Terapia intensiva, documento Fnomceo-Siaarti per consentire trattamenti in condizioni eccezionali

(da Doctor33)    Durante la prima fase della pandemia di Covid-19 i medici si sono trovati a dover scegliere quali pazienti ammettere in Terapia Intensiva. Problema che rischia di succedere di nuovo. Né il medico né la persona malata devono essere lasciati soli. Da questi assunti si è reso necessario un documento congiunto elaborato dalla Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, e dalla Siaarti, la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, per stabilire dei criteri, coerenti con i principi etici e con quelli professionali, che possano supportare il medico, qualora si trovi di fronte a scelte tragiche, dovute allo squilibrio tra necessità e risorse disponibili. E che possano garantire comunque al paziente i suoi diritti: dargli la certezza che non sarà abbandonato, ma sarà preso in carico con gli strumenti possibili, appropriati e proporzionati. Il documento è stato recepito dal Comitato Centrale – l’organo di governo – della Fnomceo. «La pandemia da SARS-COV-2 ha portato a un costante aumento del numero di pazienti con necessità di un supporto vitale respiratorio prolungato per insufficienza respiratoria acuta da polmonite interstiziale – scrivono Fnomceo e Siaarti nel Documento congiunto oggi approvato -. Infatti, nonostante le misure adottate per garantire a chiunque un trattamento adeguato (aumento massimale di tutte le risorse intensive e creazione di reti per il trasferimento inter-ospedaliero di pazienti), nelle aree più colpite si è reso necessario procedere a una allocazione delle risorse attraverso criteri di triage basati sul principio etico di giustizia distributiva».

«I criteri d’accesso ai trattamenti intensivi e sub-intensivi che si basano prioritariamente su principi di appropriatezza clinica e proporzionalità delle cure verso il singolo paziente, devono rispondere anche ad esigenze di giustizia distributiva e di equa allocazione delle risorse sanitarie disponibili – premettono ancora i medici -.L’accesso alle cure, indipendentemente dalle risorse e dalla garanzia dell’appropriatezza clinica, deve fondarsi sul ragionamento che è alla base del giudizio clinico, sulla proporzionalità e sulla adeguatezza delle cure secondo il Codice deontologico, in relazione al bilancio fra costi/benefici di ogni pratica clinica, commisurata agli esiti prevedibili di salute». Nelle situazioni emergenziali «il medico finalizza l’uso ottimale delle risorse alla salvaguardia della sicurezza, dell’efficacia e dell’umanizzazione delle cure evitando ogni discriminazione. Il medico deve altresì espletare ogni azione possibile per ottenere le necessarie risorse aggiuntive soprattutto in relazione ai trattamenti intensivi e sub intensivi – puntualizzano – Nel caso in cui lo squilibrio tra necessità e risorse disponibili persista, è data precedenza per l’accesso ai trattamenti intensivi a chi potrà ottenere grazie ad essi un concreto, accettabile e duraturo beneficio. A tale fine si applicano criteri rigorosi, espliciti, concorrenti e integrati, valutati sempre caso per caso, quali: la gravità del quadro clinico, le comorbilità, lo stato funzionale pregresso, l’impatto sulla persona dei potenziali effetti collaterali delle cure intensive, la conoscenza di espressioni di volontà precedenti nonché la stessa età biologica, la quale non può mai assumere carattere prevalente».

Il segretario della Fnomceo Roberto Monaco spiga: «Prima di ogni altra considerazione, dunque, dobbiamo fare di tutto perché il medico non sia costretto a queste scelte – continua – Dobbiamo aumentare i posti letto, i respiratori; dobbiamo aumentare il personale per gestirli, partendo dalla formazione. Se poi scelta deve esserci, abbiamo fatto in modo che non sia una scelta dettata dal momento ma condivisa, supportata dai principi del Codice deontologico, della Costituzione, e rispettosa del malato e della Professione medica. Il Codice Deontologico, infatti, è il faro che i professionisti seguono sempre, nel mare calmo come nella tempesta. E non è statico, ma dinamico, materia viva, così da poter accendere la sua luce laddove ce ne sia bisogno». La presidente Siaarti Flavia Petrini puntualizza: «Ci siamo impegnati per rendere espliciti e trasparenti i nostri processi decisionali, ancorando le nostre decisioni a solidi criteri di appropriatezza clinica e a principi etici ampiamente condivisi. Come peraltro affermato congiuntamente nel documento Fnomceo – Siaarti, auspichiamo, che attraverso una adeguata e rapida modifica del Codice di Deontologia, che riteniamo ormai inderogabile, si realizzi quanto prima quel concreto e utile supporto necessario ad affrontare, con le adeguate garanzie, il difficile compito che siamo chiamati di nuovo ad affrontare».

Mmg a rischio di implosione

(da M.D.Digital)   Potenziali infetti da testare, isolamenti da gestire, campagna vaccinale antinfluenzale e un rapporto con un sistema territoriale che continua a mostrare i propri limiti in moltissime realtà del nostro Paese stanno mettendo a dura prova la resistenza dei medici di famiglia. A testimoniarlo sono le continue denuncie che si levano da Nord a Sud del nostro Paese. Di recente la Fimmg di Pisa, in una nota stampa ha sottolineato l’insostenibile situazione determinatasi a seguito dell’aumento esponenziale dei contagi e delle procedure connesse.  “I medici di famiglia, in collaborazione con la continuità assistenziale e con le Usca, stanno operando oltre ogni limite per fronteggiare sul territorio l’emergenza sanitaria. Oltre a tutte le abituali patologie – precisa la nota –  i medici del territorio stanno curando casi di Covid-19 in numero dieci volte superiore a quelli ricoverati. Questo sforzo straordinario mantiene in vita la rete ospedaliera, ma non può sopportare anche il peso di richieste incongrue che causano perdite di tempo ed inutili discussioni”.

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Tamponi, Mmg obbligati e senza standard di sicurezza. Le ragioni di chi dice no

(da Doctor33)    Non ci saranno firme tecniche sull’accordo dei tamponi. Anche se ai sindacati il no dovesse costare l’esclusione da tutte le trattative regionali. Angelo Testa, presidente Snami spiega che «sulla volontarietà abbiamo mantenuto ferma la nostra pregiudiziale. Non eÌ possibile che ci sia una costrizione mentre il comparto vive un aumento esponenziale dei carichi di lavoro e la maggior parte degli studi è inidonea all’effettuazione di una prestazione laboratoristica a rischio». Salvatore Santacroce tesoriere Snami parte dall’esclusione dei sindacati del “no” dai tavoli per gli accordi regionali che indicheranno chi deve vaccinare e chi può. «È incostituzionale, sancisce la dittatura assoluta della Fimmg e la impugneremo».    

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Tamponi da Mmg, Fimmg e Intesa sindacale dicono sì. Accordi validi per tutti. Ecco quali sono

(da Doctor33)   I medici di famiglia eseguiranno i tamponi sui pazienti sospetti Covid, obbligati se hanno camici, guanti, visiere e mascherine. Saranno pagati 12 euro negli uffici del distretto o comunque se agiscono fuori dai propri studi, 18 se nel proprio studio. Si sbloccheranno intanto i fondi per fare diagnosi in studio. L’accordo è stato firmato prima da Fimmg e poi da Intesa sindacale (che raggruppa Cisl Medici, Fismu e Sumai) e a questo punto rappresenta quasi il 70% delle 37 mila deleghe di medici di famiglia iscritti a sindacati. Non hanno firmato Snami e Smi che, per come è congegnato il testo dell’intesa, rischiano di non essere ammessi alle trattative regionali preposte a valutare le modalità dell’esecuzione dei tamponi e della consegna degli apparecchi diagnostici.

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Ciascun componente dell’équipe medica attua un controllo sull’operato e sugli errori degli altri

(da Doctor33)     L’obbligo di diligenza che grava su ciascun componente dell’équipe medica concerne non solo le specifiche mansioni a lui affidate, ma anche il controllo sull’operato e sugli errori altrui che siano evidenti e non settoriali, sicché rientra tra gli obblighi di ogni singolo componente di una équipe chirurgica, sia esso in posizione sovra o sotto-ordinata, anche quello di prendere visione, prima dell’operazione, della cartella clinica contenente tutti i dati per verificare la necessità di adottare particolari precauzioni imposte dalla specifica condizione del paziente ed eventualmente segnalare, anche senza particolari formalità, il suo motivato dissenso rispetto alle scelte chirurgiche effettuate e alla scelta stessa di procedere all’operazione, potendo solo in tali casi esimersi dalla concorrente responsabilità di membri dell’equipe nell’inadempimento della prestazione sanitaria.  (Avv. Jacopo Grassini – www.dirittosanitario.net)

Il bonus bebè Enpam diventa più grande

(da enpam.it)  Attesa finita per le tutele extra dell’Enpam dedicate ai neogenitori.

Con l’arrivo dell’autunno la Fondazione infatti riapre la possibilità di chiedere il bonus bebè, l’assegno di 1.500 euro per coprire le spese di nido e babysitting nel primo anno di vita del bambino o dell’ingresso del minore in famiglia, in caso di adozione e affidamento.   Le cicogne potranno contare su una dotazione economica più ampia rispetto agli anni passati. Il bando del 2020 infatti ricopre un arco temporale più lungo (i nati nel corso di 23 mesi contro i 17 dei precedenti bandi), dopo un’attesa causata dalla necessità di questi mesi di fare fronte all’emergenza Covid-19.  Il bonus potrà essere chiesto per i bambini nati dal primo gennaio 2019 fino alla chiusura delle domande, stabilita per le 12 del 30 novembre 2020. I nati oltre questo termine verranno ricompresi nel bando del 2021.  N.B.  Il bonus potrà essere chiesto per i bambini nati dal 1° gennaio 2019 fino al 30 novembre 2020

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