300 milioni di fumatori in meno. Risultati storici lotta al tabacco”

A due decenni dall’adozione della Convenzione quadro per la lotta al tabacco, l’Oms registra un calo globale della prevalenza del fumo pari a un terzo. Introdotte nuove politiche in diversi Paesi per frenare il consumo di tabacco, favorire colture alternative e aumentare la tassazione su prodotti nocivi. Parallelamente, prende forza il piano internazionale per combattere l’obesità, con milioni di beneficiari e vite salvate.  Leggi L’articolo completo al LINK

Aggiornamento su Istanza di esonero/esenzione ECM

(da Odontoiatria33)  Per casi selezionati e dettagliatamente motivati è sempre possibile fare istanza di esonero/esenzione dal sistema ECM attraverso il portale COGEAPS (Consorzio gestione anagrafica delle professioni sanitarie), previo accesso alla propria area riservata mediante SPID o CIE direttamente on line a https://application.cogeaps.it/exemptions.

Inoltre, la Commissione nazionale ECM ha pubblicato recentemente sulla pagina dedicata sul sito Agenas, una nota in cui ricorda a chi i professionisti della salute devono inviare istanza di esonero e esenzione dell’obbligo formativo. Per i casi non espressamente normati e previsti dal Manuale sulla formazione continua del professionista, deve esse fatto un invio telematico via pec all’indirizzo ecm@pec.agenas.it, utilizzando l’allegato V debitamente compilato e corredato.

Sul sito ECM si precisa che:  l’accesso al sistema MY ECM può avvenire esclusivamente con SPID o CIE. All’interno della piattaforma, nella sezione “istanze di esonero/esenzione” sarà possibile scaricare l’allegato V che dovrà essere compilato ed inviato all’interno della stessa piattaforma, debitamente sottoscritto e corredato da tutta la documentazione utile alla valutazione della richiesta. L’esito dell’istanza sarà notificata alla PEC indicata dal professionista sanitario in fase di invio della richiesta. E’ disponibile all’interno del portale myECM il Manuale sull’utilizzo della piattaforma aggiornato.

Da 5G nessun danno da inquinamento elettromagnetico

(da AGI)   La tecnologia wireless 5G è sicura e non provoca danni da inquinamento elettromagnetico. Questo il risultato di uno studio guidato dalla Constructor University e pubblicato su ‘PNAS Nexus’. L”adozione della tecnologia wireless 5G ha sollevato preoccupazioni circa gli effetti sulla salute dell”esposizione elettromagnetica associata. Gli autori del nuovo studio hanno studiato i profili di espressione genica e metilazione di cellule cutanee umane esposte a campi elettromagnetici 5G a diverse frequenze (27 GHz e 40,5 GHz), densità di flusso di potenza (1 mW/cm² e 10 mW/cm²) e tempi di esposizione (2 ore e 48 ore).

L’espressione genica e la metilazione del DNA sono rimaste statisticamente invariate dopo l”esposizione al 5G, anche a 10 volte i limiti di esposizione raccomandati. Secondo gli autori, le energie quantistiche sono troppo basse per avere effetti fotochimici o persino ionizzanti sulle cellule. Gli autori sperano che i loro risultati chiudano definitivamente il dibattito sulla sicurezza della tecnologia 5G. “Questi dati – concludono – supportano fortemente la valutazione secondo cui non vi sono prove di danni indotti dall’esposizione alle cellule cutanee umane”.

Dalla sclerosi al diabete: come funziona il vaccino inverso che potrebbe battere le malattie autoimmuni

(da DottNet)    Le malattie autoimmuni colpiscono circa 800 milioni di persone a livello globale, una su dieci. Sclerosi multipla, lupus, diabete di tipo 1, artrite reumatoide, fino alla celiachia. Il denominatore comune è l’attacco del sistema immunitario contro i tessuti dell’organismo stesso. I trattamenti attualmente disponibili si basano su una soppressione generalizzata della risposta immunitaria, con l’effetto collaterale di aumentare la suscettibilità a infezioni e di richiedere una somministrazione continua e invasiva. E invece ora c’è aria di rivoluzione, nella ricerca. La possibile soluzione si chiama “vaccino inverso”. Lo riporta l’agenzia Dire.   E’ un cambio di paradigma. Questi vaccini, anziché stimolare il sistema immunitario, lo rieducano a tollerare determinati antigeni associati alla malattia. Il principio si basa sull’uso di nanoparticelle sintetiche coniugate a tali antigeni, che imitano il comportamento di cellule apoptotiche. Il sistema immunitario riconosce queste particelle come non minacciose e interrompe la risposta autoaggressiva. Nel 2022, un gruppo di ricerca guidato dall’immunologo Stephen Miller (Northwestern University) ha pubblicato su Gastroenterology i risultati di uno studio clinico su pazienti celiaci. Su 33 partecipanti in remissione, metà ha ricevuto il vaccino inverso prima dell’esposizione al glutine, l’altra metà un placebo. I risultati hanno mostrato una protezione istologica e sintomatologica nel gruppo trattato, in contrasto con un peggioramento nel gruppo di controllo.
Un ulteriore contributo proviene dal bioingegnere Jeffrey Hubbell (Università di Chicago), che nel 2023 ha dimostrato l’efficacia del vaccino inverso in modelli murini di sclerosi multipla. La sua azienda Anokion ha avviato i primi studi clinici su esseri umani, sia per la celiachia che per la sclerosi multipla, con esiti preliminari positivi. Il meccanismo, scoperto inizialmente in modo accidentale, si basa su molecole a carica negativa capaci di indurre tolleranza immunologica. L’immunologo Pere Santamaria (Università di Calgary), tra i primi a studiare il fenomeno, ha esteso l’applicazione a malattie rare come la colangite biliare primitiva, per le quali è possibile ottenere autorizzazioni più rapide grazie alla numerosità ridotta dei pazienti. Tuttavia, la complessità del sistema immunitario, che include cellule circolanti e residenti nei tessuti, rende ancora incerta la loro capacità di agire su entrambe le popolazioni cellulari. Secondo le stime più ottimistiche, i primi vaccini inversi potrebbero raggiungere il mercato entro tre-cinque anni. Altri esperti, come Bana Jabri (Institut Imagine, Parigi), suggeriscono tempistiche più lunghe, fino a un decennio.

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