La stagione dei pollini sarà più lunga e intensa

La stagione dei pollini sarà più lunga e intensa

(da fimmg.org)   Arrivano brutte notizie per chi soffre di allergie: la stagione dei pollini sarà sempre più intensa e duratura. A dare oggi un'ulteriore conferma di questa previsione già evidenziata da ricerche precedenti, sono stati alcuni esperti dell'Università del Michigan che, nel loro studio appena pubblicato su Nature Communications, sono giunti a una conclusione: se le tendenze dei cambiamenti climatici continueranno ai questi ritmi, si verificherà nei prossimi anni un aumento significativo del polline totale.   In particolare, sostengono i ricercatori, la stagione dei pollini comincerà fino a 40 giorni prima in primavera e si prolungherà fino a 19 giorni in più rispetto a oggi, avendo un impatto non solo sulla nostra salute, ma anche sulla società e sull'economia, dai costi sanitari ai giorni lavorativi persi.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno simulato in che modo 15 diversi tipi di polline di piante, come querce e betulle, influenzeranno le regioni degli Stati Uniti. Per farlo sono partiti dal presupposto che la produzione di polline dipende da come cresce la pianta: l'aumento delle temperature globali, infatti, aumenterà la crescita delle piante in molte aree e questo, a sua volta, influenzerà la produzione dei pollini. Ma la temperatura, sottolineano gli esperti, non è l'unica responsabile.  Il principale motore dell'aumento futuro dei pollini sarà l'incremento delle emissioni di anidride carbonica. Se da una parte, infatti, le temperature più elevate prolungheranno la stagione di crescita, dando alle piante più tempo per produrre il polline, dall'altra l'anidride carbonica alimenterà la fotosintesi, in modo tale che le piante possano crescere di più e produrre maggiori quantità di polline.

Dalle analisi, inoltre, è emerso che le stagioni dei pollini per molti alberi si sovrapporranno sempre più con l'aumento delle temperature e delle emissioni di anidride carbonica. Se in passato le querce rilasciavano il polline prima della betulla, ora invece si osservano sovrapposizioni delle loro stagioni polliniche. In generale, spiegano i ricercatori, la stagione dei pollini cambierà più nelle regioni a nord che a sud, a causa dei maggiori aumenti delle temperature nelle zone settentrionali. “Ci sono ancora alcune incognite quando si tratta di proiezioni del polline a lungo termine”, raccontano i ricercatori a The Conversation. Per esempio, “non è del tutto chiaro come risponderanno le piante se i livelli di anidride carbonica supereranno la soglia limite”.

MMG, la pensione si chiede due mesi prima

(da enpam.it)   Gli iscritti alla gestione della Medicina generale possono fare domanda online di pensione nel momento in cui presentano le dimissioni e non devono più attendere di aver concluso il loro rapporto di lavoro.  È la nuova opzione disponibile nell'Area riservata per il servizio di presentazione della domanda di pensione di vecchiaia o anticipata della gestione della Medicina generale (medici di famiglia, pediatri di libera scelta, addetti alla continuità assistenziale e all’emergenza territoriale).

RISPARMIO DI TEMPO E CERTEZZE   Fino ad oggi i medici di Medicina generale che volevano presentare domanda di pensione dovevano prima avere cessato l’attività in convenzione.  Per porre termine al rapporto con la Azienda sanitaria, era necessario presentare le proprie dimissioni con un preavviso di 60 giorni.  Trascorsi due mesi, era quindi possibile rivolgersi all’Enpam per la presentazione della domanda di pensione.  La data di cessazione faceva fede anche per l’avvio dei calcoli ai fini della determinazione dell’importo di pensione spettante.  Oggi, grazie alla nuova procedura online – che come detto permette di presentare la domanda già al momento della presentazione delle dimissioni – i tempi si abbreviano.  Inoltre, la nuova procedura consente di accorciare quel periodo in cui l’iscritto si ritrovava in un limbo in cui non riceveva più lo stipendio dall’Asl e non ancora la pensione dall’Enpam (che sarebbe comunque arrivata con gli arretrati, ma successivamente).  Non si presenteranno più nemmeno i casi estremi – capitati in passato – di medici venuti a mancare durante i 60 giorni di preavviso ma prima di poter fare domanda per la pensione e per l’eventuale anticipazione in capitale.

Dati personali, dal Garante privacy via libera all’Anagrafe nazionale assistiti

(da Doctor33)  Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato via libera al ministero della Salute sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri che disciplina l'Anagrafe nazionale degli assistiti (Ana). Lo schema è stato elaborato tenendo conto delle indicazioni fornite dall'Autorità privacy nell'ambito di numerose interlocuzioni con il ministero della Salute, volte a garantire il rispetto della protezione dei dati personali trattati. Il via libera del Garante introduce un importante strumento di innovazione che agevola il sistema di monitoraggio della spesa sanitaria, accelera il processo di automazione amministrativa e migliora i servizi per i cittadini e le Pa.
La nuova banca dati, realizzata dal ministero della Salute in accordo col Mef, assicura infatti alle singole Asl la disponibilità delle informazioni esatte e aggiornate sugli assistiti per lo svolgimento delle funzioni di propria competenza. Importanti le novità introdotte dal decreto: l'Ana subentra alle anagrafi e agli elenchi degli assistiti tenuti dalle singole Aziende sanitarie locali, che mantengono la titolarità dei dati di propria competenza e ne assicurano l'aggiornamento. Le Asl cessano di fornire ai cittadini il libretto sanitario personale e, in caso di trasferimento di residenza, l'Ana ne dà immediata comunicazione telematica alle aziende sanitarie locali interessate. In questo modo l'Asl della nuova residenza prende in carico il cittadino, e aggiorna i dati di propria competenza nell'Ana, senza che l'interessato debba fornire ulteriori comunicazioni alle Aziende sanitarie coinvolte.
Lo schema di Dpcm definisce anche i contenuti dell'Anagrafe nazionale degli assistiti, tra i quali devono essere inclusi le scelte del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta e il codice esenzione e il domicilio. Lo schema stabilisce inoltre il piano per il graduale subentro dell'ANA alle anagrafi e agli elenchi degli assistiti tenuti dalle singole Asl e le garanzie e le misure di sicurezza. È previsto poi che gli interessati possano accedere in rete ai propri dati personali contenuti nell'Ana, ovvero richiederne copia cartacea presso l'Asl competente. L'adozione del provvedimento consente, tra l'altro, di dare attuazione all'investimento ''Potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico'', previsto dalla missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Antibiotici. Con il Covid se ne sono consumati meno (-18,2%) ma il loro uso resta ampiamente inappropriato, anche in ospedale.

Rapporto Aifa  Nonostante il consumo complessivo si sia ridotto, l’emergenza legata alla pandemia sembra abbia determinato un incremento del ricorso inappropriato agli antibiotici, soprattutto in ambito ospedaliero, con un possibile impatto negativo sulla diffusione di batteri con resistenza agli antibiotici. I dati indicano una marcata predilezione nel nostro Paese per le molecole ad ampio spettro, con maggiore impatto sulle resistenze antibiotiche.  Leggi L'articolo e il rapporto completo completo al LINK