La terapia dell’osteoporosi trascura il sesso maschile

(da M.D.Digital)   Le donne anziane hanno una probabilità tre volte maggiore di essere trattate per l’osteoporosi rispetto agli uomini. Il problema è particolarmente evidente negli uomini di età superiore agli 80 anni, la maggior parte dei quali soddisferebbe i criteri di trattamento. Lo rivela una ricerca pubblicata sul Journal of Investigative Medicine. Si stima che siano circa 10 milioni le persone con osteoporosi e ogni anno si verificano 2 milioni di fratture, con un costo di 19 milioni di dollari (i dati si riferiscono agli Usa). E si prevede che, con il progressivo invecchiamento della popolazione, queste cifre saliranno a 3 milioni di fratture al costo di 25 milioni di dollari entro il 2025.  L’osteoporosi maschile rappresenta un grave problema di salute poiché nell’uomo i loro rischi di morte e di malattia dopo una frattura dell’anca sono più alti rispetto a quelli che si osservano delle donne.   

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L’uso del computer come causa di cervicalgia

(da fimmg.org)   Chi è seduto al computer sporge la testa in avanti per guardare più da vicino lo schermo, ma questa posizione apparentemente innocua contrae la muscolatura del collo e può portare a stanchezza, cefalea, scarsa concentrazione, aumento della tensione e della contrattura muscolare e può limitare i movimenti del capo. “Quando la postura è alta ed eretta, i muscoli della schiena possono sostenere facilmente il peso della testa e del collo, più di 5 kg”, spiega Erik Peper dell’Università di San Francisco.

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Statine per i pazienti anziani? Nessun beneficio. I risultati di una nuova ricerca

(da univadis)  Prescrivere statine a pazienti over 75 senza malattie vascolari in atto, quindi in prevenzione primaria, solo a fronte di valori elevato di colesterolo ematico, non ha fatto riscontrare alcun beneficio apprezzabile rispetto alla riduzione di eventi cardiovascolari. Sono questi i risultati di una vasta meta-analisi eseguita negli USA    (Statins for Older Patients?  Allan S. Brett, MD reviewing Cholesterol Treatment Trialists’ Collaboration. Lancet 2019 Feb

https://www.jwatch.org/na48466/2019/02/14/statins-older-patients?ijkey=JLulNRKsZ

Nuova norma sulla pubblicità. Per l’avvocato questi i messaggi leciti e quelli da evitare

(da Odontoiatria33)    Dall’1 gennaio 2019 sono entrate in vigore le nuove norme in materia di pubblicità dei servizi sanitari contenute ai commi 525 e 536 dell’art. 1 della Legge 30 dicembre 2018 n. 145 (Legge di Bilancio 2019). Più precisamente il comma 525 si occupa dei contenuti della pubblicità, mentre il comma 536 delle modalità di controllo.   Il comma 525 così stabilisce:

“Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie di cui al capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, comprese le società di cui all’articolo 1, comma 153, della legge 4 agosto 2017, n. 124, possono contenere unicamente le informazioni di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria”. 

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Medicina di Genere: numero speciale di ‘The Lancet’

come segnalato da “Quotidiano sanità” questa settimana, ‘The Lancet’ si è dedicato alla questione della promozione dell’uguaglianza di genere nella scienza, nella medicina e nella salute globale. La raccolta di documenti evidenzia che l’equità di genere nella scienza non è solo una questione di giustizia e diritti, ma è fondamentale per produrre la ricerca migliore e più efficace per la salute degli individui  Il numero completo di “The Lancet” è al LINK

https://www.thelancet.com/journals/lancet/issue/vol393no10171/PIIS0140-6736(19)X0006-9

Il Matrimonio fa bene al cuore

(da Univadis)  Una nuova ricerca pubblicata dal ‘Journal of the American Heart Association’ indica che le persone non sposate ad alto rischio o con nota malattia coronarica presentano un rischio più alto del 45% di decesso CV e un rischio più alto del 52% di decesso CV o infarto miocardico rispetto alle persone spostate. Gli esiti CV avversi sono risultati più elevati in tutti i sottogruppi non sposati (vedovi, divorziati/separati e mai sposati) in seguito all’aggiustamento per vari fattori di rischio clinici e demografici.   (Schultz WM, et al. J Am Heart Assoc. 2017;6:e005890. 

http://annals.org/aim/article-abstract/2706169/statins-multiple-noncardiovascular-outcomes-umbrella-review-meta-analyses-observational-studies?doi=10.7326%2fM18-0808 )

Choosing Wisely, arriva la nuova App per scegliere con consapevolezza

(da Doctor33)   Verrà presentata giovedì 21 febbraio presso l’Istituto Mario negri di Milano la nuova App ‘Choosing Wisely Italy’, che raccoglie le raccomandazioni delle Società Scientifiche e delle Associazioni Professionali Italiane che aderiscono al progetto “Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy”. L’incontro, a cui parteciperà anche Primiano Iannone, Responsabile del Centro nazionale per l’eccellenza clinica, la qualità e la sicurezza delle cure, è riservato ai referenti delle Società Scientifiche che aderiscono al progetto Choosing Wisely Italy, agli studenti in medicina e agli specializzandi che partecipano alla Rete Choosing Wisely Giovani e ai soci di Slow Medicine.
Il progetto è promosso da Slow Medicine, con l’obiettivo di favorire il dialogo fra paziente e professionisti in materia di esami diagnostici, trattamenti e procedure, per permettere una scelta consapevole. Hanno già preso parte all’iniziativa più di 40 tra associazioni e società scientifiche di medici, farmacisti, biologi, infermieri e fisioterapisti, che hanno contribuito alla stesura di 230 raccomandazioni.
L’App sarà divisa in due sezioni: una destinata ai professionisti, contenente le raccomandazioni di CW Italy, e una per il cittadino, che raccogli le schede di Altroconsumo. Le raccomandazioni, disponibili sia in italiano che in inglese, riguardano esami diagnostici e procedure comunemente utilizzate che, secondo le conoscenze Ebm, non apportano benefici significati al paziente. La conoscenza e l’informazione in merito alla reale efficacia delle procedure potrà portane a una scelta consapevole del trattamento migliore.

Pensioni medici, novità per il riscatto agevolato. Ecco le indicazioni per i medici

(da Doctor33)   Da quest’anno c’è una nuova arma in più per i quarantenni contribuenti Inps: riscattare il periodo di laurea. Basta pagare 5240 euro per ogni anno di università e si conquista non solo maggiore anzianità, ma qualche soldino nel monte contributi. Lo prevede l’ultima versione del decreto legge 4/19 che il parlamento deve convertire in legge a fine marzo. Tuttavia, i medici -interessati a contribuire in ambito Inps solo se dipendenti del servizio sanitario o del privato – a conti fatti potrebbero trarre maggior giovamento dal riscatto della laurea in Enpam, che gli costa meno, o gli dà di più, e in certi casi offre entrambi i vantaggi.

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Colpa medica, prima riscontrare l’esistenza di un nesso eziologico

(da Doctor33)   Deve ritenersi necessario scindere il momento della verifica della relazione eziologica tra la condotta e l’evento, da un lato, e la verifica dell’evitabilità del fatto lesivo e/o dell’inadempimento ad opera della condotta diligente o perita esigibile nella data situazione concreta. In altre parole, solo dopo aver riscontrato l’esistenza di un nesso eziologico deve essere affrontato il tema della esistenza della colpa.    È necessario preliminarmente, dunque, secondo i principi generali di cui all’art. 2697 cod. civ., che il paziente dimostri il nesso di causalità tra l’evento lesivo della sua salute e la condotta del medico, dovendosi dimostrare che il peggioramento delle condizioni di salute è connesso causalmente al comportamento del medico. Solo successivamente all’accertamento del nesso eziologico tra l’evento dannoso e la prestazione sanitaria, andrà valutato il profilo soggettivo della sussistenza di una condotta colposa o dolosa in capo al convenuto. (Avv. Ennio Grassini –www.diritttosanitario.net)

Pubblicato in G.U. il Decreto Semplificazioni. Per tutti, fatture sanitarie ai cittadini solo in formato cartaceo

(da Odontoiatria33)    Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta ieri 12 febbraio del Decreto Semplificazioni, le norme in tema di fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie rivolte ai cittadini diventano pienamente operative.   Il provvedimento prevede il divieto di emettere e-fattura per chiunque -quindi non solo per i soggetti obbligati a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria- emetta fatture di prestazioni sanitarie nei conforti delle persone fisiche.  Il divieto di inviare la fattura elettronica con i dati sanitari dei cittadini allo SDI, era stato richiesto dal Garante della privacy proprio all’Agenzia delle Entrate. In un primo momento il divieto di mettere fattura elettronica era stato previsto solo per i soggetti obbligati all’invio dei dati al STS (tra cui i dentisti), ora con la pubblicazione del Decreto Semplificazioni il divieto viene esteso a tutti gli esercenti di professioni sanitarie o arti sanitarie che emettono fattura direttamente ai cittadini

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