Viaggiare mantiene giovani, rafforza lo stato salute

(da DottNet)       Viaggiare, specie per turismo, rallenta l’invecchiamento e rafforza lo stato di salute. Lo indica un nuovo studio australiano, secondo cui la migliore maniera per evitare l’invecchiamento prematuro è viaggiare. La studiosa Fangli Hu dell’Università Edith Cowan di Perth ha applicato al turismo la teoria dell’entropia, definita come degrado della materia e dell’energia nell’universo e ha concluso che il viaggiare può attivare suoi cambiamenti – sia positivi che negativi. “L’invecchiamento è un processo irreversibile ma mentre non può essere fermato, può essere rallentato”, scrive sul sito dell’università stessa.

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Circolare Ministero della Salute 67691-07/08/2024-DGDMF-MDS-P recante “Pubblicazione del DM 27 giugno 2024, recante: ” Aggiornamento delle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni ed integrazioni. Inserimento nella tabella dei medicinali, sezione B, delle composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di cannabis (GU Serie Generale n.157 del 06-07-2024)”.

Comunicazione 100

Ipotesi di Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni. Triennio 2019-2021.

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=0&art.flagTipoArticolo=1&art.codiceRedazionale=24A04367&art.idArticolo=1&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2024-08-26&art.progressivo=0#art

Il sonno migliora grazie all’esercizio fisico serale

(da Univadis)    Bastano 3 minuti di attività fisica serale ogni mezz’ora per guadagnare quasi trenta minuti di sonno. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato su ‘BMJ Open Sport & Exercise Medicine’ dai ricercatori guidati da Jennifer T Gale dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda.

“Un sonno insufficiente è stato associato a un aumento del rischio di problemi cardiometabolici, incluso anche il diabete di tipo 2” spiegano gli autori. “Alti livelli di attività fisica durante il giorno in genere migliorano il sonno, ma le attuali raccomandazioni sconsigliano l’esercizio fisico ad alta intensità prima di andare a letto perché l’innalzamento della temperatura corporea e della frequenza cardiaca indotti dall’esercizio fisico potrebbero determinare una peggiore qualità del sonno” aggiungono Gale e colleghi ricordando che attualmente non sono disponibili dati sull’impatto dell’interruzione della sedentarietà serale con brevi esercizi di resistenza sulla qualità e la durata del sonno.

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