Le statine potrebbero evitare il parkinsonismo

(da M.D. Digital)  Con il termine parkinsonismo ci si riferisce a un gruppo di condizioni neurologiche che causano problemi di movimento tra cui tremori, rallentamento del movimento e rigidità, dove la malattia di Parkinson è una delle manifestazioni più note. Un nuovo studio suggerisce che le persone anziane che assumono statine hanno una probabilità inferiore di sviluppare parkinsonismo rispetto alle persone che non le assumevano. La ricerca, sostenuta dal National Institutes of Health, è pubblicata su Neurology, la rivista medica dell'American Academy of Neurology.  Questi risultati, affermano gli autori, suggeriscono che il minor rischio parkinsonismo potrebbe essere in parte causato dall'effetto protettivo che le statine possono avere sulle arterie del cervello. Si tratta, continuano, di risultati entusiasmanti, perché i problemi di movimento negli anziani che rientrano nell'ambito del parkinsonismo sono comuni, spesso debilitanti e generalmente non curabili.  Lo studio ha esaminato 2.841 persone con un'età media di 76 anni che non avevano parkinsonismo all'inizio dello studio. Di queste, 936 persone (33%), stavano assumendo statine. I ricercatori hanno seguito i partecipanti ogni anno per una media di sei anni per monitorare l’assunzione di statine e l’eventuale comparsa di segni di parkinsonismo. Le persone erano considerate affette da parkinsonismo se soddisfacevano il requisito di una lieve menomazione per due o più dei seguenti sintomi: tremore, rigidità, andatura parkinsoniana (caratterizzata da piccoli passi strascicati e una lentezza generale di movimento) e bradicinesia, cioè la difficoltà a muovere rapidamente il corpo a comando, che è un segno distintivo di parkinsonismo.  Alla fine dello studio, ha sviluppato segni di parkinsonismo il 50% dei soggetti arruolati. Delle 936 persone che assumevano statine, il 45% ha sviluppato parkinsonismo sei anni dopo, rispetto al 53% del gruppo di controllo senza statine. Dopo correzione del risultato per età, sesso e rischi vascolari (come il fumo e il diabete che potrebbero influenzare il rischio di parkinsonismo), i ricercatori hanno scoperto che le persone che avevano assunto statine avevano in media il 16% in meno di rischio di sviluppare parkinsonismo sei anni dopo rispetto a coloro che non le avevano assunte. Circa il 79% dei soggetti in terapia assumeva statine a intensità moderata o alta: è emersa una differenza a favore delle statine a maggiore intensità con un rischio inferiore del 7% di sviluppare parkinsonismo rispetto alle statine a bassa intensità.  I ricercatori hanno anche esaminato il cervello di 1.044 soggetti deceduti nel corso dello studio e hanno scoperto che l’uso di statine era associato al 37% in meno di probabilità di avere aterosclerosi rispetto a coloro che non le avevano utilizzato.    Sono necessarie ulteriori ricerche, commentano gli autori, ma le statine potrebbero in futuro rappresentare un'opzione terapeutica per aiutare a ridurre gli effetti del parkinsonismo nella popolazione generale degli anziani. Inoltre, lo studio suggerisce che le scansioni cerebrali o i test vascolari possono essere utili per gli anziani che mostrano segni di parkinsonismo ma non hanno i classici segni della malattia di Parkinson o non rispondono ai farmaci specifici.   Una limitazione dello studio è che le valutazioni del parkinsonismo non sono state eseguite da specialisti dei disturbi del movimento, quindi i casi di malattia di Parkinson potrebbero essere stati classificati erroneamente.

(Oveisgharan S, et al. Association of Statins With Cerebral Atherosclerosis and Incident Parkinsonism in Older Adults. Neurology 2022. DOI: https://doi.org/10.1212/WNL.0000000000200182)

Precisazioni su esenzioni/differimenti telematici dall’obbligo vaccinale

Su richiesta del segretario provinciale FIMMG Dr. Ragazzini sul tema delle esenzioni/differimenti telematici dall’obbligo vaccinale si precisa quanto segue.

Secondo l’art. 4 del D.L. 44/2021 e successive modifiche, il certificato di esenzione dalla vaccinazione anti Sars – Cov 2 può esser rilasciato “solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestata dal medico di medicina generale, nel rispetto delle circolari del Ministero della Salute”.

Il successivo DPCM 04.02.2022 stabilisce che tale certificazione debba essere rilasciata informato digitale, utilizzando il sistema TS, prevedendo altresì che il certificato sia rilasciato dai medici di medicina generale oppure dai medici vaccinatori.

La definizione delle possibili cause di esenzione è contenuta nella circolare del Ministero della Salute 4.8.2021, per cui ci si richiama alla necessità di rispettare le prescrizioni ivi contenute.

Questa è la situazione normativa vigente al momento attuale, per cui si invitano tutti i colleghi ad attenersi a quanto previsto dalle norme sopra ricordate.

Si rammenta che la certificazione di esenzione dalla vaccinazione, al pari di tutti gli altri certificati sottoscritti da qualunque medico, devono rispettare l’obbligo di verità, la cui violazione può dare causa a conseguenze di tipo penale e disciplinare.

Dall’ISS una piattaforma per smettere di fumare

(da DottNet)   Si chiama "smettodifumare" (https://smettodifumare.iss.it/it/) ed è la nuova piattaforma web messa a punto dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) per aiutare le persone che hanno deciso di dire addio alle sigarette. Al suo interno si trovano informazioni e servizi di sostegno concreto, oltre a una serie di strategie utili per vincere la battaglia contro il fumo. "Molti studi dimostrano che senza un sostegno solo il 4% dei tentativi di smettere di fumare avrà successo", evidenzia l'Iss.  La piattaforma rappresenta, dunque, una risorsa per aumentare le possibilità di successo e fornire informazioni di qualità su molti aspetti, a cominciare dagli effetti del fumo sulla salute e sui rischi dell'esposizione al fumo passivo.  Sulla piattaforma è anche disponibile una guida in pdf per chi vuole smettere di fumare. Una sorta di diario in cui è anche possibile appuntare i motivi per cui si è deciso di abbandonare il vizio, in cui si può valutare il proprio livello di dipendenza e anche tenere il conto dei soldi che è possibile risparmiare dicendo addio al pacchetto. La piattaforma offre anche un aiuto per prevenire o far fronte ad una ricaduta. Al suo interno si trovano, poi, gli elenchi dei Centri Antifumo che offrono percorsi dedicati.  Per chi desidera parlare con un operatore è anche possibile chiamare il Telefono Verde contro il Fumo 800 554088, un servizio nazionale, anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 16:00.