“Me lo ha ordinato il dottore”: ha ancora senso dirlo?
(da IlCorriereDellaSera.it - Sandro Spinsanti) Credetemi, sono un medico: era il titolo di un programma televisivo inglese. È arrivato all'attenzione perché Michael Mosley, il medico che lo conduceva è morto incidentalmente in un'isola greca in cui si trovava in vacanza. Pagato il tributo di pietas per la sua scomparsa, vale la pena riflettere sul titolo del programma che lo ha reso celebre. Ci troviamo a esplorare un territorio problematico: quello della fiducia che sostanzia il rapporto tra chi eroga le cure e chi le riceve. Per lunghissimo tempo la figura del medico è stata sinonimo di autorevolezza indiscussa. «Mica me lo ha prescritto il medico» era un modo di dire che traduceva la fiducia su cui poggiava la relazione. Al medico si chiedeva di prendere le decisioni «in scienza e coscienza», al malato di seguirle con fiducia. Un modello che oggi non è più proponibile tale e quale. È in crisi l'appello alla coscienza.
Con le sigarette elettroniche aumenta il rischio di asma
Negli Usa la solitudine entra nei controlli medici
(da DottNet) Negli Stati Uniti soffrire di solitudine entra a far parte dei disturbi da controllare nei check up medici annuali: saranno i medici di base ad aggiungere agli esami del sangue e alle altre analisi tradizionali una serie di domande ai proprio pazienti per capire il loro livello di isolamento sociale. Le nuove raccomandazioni sono pubblicate sulla rivista 'Annals of Family Medicine', in un rapporto che sottolinea come la solitudine vada trattata allo stesso modo di altre malattie croniche, sulle quali è importante intervenire con nuove iniziative sociali e nei contesti medici.
Il peso che vivere in solitudine ha sulla salute e sul sistema sanitario è confrontabile a fumare 15 sigarette al giorno, aveva osservato recentemente il responsabile della Sanità degli Stati Uniti, Vivek Murthy. Tenere sotto controllo la solitudine sarà quindi come misurare la pressione, il colesterolo. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno calcolato che vivere isolati aumenta negli anziani i rischi di demenza del 50%, di malattie cardiache del 29% e di ictus del 32%. Negli Stati Uniti la solitudine è un serio problema, considerando che la metà degli adulti dichiara di soffrirne: una percentuale più alta rispetto a quella di coloro che soffrono di malattie croniche, come diabete e obesità