Deprescrizione e riconciliazione terapeutica, al via il primo ambulatorio a Torino

(da M.D.Digital)   Dopo i primi esperimenti in Emilia-Romagna e Toscana sbarca anche in Piemonte la “deprescrizione”, ossia la revisione critica dei trattamenti farmacologici seguiti da anziani e cronici per sfoltire la lista dei medicinali assunti. Il merito va all’Asl 3 di Torino, che nella Casa della salute di Torre Pellice ha aperto il primo ambulatorio per la Deprescrizione e riconciliazione terapeutica (Dert). Inaugurato di recente sulla base di un progetto-pilota proposto dai medici di famiglia che operano nella struttura, il Dert accoglie i pazienti inviati dai loro curanti per rivalutare le terapie in corso e migliorare l’aderenza terapeutica.

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Medici con dolore muscolo-scheletrico

(da Univadis)  In base a una recente metanalisi pubblicata su JAMA, quasi il 60% di 5828 medici con un’età media di 46 anni  hanno segnalato dolore muscolo-scheletrico e il 12% ha fatto ricorso a giorni di assenza dal lavoro, limitazioni sul lavoro o pensionamento anticipato a causa del dolore. Queste percentuali inseriscono i professionisti sanitari nella stessa categoria degli operai edili e altri lavoratori ad alto rischio in termini di disturbi muscolo-scheletrici associati al lavoro.

(Epstein S, et al. JAMA Surg. 27 dic 2017 [Pubblicazione online prima della stampa]. doi:

10.1001/jamasurg.2017.4947.  https://jamanetwork.com/journals/jamasurgery/article-abstract/2666200 )

Salute: boom di disturbi all’udito, la metà si possono prevenire

(da AGI)  In parte è colpa degli stili di vita, come l’abitudine ad ascoltare la musica ad alto volume nelle cuffie. In parte è perché si ha la tendenza a trascurare i primi campanelli d’allarme. Fatto sta che le persone con problemi all’udito sono sempre più numerose nel mondo, e l’Italia non fa eccezione. Con conseguenze pesanti per qualità della vita. Per questo il 3 marzo si è celebrata  la Giornata mondiale dell’udito, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. Lo slogan di quest’anno è “Controlla il tuo udito”, un messaggio che intende richiamare l’attenzione sull’importanza di identificare precocemente un’eventuale perdita dell’udito e intervenire in tempi brevi. Molte sono infatti le persone che vivono con un abbassamento dell’udito non identificato mentre controllarsi è il primo passo per affrontare il problema. Secondo l’Oms oltre il 5 per cento della popolazione mondiale, circa 466 milioni di persone, ha una riduzione dell’udito che incide sulla qualità della vita. Le stime indicano che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone (ovvero 1 su 10) avrà una perdita uditiva disabilitante. Nel nostro Paese, in particolare, si stima che una persona su 10 abbia problemi d’udito. Il 37 per cento dei soggetti con problemi ha più di 74 anni d’età. Ma sono aumentati i casi di ipoacusia nei giovani fra i 15 e i 24 anni: si è passati dal 3 per cento del 2012 al 4,2 per cento del 2015. Si stima che ben 5 milioni di italiani con ipoacusia non utilizzino un apparecchio acustico, condizione che puo’ far aumentare del 28 per cento il rischio di non riuscire a svolgere le attività quotidiane più semplici oltre che esporre al rischio di perdita di autonomia e indipendenza. Inoltre, il mancato uso di protesi acustiche come soluzione all’ipoacusia accresce la probabilità di demenza (+21 per cento) e, negli uomini, di depressione (+43 per cento). La buona notizia è che, secondo l’Oms, la metà di tutti i casi di ipoacusia può essere prevenuta, attraverso misure di sanità pubblica. In primis, si sottolinea l’importanza di controllare di tanto in tanto l’udito, specialmente le persone più a rischio, come gli adulti sopra i 50 anni, quelli che lavorano in luoghi rumorosi, quelli che ascoltano musica ad alto volume per lunghi periodi di tempo e quelli che hanno già problemi all’orecchio. Inoltre, l’Oms raccomanda che i servizi per l’identificazione e l’intervento precoce su patologie all’orecchio vengano essere resi disponibili attraverso il sistema sanitario.

Concorso Letterario 2019

Nella seduta del 18 dicembre u.s. il Consiglio Direttivo del nostro Ordine ha deliberato di bandire per il 2019 la quarta edizione del Concorso Letterario tra tutti gli iscritti. Anche quest’anno si potrà concorrere per due categorie, prosa (racconti brevi) e poesia (una sola poesia a tema libero). Ogni nostro iscritto potrà presentare lavori sia per la prosa che per la poesia. Gli elaborati dei concorrenti devono essere consegnati alla nostra segreteria entro il 14 Giugno 2019.

 

Modulo di partecipazione

Regolamento

La Spagna scalza l’Italia e diventa il Paese più sano al mondo.

Ecco il nuovo Healthiest Country Index 2019 di Bloomberg. La classifica è basata su una serie di indicatori di salute come l’aspettativa di vita, coperture vaccinali, mortalità neonatale, fattori di rischio come fumo e obesità ma anche fattori ambientali come l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari. Rispetto all’edizione 2017 il nostro Paese perde il primato a favore degli iberici e scende al secondo posto. In ogni caso la dieta mediterranea rimane il ‘segreto’ per una nazione sana.  Leggi la notizia completa e la graduatoria al LINK

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=71299&fr=n

Depressione e ansia. I medici ne soffrono più degli altri

(da Quotidiano Sanità e Reuters Health)   Interventi mirati sui medici sono moderatamente efficaci per ridurre i sintomi di depressione, ansia e suicidio. È quanto emerge da una revisione sistematica e una meta-analisi pubblicate online su ‘The Lancet Psychiatry’. Rispetto alla popolazione generale e ad altri gruppi professionali, i medici hanno una maggiore prevalenza di depressione, ansia e pensieri suicidi.

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Malati cronici, in Francia attività fisica in ricetta contro nuovi ricoveri

(da Doctor33)   Prescrivere l’attività fisica sistematicamente alle persone con malattie croniche, come un vero e proprio farmaco, per evitare le ri-ospedalizzazioni. Esercizi fisici differenti per le diverse patologie e ‘dose’ minima necessaria uguale per tutti: almeno 3 volte a settimana per raggiungere l’obiettivo. E’ la sintesi delle raccomandazioni per medici e pazienti elaborate in Francia dagli esperti dell’Istituto nazionale per la ricerca (Inserm). Gli esperti francesi hanno messo a punto consigli diversificati per le diverse problematiche. Eccone alcuni:   Obesità: l’obiettivo è ridurre il girovita, serve dunque un programma di esercizi di resistenza. Nel diabete di tipo 2 servono esercizi per potenziare i muscoli, uniti a esercizi di resistenza di intensità medio-forte. Per l’insufficienza cardiaca sono consigliati 30 minuti di attività moderata 5 volte la settimana. E ancora. Ictus: è necessaria un’attività fisica regolare da integrare anche nei gesti quotidiani per ridurre l’impatto le conseguenze neuromuscolari. Bpco: esercizi di resistenza e potenziamento muscolare, utile in particolare nuoto e Tai Chi. Depressione: programma di resistenza e potenziamento muscolare almeno 3 volte a settimana per prevenire le recidive e ridurre i sintomi.

Le protesi ad anca e ginocchio resistono per 25 anni

(da DottNet)   La maggior parte delle protesi all’anca e al ginocchio durano 25 anni, più di quanto pensino gli esperti. Lo afferma uno studio coordinato dall’università di Bristol pubblicato dalla rivista ‘Lancet’, basato sui dati di oltre 500mila protesi impiantate in sei paesi. I ricercatori hanno analizzato i numeri dei registri di Australia, Finlandia, Danimarca, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia. Per quanto riguarda le sostituzioni d’anca l’89% del campione dura 15 anni, il 70% dura 20 anni e il 58% 25 anni. Per quanto riguarda la sostituzione totale del ginocchio nel 93% dei casi la protesi è durata 15 anni, mentre nell’82% almeno 25 anni; mentre per quella parziale le cifre sono leggermente più basse, con il 77% che è durato 15 anni e il 70% 25 anni.   “Dato il miglioramento nella tecnologia e nelle tecniche di impianto negli ultimi 25 anni – sottolinea alla Bbc Jonathan Evans, uno degli autori – ci aspettiamo che le protesi impiantate oggi possano durare anche di più”.  Questi interventi sono tra i più frequenti eseguiti negli ospedali occidentali, sottolineano gli autori, molto spesso in persone con più di 60 anni. Secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità in Italia ogni anno si eseguono circa 100mila interventi di inserimenti di protesi all’anca e 70mila al ginocchio.

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