ossa”, conclude LaBrie, “parliamo sempre di esercizio fisico, calcio, vitamina D e di non fumare. Potremmo anche aver bisogno di parlare di evitare il binge drinking”.
(Joseph W. Labrie et al. Journal of Studies on Alcohol and Drugs, 2018; 79 (3): 391.)
La cannabis fa male ai denti, dà carie e tumori
(da AdnKronos Salute) Cannabis di nuovo nel mirino per i danni alla salute. Questa volta, a puntare il dito sono i dentisti che allertano sugli effetti devastanti degli spinelli sul sorriso. Secondo la Società di odontoiatria belga, la marijuana provoca danni alla bocca dei consumatori molto più pesanti di quelli del fumo di sigaretta. “Sono numerosi i dentisti che hanno constato di persona gli effetti nefasti della cannabis sulla salute della bocca e dei denti”, spiega a ‘Le Soir’, Véronique Seha, dentista e responsabile dei corsi sull’impatto del tabagismo sulla salute buccodentale della società scientifica belga. E sottolinea come “le dosi e la durata del consumo nel tempo rappresentino dei fattori aggravanti”. L’esperta spiega, nel dettaglio, che “chi fuma cannabis è più a rischio di subire danni ai denti quali erosione dentaria, colorazione, carie, maggiore caduta, disturbi sensoriali e micosi, fino a lesioni precancerose”. Il Thc, principio attivo contenuto nella marijuana, è il principale responsabile dei danni alla bocca. I dentisti sostengono che questa sostanza modifica la flora buccale, riduce la produzione di saliva, ispessisce e rende la placca dentaria più ‘appiccicosa’ e quindi difficile da eliminare”. Véronique Seha consiglia dunque ai consumatori di spinelli di “consultare regolarmente il proprio dentista, che potrà informarli senza pregiudizi o giudizi, diagnosticare eventuali danni e curarli. E se necessario indirizzarli verso un altro specialista. E’ importante creare un rapporto di fiducia per affrontare questo delicato argomento e permettere così ai fumatori di cannabis di discuterne serenamente con il medico”, conclude.