Vitamina K e rallentamento dell’aterosclerosi coronarica

Last Updated on 22 Giugno 2026 by Segreteria 1

(da M.D.Digital) Uno studio clinico randomizzato e controllato con placebo VitaK-Cac, condotto presso il Maastricht University Medical Center, ha analizzato gli effetti della supplementazione con menachinone-7 (MK-7) — un omologo della vitamina K2 — sulla progressione della calcificazione delle arterie coronarie (Cac). La ricerca ha coinvolto 180 pazienti sintomatici con punteggi Cac basali tra 50 e 400 Au, trattati con una dose giornaliera di 360 µg di MK-7 per un periodo di due anni. Dal punto di vista biochimico, il menachinone-7 è un potente inibitore della calcificazione vascolare, caratterizzato da un’elevata biodisponibilità e da un’emivita prolungata, proprietà che lo rendono un candidato ideale per la protezione cardiovascolare.

I risultati hanno evidenziato una superiorità statistica dell’MK-7 nel rallentare l’avanzamento della Cac. Al termine dei 24 mesi, il gruppo di intervento ha mostrato un incremento del punteggio Cac significativamente inferiore rispetto al gruppo placebo (184 AU vs 214 AU, P=0.02). Parallelamente, la massa calcica è aumentata in misura ridotta nei soggetti trattati (da 25 mg a 32 mg) rispetto ai controlli (da 26 mg a 38 mg, P=0.02). Le analisi mediante angio-Tc hanno specificato che il beneficio è circoscritto alla frenata della calcificazione nelle placche non calcificate di stadio iniziale o moderato, senza effetti significativi su lesioni avanzate o sulla stenosi dei vasi.

In questo scenario, il ruolo del medico di medicina generale emerge come fondamentale per la traslazione di tali evidenze nella pratica clinica. Sebbene la rilevanza clinica in termini di riduzione di eventi cardiovascolari acuti debba ancora essere confermata da trial su larga scala, il Mmg agisce come principale gestore del rischio aterosclerotico del paziente. Spetta al medico territoriale identificare i soggetti in fase precoce di malattia — dove il MK-7 ha dimostrato la massima efficacia — e coordinare interventi preventivi personalizzati. L’integrazione di tali supplementi, sicuri e privi di effetti avversi rilevanti, potrebbe arricchire l’arsenale terapeutico a disposizione della medicina generale per la gestione della stabilità della placca e della resilienza vascolare a lungo termine.