Emilia Romagna: assunzione per i medici specializzandi

(da DottNet)   Dall'Emilia arriva uno spiraglio per i medici specializzandi con un'iniziativa che potrebbe presto essere replicate anche in altre regioni. La giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha siglato un accordo con le Università di Parma, Modena-Reggio Emilia, Bologna e Ferrara che sancisce la possibilità di assunzione dei medici specializzandi iscritti al penultimo e all’ultimo anno del corso di specializzazione. Un programma che da una parte garantisce un inserimento rapido nel mondo del lavoro agli specializzandi che durante l’emergenza Covid hanno dimostrato di essere pronti al servizio in prima linea. Dall’altra, dà una risposta al fabbisogno di medici che caratterizza in questo momento il Servizio sanitario.
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Covid. Giocare a carte è sicuro? Sì ma con alcune precauzioni. Dalla Calabria vademecum per i giocatori

(da Quotidiano Sanità)   Tra i tanti aspetti della vita pubblica dove è necessario intervenire per ridurre al minimo il rischio contagio, la Regione Calabria non dimentica le partite a carte. Passatempo diffuso in Italia, soprattutto tra gli anziani e nei bar pubblici. Il delegato della Regione per la gestione dell’emergenza covid, Antonio Belcastro, ha quindi diffuso alcuni chiarimenti sull'utilizzo delle carte da gioco, anche in luoghi e locali aperti al pubblico.   “Sulla base delle disposizioni nazionali e regionali, e delle relative linee guida, l’utilizzo di carte da gioco è consentito a condizione che sia possibile una  disinfezione ad ogni turno”, si spiega in una nota diramata dalla Regione.  È inoltre necessario che sia “indossare la mascherina da  parte di ogni giocatore” e che sia effettuata “una minuziosa igienizzazione delle mani con il gel igienizzante, da posizionarsi nelle vicinanze dei giocatori, prima durante e dopo  lo svolgimento del gioco”.  Consigliata, infine, "una frequente sostituzione delle carte usate con nuovi mazzi”.

Osservasalute 2019.“Covid ha messo a nudo debolezza Ssn. E regionalismo sanitario non si è dimostrato efficace nel fronteggiare pandemia”

Presentato il nuovo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane. “Alla vigilia della pandemia da SARS-CoV-2, il sottofinaziamento della sanità, insieme alla devolution che ha di fatto creato 21 diversi sistemi sanitari regionali diversamente performanti, ha determinato conseguenze per i cittadini, che non hanno potuto avere le stesse garanzie di cura”. Tagli ai servizi e spesa out of pocket che aumenta. Leggi l'articolo completo al LINK http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=86465&fr=n

Tumori, ogni anno costano 20 miliardi di euro. Gli esperti: servono più risorse, potenziare assistenza territoriale

(da Doctor33)   In Italia ogni anno i tumori costano circa 20 miliardi di euro, nel 2018 le uscite per i farmaci antineoplastici hanno superato i 5 miliardi e i costi diretti a carico dei pazienti e delle famiglie sono stimati a 5,3 miliardi; "servono più risorse da destinare alla cura del cancro per affrontare la fase 3 della pandemia e un'eventuale seconda ondata". Questo l'appello lanciato alle Istituzioni dai pazienti oncoematologici, dagli oncologi e dagli ematologi nel Documento sulle modalità organizzative per ridurre al minimo il rischio di infezione nei pazienti e nel personale sanitario, presentato in un webinar. Il Documento è stato redatto dal Tavolo tecnico istituito dal ministro della Salute Roberto Speranza, ed è formato da oncologi, ematologi e cardiologi, per gestire i pazienti colpiti da queste tre patologie durante la pandemia.
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Covid-19, niente risarcimenti per Mmg deceduti. Compagnie assicurative escludono infortunio

(da Doctor33)   Le assicurazioni negano il risarcimento ai medici di famiglia vittime di coronavirus e ai loro superstiti. Anche se l'Inail invita a trattare l'infezione da Covid 19 come infortunio sul lavoro, per le compagnie tale non è. L'Inail però con la sua circolare numero 13 del 3 aprile scorso ha circoscritto il diritto a indennizzo Covid ai soli dipendenti tra i lavoratori a rischio, medici ed infermieri esclusi. Nulla c'è per indennizzare il medico convenzionato che è libero professionista. Ceto, si sta discutendo di farlo rientrare perché è parasubordinato e lo stipendio della convenzione è l'85-95% del suo reddito (né può rifiutare le cure a un assistito che lo ha scelto).

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