L’allenamento cardio protegge da mortalità per influenza o polmonite

(da M.D.Digital)   Secondo una ricerca statunitense pubblicata online sul ‘British Journal of Sports Medicine‘, l’esercizio aerobico regolare, popolarmente noto come “cardio”, è collegato a un rischio significativamente inferiore di morte per influenza o polmonite, anche a livelli settimanali inferiori a quelli raccomandati. Ma potrebbe esserci un livello al di sopra del quale gli effetti si stabilizzano o, nel caso delle attività di rafforzamento muscolare, diventano potenzialmente dannosi, suggeriscono ancora i risultati.
Per un soggetto adulto il consiglio che viene fornito è quello di un allenamento per almeno 150 minuti a settimana di intensità moderata o di 75 minuti di intensità vigorosa, con attività fisica aerobica o una combinazione equivalente più attività di rafforzamento muscolare di intensità moderata o maggiore almeno due volte a settimana.
L’esercizio aerobico sostenuto, che include camminata veloce/veloce, nuoto, corsa e salire le scale, aumenta la frequenza cardiaca e aumenta la sudorazione. Le attività di potenziamento muscolare prevedono l’utilizzo di pesi e bande di resistenza, esercizi come squat, affondi e flessioni ma anche attività di giardinaggio pesante.
Oltre al contributo per il mantenimento di una condizione di buona salute fisica, i nuovi dati indicano che l’attività fisica regolare può anche proteggere dalla morte per influenza o polmonite.
In questo lavoro i ricercatori hanno voluto scoprire se specifici tipi e quantità di attività fisica potessero essere associati a questa riduzione del rischio, utilizzando le risposte di 577.909 adulti che avevano preso parte al National Health Interview Survey (NHIS) tra il 1998 e il 2018.
Agli intervistati è stato chiesto quanto spesso hanno trascorso 10 o più minuti in attività aerobiche di intensità vigorosa e di intensità leggera o moderata e quanto spesso svolgessero attività di rafforzamento muscolare.
Ogni persona è stata quindi classificata in base al livello di attività aerobica raccomandata + obiettivi settimanali di rafforzamento muscolare: nessuno dei due; raggiungimento dell’obiettivo di attività aerobica; raggiungimento l’obiettivo di potenziamento muscolare; raggiungimento di entrambi gli obiettivi.
Sono stati definiti cinque livelli di attività fisica: inferiore a 10, 10–149, 150–300, 301–600 e più di 600 minuti/settimana di attività fisica da moderata a vigorosa; e meno di 2, 2, 3, 4-6 e 7 o più sessioni/settimana di attività di rafforzamento muscolare.
La metà degli intervistati (50.5%) non ha raggiunto nessuno degli obiettivi settimanali. Quanto bene lo hanno fatto differiva in modo significativo in base a fattori sociodemografici e di stile di vita, condizioni di salute coesistenti pregressa vaccinazione per influenza e/o polmonite.Un terzo (34%) era aerobicamente inattivo e più di tre quarti (78%) ha riportato meno di 2 sessioni settimanali di attività di rafforzamento muscolare.
Durante un periodo medio di monitoraggio di 9 anni, 81.431 partecipanti sono deceduti; 1516 di questi decessi sono stati attribuiti a influenza e polmonite. Coloro che hanno raggiunto entrambi gli obiettivi di attività fisica settimanale raccomandati avevano quasi la metà (48%) del rischio di morire di influenza o polmonite rispetto ai loro coetanei che non hanno raggiunto nessuno dei due, dopo aver tenuto conto di fattori potenzialmente confondenti. Raggiungere solo l’obiettivo di attività aerobica è stato associato a un rischio inferiore del 36%, dopo aver tenuto conto di fattori potenzialmente influenti, mentre raggiungere solo l’obiettivo di rafforzamento muscolare non è stato associato ad alcuna differenza significativa di rischio. In termini quantitativi, l’aumento di 10-149, 150-300 e 301-600 minuti/settimana di attività fisica aerobica era associato, rispettivamente, a rischi inferiori del 21%, 41% e 50%, rispetto a nessun aumento. Ma non è stato riscontrato alcun vantaggio aggiuntivo oltre i 600 minuti settimanali.
“Sebbene 10-150 minuti/settimana sia spesso etichettato come attività fisica ‘insufficiente’ perché al di sotto della durata raccomandata, può comunque conferire benefici per la salute rispetto all’inattività”, suggeriscono i ricercatori.
Quando si trattava di attività di rafforzamento muscolare, rispetto a meno di 2 sessioni settimanali, il raggiungimento dell’obiettivo settimanale di 2 era associato a un rischio inferiore del 47%, ma 7 o più sessioni erano associate a un rischio maggiore del 41%.
(Webber BJ, et al. Leisure-time physical activity and mortality from influenza and pneumonia: a cohort study of 577 909 US adults. Br J Sports Med 2023. doi:10.1136/ bjsports-2022-106644.)

Si ampliano gli obblighi per le aziende e l’attività del Medico Competente

(da DottNet – riproduzione parziale)   Sono importanti le novità contenute nel Decreto Legge n° 48/2023, “Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro“, circa il Medico Competente e la sorveglianza sanitaria e che vanno a modificare alcuni punti del Decreto Legislativo n° 81/2008. Sul sito web dell’Anma, Associazione nazionale dei Medici d’Azienda e Competenti, www.anma.it, è stata anticipata la nota dell’avvocato Giovanni Scudier, giuslavorista componente del Comitato Scientifico Anma, che elenca e commenta le novità del Decreto Legge. Grande rilevanza per la modifica dell’articolo 18, comma 1, lettera a del D. Lgs. n° 81 del 2008: «La modifica – scrive l’avvocato Scudier nella sua nota – consiste in un ampliamento dei casi nei quali vige per il datore di lavoro l’obbligo di nomina del Medico Competente, ricollegato agli esiti della valutazione dei rischi». Viene superata «l’interpretazione che intende(va) la sorveglianza sanitaria come un insieme di atti medici da applicare nei (soli) “casi previsti dalla normativa vigente”. Quindi ciò che la nuova norma vuole è che la sorveglianza sanitaria sia effettuata per tutti i rischi per i quali la valutazione dei rischi risulti richiederla, indipendentemente dal fatto che si tratti di rischi espressamente elencati dal legislatore». I Medici Competenti, anche quelli già nominati, potranno e dovranno effettuare la sorveglianza sanitaria per tutti ii rischi emersi.  Altre modifiche – questa volta all’articolo 25, comma 1, lettere e-bis ed n-bis – aggiungono l’obbligo per il Medico Competente di chiedere al lavoratore, in occasione delle viste di assunzione, la cartella sanitaria e di tenerne conto ai fini della formulazione del giudizio di idoneità; situazione questa di non facile applicazione soprattutto nel contesto della visita preventiva per l’assunzione che per sua natura richiede dinamiche veloci. Infine, si ammette la possibilità di sostituzione del Medico Competente, sebbene per motivi gravi e giustificati.  

Ecm gratuito sulla salute digitale

Da venerdì 19 maggio 2023 tutti i medici e i dentisti, accedendo alla piattaforma Tech2Doc dell’Enpam, potranno seguire un corso Ecm gratuito sulla salute digitale.

Il corso garantirà ai partecipanti il rilascio di 5 crediti formativi e sarà il primo di una serie di 4 appuntamenti che potranno essere seguiti anche indipendentemente uno dall’altro. “La sanità digitale non è di là da venire, ma è già tra noi e di fronte alla sfida delle continue innovazioni tecnologiche dobbiamo ripensare la nostra professione – ha commentato il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti -. Bisogna quindi fare in modo che l’intelligenza artificiale e tutti i nuovi strumenti digitali non arrivino a minacciare il lavoro di medici e odontoiatri, ma diventino un amplificatore delle loro competenze”. Tutti e quattro i corsi proposti attraverso il portale Tech2Doc.it avranno al centro lo sviluppo della sanità digitale e potranno contare su Healthware Group in qualità di partner scientifico e su Metis quale provider Ecm. Gli appuntamenti su Tech2Doc, tutti gratuiti, saranno organizzati in quattro distinti corsi di formazione a distanza (Fad), in ognuno dei quali verrà approfondito un aspetto diverso .Il primo corso, già disponibile, presenterà un focus sui cambiamenti che stanno avvenendo nel percorso di cura. Il secondo modulo, che verrà rilasciato a giugno, riguarderà invece lo sviluppo e la validazione degli strumenti di digitalizzazione sanitaria.I l terzo Fad, che sarà disponibile sul sito Tech2Doc da luglio, sarà dedicata alla regolamentazione e ai modelli di accesso.Infine, per agosto, è fissato il rilascio dell’ultimo corso che presenterà un approfondimento sulle applicazioni specifiche della salute digitale.

ANNULLATO INCONTRO ECM OMCEO FC DI SABATO 20/05/2023 RADIOPROTEZIONE

Si informano gli iscritti che in considerazione delle criticità presenti sul territorio della provincia di Forlì-Cesena e delle conseguenti difficoltà di percorribilità delle vie di comunicazione a causa delle perduranti avverse condizioni metereologiche l’incontro avente per titolo

RADIOPROTEZIONE Decreto legislativo 101/2020: dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

alle recenti sentenze, le implicazioni sulla professione”

previsto per Sabato 20 maggio p.v. è stato ANNULLATO E RINVIATO A DATA DA DESTINARSI.

Covid: «È boom disinfettanti ma fanno male alla salute»

(da Fimmg.org)    È boom di prodotti disinfettanti nelle scuole, a casa, nei luoghi di lavoro. È uno degli effetti del contrasto al Covid, che può procurarci altri danni alla salute. Gli scienziati del ‘Green Science Policy Institute’, in un articolo appena pubblicato sulla rivista ‘Environmental Science & Technology’ invitano infatti alla cautela nell’utilizzo di questi prodotti perché alcuni possono avere effetti collaterali sulla salute anche gravi come dermatiti, asma e infertilità. In una revisione critica, i ricercatori descrivono in particolare i composti di ammonio quaternario (QAC) molto diffusi in diversi prodotti.

“La nostra revisione scientifica suggerisce che la disinfezione con queste sostanze chimiche in molti casi è inutile o addirittura dannosa. Raccomandiamo una pulizia regolare con acqua e sapone e la disinfezione solo se necessario con prodotti più sicuri”, ha affermato Courtney Carignan, coautrice e assistente professore presso la Michigan State University. I ricercatori avvertono che diversi studi sull’uomo hanno trovato associazioni tra QAC e asma, dermatite e infiammazioni. Gli studi sugli animali da laboratorio sollevano anche preoccupazioni sui potenziali collegamenti con infertilità, difetti alla nascita e altro. Inoltre, ci sono state prove risalenti già agli anni Cinquanta che i QAC contribuiscono alla resistenza antimicrobica, rendendo alcune specie di batteri resistenti sia ai QAC stessi che agli antibiotici critici. I QAC sono sempre più utilizzati in soluzioni disinfettanti, salviette, disinfettanti per le mani, spray e nebulizzatori e vengono incorporati anche in prodotti per la cura personale, tessuti, vernici, strumenti medici e altro ancora. Dalla pandemia, i livelli di queste sostanze chimiche nell’ambiente e nei nostri corpi sono aumentati. Uno dei QAC più comuni è il cloruro di benzalconio, ma altri possono essere identificati sulle etichette degli ingredienti con nomi che terminano con “cloruro di ammonio” o simili.

I ricercatori avvertono che molti QAC non sono regolamentati, né sono stati sottoposti a test completi per i rischi per la salute. Per questi motivi, gli esperti raccomandano di limitare l’uso di prodotti disinfettati solo in casi strettamente necessari. Ad esempio, nella maggior parte dei casi, la disinfezione con QAC spesso non ha alcun vantaggio rispetto alla pulizia con semplice acqua e sapone, dicono i ricercatori. Inoltre, gli scienziati chiedono una divulgazione completa dei QAC in tutti i prodotti e il monitoraggio attento dei loro livelli nelle persone e nell’ambiente.

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