COVID-19: aspetti della risposta anticorpale a SARS-CoV2
(da Univadis) I test sierologici possono dare un contributo essenziale per comprendere il peso della malattia, in particolare il tasso di infezioni asintomatiche, e per migliorare la diagnosi in pazienti sospetti con risultati RT-PCR negativi. Uno studio pubblicato su Nature(1) riporta le risposte anticorpali acute a SARS-CoV-2 in 285 pazienti COVID-19. I dati documentano che:
Dallo psichiatra Massimo Picozzi un corso contro il Burnout per i professionisti sanitari
Precari e vecchi: l’identikit degli occupati nel Ssn
(da M.D.Digital) Al 31 dicembre 2018, sono occupati nella sanità pubblica circa 650 mila dipendenti a tempo indeterminato, un quinto del personale stabilmente assunto nella pubblica amministrazione. A partire dal 2009 gli occupati a tempo indeterminato si sono progressivamente ridotti. Nel 2018, se ne contano circa 44 mila in meno (da 694 mila a 650 mila). La contrazione del personale stabile è stata del 5,4% tra i medici (inclusi odontoiatri e veterinari). Solo un quarto delle cessazioni è stato compensato dalla crescita del lavoro flessibile (+26%).
Un 10% di alberi in più in città abbatterebbe la mortalità
Coronavirus. Studio UK: virus già diffuso nel mondo a fine 2019
Il vaccino MPR potrebbe migliorare la protezione contro COVID-19
(da DottNet) Un possibile meccanismo di protezione eterologa offerta dai vaccini comunemente in uso è la somiglianza di alcune componenti del SARS-CoV-2 con quelle di alcuni vaccini virali vivi attenuati, come l’MPR, vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Sono state identificate sequenze omologhe nelle proteine di fusione del SARS-CoV-2 ed i virus del morbillo e della parotite. Inoltre è stata identificata una sequenza aminoacidica sovrapponibile al 29% tra un macro-dominio (ADP-ribose-1’’-phosphatase) del SARS-CoV-2 e quello del virus della rosolia, compreso il ceppo attenuato contenuto nell’MPR. Per cui è stato ipotizzato un possibile meccanismo protettivo del vaccino MPR nei confronti di COVID-19. Da quanto sinora apparso in diverse pubblicazioni, i meccanismi di protezione aspecifica indotta che i vaccini utilizzati nelle normali pratiche di immunizzazione potrebbero avere sarebbero almeno tre: – a) somiglianza delle proteine di fusione di vaccini virali vivi con quelle del SARS-CoV-2, come qui descritto – b) ‘bystander effect’, T dipendente, esercitato da booster effettuati con alcuni antigeni proteici, come il dTaP (difterite, tetano, pertosse acellulare) – c) stimolazione dell’immunità innata, T indipendente, indotta dal BCG. La vaccinazione con MPR dei soggetti a rischio di COVID-19 merita perciò di essere considerata per studi clinici.
(Young A, Neumann B, Mendez R et al - Homologous protein domains in SARS-CoV-2 and measles, mumps and rubella viruses: preliminary evidence that MMR vaccine might provide protection against COVID-19 - Preprints from medRxiv and bioRxiv - April 10, 2020
DOI: https://doi.org/10.1101/2020.04.10.20053207)