GB: i medici di famiglia prescriveranno di camminare e andare in bicicletta per ottenere benefici per la salute

(da DottNet)   In 11 città, tra cui tre nello Yorkshire, i medici inizieranno a consigliare ai pazienti di camminare e andare in bicicletta per migliorare la loro salute fisica ed emotiva.I 12,7 milioni di sterline stanziati per gli esperimenti di “prescrizione sociale” saranno suddivisi tra Bradford, Doncaster e Leeds. Il programma, finanziato dal governo, mira a ridurre la frequenza delle visite mediche e la dipendenza dai farmaci da prescrizione.    Secondo alcuni medici di base, non c’è abbastanza tempo per curare i pazienti malati e raccomandarli ai nuovi programmi. Secondo il Dipartimento dei Trasporti, l’attuazione dei nuovi piloti del Piano di cambio marcia sarebbe “enormemente utile” per la salute fisica ed emotiva. Trudy Harrison ha affermato che l’aumento degli spostamenti a piedi e in bicicletta “alleggerirà la pressione sul nostro Servizio sanitario nazionale” e “migliorerà la qualità dell’aria e allevierà il sovraffollamento”.

Quali sono le prove?    L’NHS e Sport England stanno collaborando con il governo per creare progetti pilota. Oltre ad aumentare i gruppi di cammino per l’esercizio fisico e la salute mentale, offrono corsi di ciclismo per adulti per tutti i livelli di abilità. Il noleggio gratuito delle biciclette sarà accessibile. Anche gli utenti di sedie a rotelle e ausili per la mobilità ne trarranno vantaggio. Le prove sono in corso a Doncaster, Nottingham, Suffolk, Leeds, Plymouth, Bradford, Gateshead, Cornovaglia, Cumbria e NE Somerset fino al 2025. Nel 2020 i ministri hanno previsto che due terzi degli adulti britannici fossero in sovrappeso e una ricerca di Public Health England ha rivelato che l’obesità aumenta il rischio di malattie o addirittura di morte a causa del nuovo coronavirus. Sebbene i medici di base concordino sul fatto che il finanziamento dei progetti pilota sia una “notizia meravigliosa”, alcuni sostengono che, poiché l’obesità aumenta il rischio di diabete di tipo 2, cancro, malattie del fegato e dei polmoni, gli ambulatori già sovraccarichi sono sommersi dal lavoro dei piloti.

Covid-19: le mascherine riducono il contagio in maniera considerevole anche se manca la distanza

(da Doctor33)   Un gruppo di ricerca internazionale ha presentato sul 'Journal of the Royal Society Interface' un nuovo modello teorico per valutare meglio i rischi di diffusione di virus come COVID-19, con e senza l'uso della mascherina, e ha rilevato come questo dispositivo di protezione possa effettivamente svolgere una funzione molto importante. «Le attuali raccomandazioni e conoscenze sulla trasmissione delle malattie infettive respiratorie sono spesso basate su un diagramma sviluppato dallo scienziato americano William Firth Wells nel 1934. Ma tale modello è molto semplificato e non tiene conto della vera complessità della trasmissione» spiega Jietuo Wang, dell'Università di Padova, primo nome dello studio.     I ricercatori hanno quindi sviluppato un modello più avanzato per dimostrare che è possibile calcolare in modo più efficiente il rischio diretto di diffondere l'infezione includendo una serie di fattori, come la distanza interpersonale, la temperatura, i livelli di umidità, la carica virale e il tipo di espirazione. Il nuovo modello è stato testato utilizzando i dati di recenti esperimenti sulle emissioni di droplet, ovvero le goccioline di saliva, ed è stato possibile dimostrare come cambia il rischio di diffusione dell'infezione indossando o meno una mascherina. Lo studio ha rivelato, per esempio, che una persona che parla senza mascherina può diffondere goccioline infette a un metro di distanza. Se la stessa persona tossisce, le gocce possono essere sparse fino a tre metri e se starnutisce, la distanza di diffusione può arrivare addirittura fino a sette metri. Ma usando una mascherina, ovviamente a condizione che questa sia indossata correttamente, il rischio di diffondere l'infezione diminuisce in modo significativo, tanto che con una mascherina, chirurgica o ancora meglio FFP2, il rischio di infezione si riduce a tal punto da essere praticamente trascurabile.  E questo avviene anche se ci si trova a solo un metro di distanza da una persona infetta, indipendentemente dalle condizioni ambientali e dal fatto che l'individuo parli, tossisca o starnutisca. Il gruppo di ricerca sta ora lavorando a un nuovo studio volto a esplorare la diffusione nell'aria di COVID-19.(Journal of the Royal Society Interface 2022. Doi: 10.1098/rsif.2021.0819  http://doi.org/10.1098/rsif.2021.0819)

Sanità, Cimo Fesmed: nei programmi elettorali ignorati i problemi di medici e ospedali

(da Doctor33)    Nei programmi elettorali dei partiti in corsa alle elezioni politiche le parole medico e ospedale compaiono «zero» volte o «poco più». È quanto denuncia il sindacato Cimo-Fesmed che ha passato in rassegna le proposte delle forze in campo e, alla luce dell'esito dell'analisi, dà un «giudizio negativo» sui contenuti riguardanti la sanità ospedaliera. «È evidentemente caduto nel vuoto l'appello che la Federazione, un paio di settimane fa, aveva rivolto ai partiti e alle coalizioni», commenta il sindacato che, per voce del presidente Guido Quici esprime «amarezza, delusione e rabbia». Il sindacato dei medici aveva chiesto di inserire nei programmi elettorali «proposte concrete e realistiche» in grado di superare i problemi del Servizio sanitario nazionale. Invece, spiega Cimo-Fesmed, «i capitoli dedicati alla tutela della salute risultano in buona parte superficiali, demagogici e talmente inconsistenti da risultare irrealizzabili. Nessun cenno alla necessità di aumentare i posti letto, i Livelli essenziali di assistenza (Lea) non vengono mai citati, nessuna soluzione alla crisi dei Pronto soccorso (se non la promessa di 'incentivi' da parte del Movimento 5 Stelle), qualche impegno ad abbattere le liste d'attesa ma senza prevedere soluzioni innovative che possano realmente superare un problema grave che il Paese si trascina da anni», elencano i rappresentanti dei camici bianchi.

Così come risulta essere «pari quasi a zero», segnala il sindacato, «lo spazio riservato a medici e ospedali, senza alcun cenno alle condizioni di lavoro massacranti per tutto il personale sanitario». Cimo-Fesmed ha guardato nei programmi elettorali dei vari partiti partendo dalla ricerca di alcune parole chiave. «Per capire quanto la cosiddetta 'questione medica' e la sanità ospedaliera siano ignorate da chi si contende il prossimo governo del Paese - spiega il sindacato - la parola ospedale/ospedali è del tutto assente dai programmi di centrodestra, Pd e M5S; compare invece una volta nel programma di Azione-Italia Viva (che intende 'assicurare un continuum assistenziale tra casa del paziente, territorio, ospedale e viceversa') e 3 volte nel programma di Europa Verde e Sinistra Italiana (che vorrebbe superare 'il vecchio modello centrato sull'attesa e sull'ospedale' e affiancare chi combatte 'apparati burocratici incancreniti o complici del malaffare' come fatto all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli)».

La parola medico/medici, continua il sindacato, invece «non compare mai nei programmi di centrodestra e Movimento 5 Stelle; è presente 2 volte nel programma del Pd (nella premessa in cui si ricorda 'l'abnegazione di tanti medici, infermieri e operatori sanitari' durante la pandemia e nella promessa di 'incentivare la presenza sul territorio dei Medici di medicina generale e degli infermieri di comunità'); ricorre 2 volte nel programma di Azione-Italia Viva (che cita i 'medici di laboratorio' e i 'medici di Medicina generale' rispettivamente nei progetti di revisione della Medicina generale e di contrasto alla mancata aderenza ai piani terapeutici); e infine 5 volte nel programma di Europa Verde e Sinistra Italiana (che propone il 'superamento delle convenzioni nazionali dei medici di famiglia', 'l'introduzione di medici sentinella per l'ambiente' e 'la piena attuazione della Legge 194 anche attraverso normative che consentano solo a personale infermieristico e medico non obiettore di partecipare ai concorsi pubblici')». «Pensavamo che la pandemia avesse finalmente acceso i riflettori sulle criticità dell'ospedalità pubblica e che fosse finalmente giunto il momento di invertire la rotta - conclude Quici che è a capo della Federazione a cui aderiscono Anpo-Ascoti, Cimo, Cimop e Fesmed, ed è vicepresidente Cida (Confederazione italiana dei dirigenti ed alte professionalità) - Invece era solo una momentanea illusione, scandita da elogi, riconoscimenti e applausi rimasti gesti senza conseguenze. Ne prendiamo atto».

Obesità infantile, cibo spazzatura dilaga sui social

(da DottNet)   Le grandi marche internazionali di cibi e bevande, tra le cause dell'obesità infantile, 'seducono' gli utenti di social media su TikTok perché diventino per loro ambasciatori tipo influencer. Il social ha più di 7 milioni di utenti in Australia ed era prevedibile che cercassero di sfruttare il mercato emergente di under 18. Una nuova ricerca australiana ha esaminato la presenza su TikTok di 16 marchi alimentari e i risultati suggeriscono che queste puntano sui giovanissimi, usando tattiche pubblicitarie 'insidiose'.  Attraverso l'analisi di oltre 500 video, i ricercatori della Deakin University di Canberra hanno constatato che le compagnie cercano di influenzare gli utenti, spesso attraverso 'sfide', che mettano in mostra i loro prodotti. Un esempio è la campagna globale condivisa miliardi di volte, in cui le star del calcio Lionel Messi e Paul Pogba palleggiano mentre si passano al volo barattoli di Pepsi, incoraggiano i follower a creare e a diffondere video simili. Sul suo sito web, il social media ha sottolineato che ha attratto "centinaia di migliaia di giovani".  Situazione analoga negli Usa, dove gli utenti di Tik Tok erano incoraggiati a imparare una danza per poi eseguirla dentro un ristorante Burger King e condividerla online, per ottenre in cambio un hamburger per un dollaro. La responsabile dello studio Kathryn Backholer, dell'Institute for Health Transformation dell'università stessa, descrive le campagne come "una strategia incredibilmente insidiosa, con gravi conseguenze per la crescente obesità tra i giovanissimi". Le cifre dell'Australian Bureau of Statistics indicano che il 67% degli adulti sono già o quasi in sovrappeso. Se la tendenza continuerà, entro il 2030 potrà essere in sovrappeso la gran maggioranza degli adulti. I sostenitori della salute pubblica chiedono da tempo che la pubblicità del cibo spazzatura sia proibita in Tv durante le ore di visione dei bambini, una misura promossa dai Verdi da almeno 15 anni, finora senza successo. La National Obesity Strategy, sostenuta dal governo federale, indica l'imposizione di un giro di vite sulla pubblicità del junk food, come un importante passo avanti per ridurre l'obesità infantile.

Covid-19, anche i pazienti lievi hanno sintomi neurologici a distanza

(da Doctor33)   Molti pazienti, anche lievi, con Covid-19 hanno sintomi neurologici, anche nuovi, fino a più di un anno dall'infezione dal Sars-CoV-2.  La maggior parte dei casi di Long-Covid continua ad avere nebbia cerebrale, affaticamento e qualità della vita compromessa più di un anno dopo l'infezione iniziale, sono questi i risultati di un più ampio follow-up pubblicati sulla rivista Annals of Clinical and Translational Neurology. Sorprendentemente, in alcuni casi, compaiono nuovi sintomi che non esistevano prima, inclusa la variazione della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e sintomi gastrointestinali, indicando che potrebbe esserci un'apparizione tardiva della disfunzione del sistema nervoso autonomo in quei pazienti.     I ricercatori hanno valutato l'evoluzione dei sintomi neurologici in 52 adulti che avevano sintomi lievi da Covid-19 e non sono stati ricoverati in ospedale. La loro età media era di 43 anni, il 73% erano donne e il 77% aveva ricevuto almeno una dose di vaccino. Questi pazienti sono stati seguiti per un periodo compreso tra 11 e 18 mesi dalla loro infezione iniziale. La maggior parte dei pazienti ha continuato a manifestare sintomi neurologici debilitanti a una media di 14,8 mesi dall'esordio dei sintomi, in alcuni casi manifestandone di nuovi nel tempo.
Complessivamente, tra la prima valutazione e quella di follow-up, non vi è stato alcun cambiamento significativo nella frequenza della maggior parte dei sintomi neurologici, tra cui nebbia cerebrale (81% contro 71%), intorpidimento/formicolio (69% contro 65%), cefalea (67% contro 54%), vertigini (50% contro 54%), visione offuscata (34% contro 44%), acufene (33% contro 42%) e affaticamento (87% contro 81%).
Gli unici sintomi neurologici che sono diminuiti in modo significativo nel tempo sono stati la perdita del gusto (63% contro 27%) e dell'olfatto (58% contro 21%).
Al contrario, la frequenza cardiaca e la variazione della pressione sanguigna (35% contro 56%) e i sintomi gastrointestinali (27% contro 48%) sono aumentati alle valutazioni finali rispetto al momento do conclusione della malattia. Tutti i pazienti, anche quelli che hanno riportato miglioramenti soggettivi nel recupero delle funzioni cognitive e dell'affaticamento, hanno avuto gli indici che misurano la qualità della vita che sono rimasti inferiori rispetto alla popolazione media degli Stati Uniti.    Riguardo alla vaccinazione, i ricercatori non hanno visto differenze sui sintomi del Long-Covid tra i pazienti vaccinati e non, tuttavia -visti comunque i vantaggi sulla possibilità di infettarsi e sviluppare la malattia grave- i ricercatori continuano ad incoraggiare i pazienti a farsi vaccinare secondo le raccomandazioni delle autorità sanitarie.