Disponibile online il più grande database sulle misure Covid-19

(da M.D.Digital)    Quanto devono essere rigorose le politiche prima che un blocco produca un impatto reale? A che punto hanno preso le decisioni i paesi con un basso numero di casi Covid-19? Le politiche pandemiche degli Stati centralizzati sono più efficaci di quelle degli Stati federati? Per analizzare dove, come e quali misure governative per combattere la pandemia si sono dimostrate efficaci, è indispensabile raccogliere grandi volumi di informazioni affidabili – perché ogni Paese e in molti casi anche i singoli distretti e comuni hanno preso decisioni diverse.
Una rete di ricerca internazionale coordinata dalla cattedra di relazioni internazionali della Bavarian School for Public Policy (HfP) presso TUM ha riunito il più grande database al mondo sulle misure politiche adottate durante la pandemia. CoronaNet (www.coronanet-project.org) contiene ora informazioni su oltre 50.000 decisioni prese dai governi in 195 paesi in risposta alla diffusione del coronavirus e viene continuamente aggiornato da più di 500 ricercatori e studenti.
La risorsa più completa disponibile
È la risorsa più completa del suo genere al mondo. Il materiale copre:
• misure individuali in 18 categorie, ad esempio distanziamento sociale, restrizioni nelle aule e investimenti nella sanità
• tempistica e durata delle misure
• se le decisioni vengono prese a livello nazionale, regionale o comunale
• a chi si applicano le misure, ad es. se le restrizioni di viaggio si applicano ai locali o ai residenti stranieri
• il territorio per il quale le misure sono valide, ad es. l’intero paese o solo singole regioni
• se le misure hanno lo status di requisiti obbligatori o linee guida raccomandate.
Tutti i dati sono disponibili pubblicamente su www.coronanet-project.org e possono essere filtrati per varie categorie. Ciò consente un’analisi dei dati estremamente completa e altamente granulare, ad esempio per confrontare le restrizioni di blocco in Corea del Sud e Singapore o se le misure di test Covid in California siano state ordinate dal governo statale o federale. Una dashboard consente agli utenti di visualizzare le tempistiche per le decisioni studiate. Inoltre, il gruppo di ricerca ha prodotto numerosi riepiloghi delle politiche sui singoli paesi.
CoronaNet è un vero e proprio progetto di scienza aperta
I dati possono anche essere esportati e, per gli utenti con limitata esperienza con il software di statistica, CoronaNet offre una piattaforma di apprendimento. “CoronaNet è un vero e proprio progetto di scienza aperta”, afferma il leader del progetto Luca Messerschmidt della Cattedra di Relazioni internazionali presso TUM. “In mezzo all’enorme incertezza, il nostro obiettivo è quello di muoverci alla massima velocità per creare quante più risorse possibile per l’analisi più preziosa possibile”, ha aggiunto la dottoressa Cindy Cheng, il secondo capo del progetto.
Il database è già utilizzato dai responsabili politici, dai ricercatori e dai media in tutto il mondo, in particolare per correlare le misure politiche con i numeri dei casi Covid-19 per poterne valutare l’efficacia. Anche i membri del gruppo CoronaNet hanno utilizzato i dati nelle proprie ricerche. Ad esempio, gli scienziati hanno confrontato le politiche pandemiche negli stati e nei paesi centralizzati con una struttura federale. I loro risultati hanno mostrato che non tutti gli stati federali hanno avuto poteri decisionali paragonabili a quelli degli stati federali tedeschi per quanto riguarda le misure contro la pandemia. In Svizzera, ad esempio, questi poteri sono stati centralizzati dai Cantoni fino al governo federale.
In un altro studio, i ricercatori hanno confermato la diffusa congettura secondo cui le misure Covid che servono contemporaneamente a sopprimere le critiche sono più comuni negli stati autoritari. In particolare, i governi di questi paesi hanno maggiori probabilità di emanare blocchi e coprifuoco. Lo hanno fatto anche in una fase precedente della pandemia e hanno mantenuto tali regolamenti in vigore per periodi più lunghi.
Il team ha fissato l’obiettivo di un intervallo di cinque giorni tra la raccolta di nuovi dati sulle decisioni politiche sul Covid-19 e la codifica del database. Altri gruppi di ricerca stanno fornendo dati aggiuntivi. CoronaNet partecipa anche al grande progetto PERISCOPE, lanciato a novembre, in cui 32 istituti di ricerca stanno indagando sugli effetti sociali, politici ed economici della pandemia in Europa.
“La pandemia pone costantemente nuove sfide ai governi di tutto il mondo”, ha affermato il Prof. Tim Büthe, titolare della Cattedra di Relazioni Internazionali e coordinatore dei progetti TUM PERISCOPE. “Ciò rende ancora più importante fornire input per definire le politiche in modo che le decisioni possano essere prese sulla base di solide prove scientifiche. Ciò richiede grandi quantità di dati di alta qualità”.

(Cheng C, et al. 2020 Covid-19 Government Response Event Dataset (CoronaNet v1.0). Nature Human Behaviour 2020. https://doi.org/10.1038/s41562-020-0909-7

Büthe T, et al. Patterns of Policy Responses to the Covid-19 Pandemic in Federal vs. Unitary European Democracies 2020. http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.3692035

Barceló J, et al. Suppression and Timing: Using Covid-19 Policies Against Political Dissidents? https://doi.org/10.31235/osf.io/yuqw2 )

L’influenza colpisce 5 volte di meno dell’anno scorso. “Ringraziamo mascherine, igiene e distanziamento. Abitudini da conservare anche dopo il Covid”. Intervista a Antonino Bella (Iss)

L’influenza stagionale quest’anno sembra quasi sparita. E la spiegazione, secondo il responsabile della sorveglianza Influnet dell’Istituto superiore di sanità, sta tutta nell’uso delle mascherine e delle altre misure di igiene e distanziamento che abbiamo imparato ad adottare dopo l’esplosione del Covid. Usare queste misure anche ad epidemia finita quando si sospetta di avere sintomi influenzali “sarebbe un segno di civiltà”  Leggi L’articolo completo al LINK    

Covid-19, Enpam-Inail: indennità per tutti i medici caduti

(da Enpam.it)    La Fondazione Enpam, di concerto con l’Inail, ha avanzato al ministro della Salute Roberto Speranza la richiesta di aumentare il finanziamento al fondo di Stato per i morti da infortuni sul lavoro.   Il fondo fu istituito con la legge finanziaria 2007 e stabilisce il diritto a un’indennità una-tantum per tutti i lavoratori morti a seguito di infortunio professionale, indipendentemente dal fatto che siano iscritti all’Inail o meno. Ne hanno quindi diritto anche medici e odontoiatri convenzionati e liberi professionisti.  L’Inail gestisce il fondo per conto dello Stato. L’Istituto pubblico, per effetto del Decreto legge Cura Italia, tratta il Covid-19 come un infortunio se contratto per cause lavorative. Per questo, a seguito della pandemia, la dotazione del fondo per le morti da infortunio risulta ora insufficiente per coprire tutti gli aventi diritto.   Un aumento della dotazione permetterebbe di riconoscere l’indennità ai familiari superstiti di tutti i medici e odontoiatri caduti lottando contro il Covid.

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