Long Covid pediatrico: può durare anche tre anni e impedire la ripresa della vita normale

(da fimmg.org)   È il lavoro di follow-up più lungo mai effettuato finora in età pediatrica sulle conseguenze dell”infezione da SARS CoV-2 nella popolazione pediatrica ed ha prodotto una serie di risultati importanti, su più fronti. Condotto su circa 1.300 pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni, seguiti presso l”Ambulatorio del Post-Covid pediatrico del Gemelli, lo studio, pubblicato su ‘eClinical Medicine’, rivista parte di The Lancet Discovery Science, si è focalizzato sui casi di Long Covid pediatrico, comparsi dopo la prima infezione o dopo le reinfezioni e sulla loro durata. Obiettivo del lavoro era descrivere le caratteristiche del Long Covid nei pazienti in età pediatrica, di valutare la presenza di fattori in grado di predire il rischio di sviluppare Long Covid e di valutare il ruolo del vaccino nel prevenire il Long Covid, il rischio di reinfezioni o la comparsa di malattie autoimmuni.

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I telefoni cellulari non sono collegati al cancro al cervello

(da DottNet)      I telefoni cellulari non sono collegati ai tumori al cervello e alla testa, anche se utilizzati a lungo o nel corso di molti anni. Lo ribadisce una revisione completa dei dati disponibili, commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e pubblicata sulla rivista ‘Environment International’.    I cellulari, come tutto ciò che utilizza la tecnologia wireless, inclusi laptop e tv, emettono radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza, o onde radio. Sulla base di alcuni primi studi che mostravano che poteva esserci una possibile associazione con il cancro al cervello derivante dall’uso di questi telefoni per molte ore, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Oms ha designato i campi a radiofrequenza dei cellulari come un ‘possibile’ rischio di cancro, categoria in cui rientrano centinaia di altri agenti e ben diversa da sostanze ‘certamente’ cancerogene come il fumo.

Da allora sono stati pubblicati molti altri studi di coorte più approfonditi che hanno avuto risultati diversi. In ultimo la nuova revisione sistematica guidata dall’Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency (Arpansa), che ha esaminato oltre 5000 studi, tra cui sono stati identificati i più rigorosi dal punto di vista scientifico. L’analisi finale ha incluso 63 studi osservazionali sugli esseri umani pubblicati tra il 1994 e il 2022, rendendola la revisione più completa finora condotta. “Abbiamo concluso che le prove non mostrano un collegamento tra telefoni cellulari e cancro al cervello o altri tumori alla testa e al collo”, ha affermato l’autore principale, il professore associato Ken Karipidis, vicepresidente della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti.    La revisione non ha trovato infatti alcuna associazione tra l’uso del cellulare e il cancro, nessuna associazione con l’uso prolungato (utilizzo per 10 anni o più) né con la quantità di utilizzo (il tempo trascorso al telefono). Lo dimostra il fatto che “anche se l’uso del cellulare è salito alle stelle, i tassi di tumore al cervello sono rimasti stabili”, ha affermato Karipidis.

Convenzione con DoctorApp per tutti gli iscritti al nostro Ordine

Il Direttivo dell’OMCeO Forlì-Cesena ha raggiunto un accordo di convenzione con la impresa DoctorApp in termini molto interessanti (vedi file allegati) per il servizio di prenotazione e contatto con i nostri assistiti attraverso una app per telefoni cellulari eseguibile anche su PC. Il servizio può sostituire la segreteria fisica o affiancarla, rendendola più efficiente. E’ possibile anche per i professionisti interconnettersi con altri colleghi attraverso il servizio DoctorApp, che è molto flessibile e adattabile alle esigenze individuali. Le configurazione è possibile sia per poliambulatori che per MMG o PLS con studi singoli, nonché per medici o odontoiatri liberi professionisti

Convenzione Doctorapp

Viaggiare mantiene giovani, rafforza lo stato salute

(da DottNet)       Viaggiare, specie per turismo, rallenta l’invecchiamento e rafforza lo stato di salute. Lo indica un nuovo studio australiano, secondo cui la migliore maniera per evitare l’invecchiamento prematuro è viaggiare. La studiosa Fangli Hu dell’Università Edith Cowan di Perth ha applicato al turismo la teoria dell’entropia, definita come degrado della materia e dell’energia nell’universo e ha concluso che il viaggiare può attivare suoi cambiamenti – sia positivi che negativi. “L’invecchiamento è un processo irreversibile ma mentre non può essere fermato, può essere rallentato”, scrive sul sito dell’università stessa.

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