Enpam: “Via ai nuovi mutui per i giovani”

(da Enpam.it)   L’Enpam, l’Ente previdenziale di medici e dentisti, lancia i nuovi mutui destinati ai propri iscritti più giovani che non hanno ancora garanzie sufficienti per chiedere un mutuo alle banche. Gli elementi fondamentali di questa nuova offerta sono un tasso fisso all’1,7%, più basso rispetto agli anni passati, e limiti di reddito ancora più favorevoli.  In questo modo l’Enpam punta a sostenere i giovani camici bianchi nelle prime fasi cruciali della vita professionale e familiare: l’acquisto dello studio o della prima casa.
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Il medico può esercitare la professione in farmacia? Per il momento no, ma fino a quando?

(da Fimmg.org)  Telemedicina e diagnostica alla farmacia, assistenza domiciliare agli infermieri, piani terapeutici agli specialisti: sempre più numerosi nella rete sono gli interventi preoccupati dei medici di famiglia che vedono il proprio spazio clinico ridursi progressivamente.  E' di questi giorni la notizia di un possibile superamento della norma che vieta l'esercizio della professione medica in farmacia. E' intervenuta prontamente la FNOMCeO con una comunicazione da consultare cliccando qui

‘Io medico giuro’, campagna Fnomceo su sacrificio e valori durante emergenza Covid

(da Adnkronos Salute) - 'Io medico giuro': di curare tutti, senza discriminazione; che avrò cura di te, in ogni emergenza; che ti curerò senza arrendermi mai. Frasi legate ai valori richiamati nel Giuramento e nel Codice deontologico, alla base della campagna lanciata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), al via da oggi sui social e attraverso l'affissione di manifesti 6x3 nelle strade delle principali città italiane. "Valori che vengono messi in pratica sempre, ma che sono diventati drammaticamente evidenti durante l'emergenza Covid-19. Sono più di 170 i medici e gli odontoiatri che hanno perso la vita nel corso dell'epidemia", come ricorda il portale della Federazione, listato a lutto in loro memoria.

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Test sierologici per Covid-19, sensibilità e specificità fanno ancora discutere

(da Doctor33)   Secondo una revisione della letteratura pubblicata sul British Medical Journal, l'uso dei test sierologici che rilevano gli anticorpi contro Sars-CoV-2 non è supportato da una base di prove solida, e questo è particolarmente vero per i test point-of-care, cioè effettuati al di fuori di un laboratorio. «La comunità scientifica dovrebbe essere lodata per il ritmo con cui sono stati sviluppati nuovi test sierologici, ma la nostra recensione sottolinea la necessità di studi clinici di alta qualità per valutare questi strumenti» afferma Mayara Lisboa Bastos, del McGill University Health Centre di Montreal, e della State University of Rio de Janeiro, primo nome dello studio.     I ricercatori hanno valutato la letteratura disponibile sulla misurazione della sensibilità e della specificità di test anticorpali per Covid-19 rispetto a test di controllo. Su 40 studi idonei, la maggior parte (70%) proveniva dalla Cina, e il resto da Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca, Spagna, Svezia, Giappone e Germania. La metà degli studi non era stata sottoposta a peer review, e molti hanno presentato un rischio di parzialità. Solo quattro studi hanno incluso pazienti ambulatoriali e solo due hanno valutato test point-of-care. Ebbene, la sensibilità ha mostrato una variazione compresa tra il 66% e il 97,8% a seconda del metodo di test utilizzato, il che significa che tra il 2,2% e il 34% dei pazienti con Covid-19 non risultavano contagiati. Per quanto riguarda la specificità, essa variava dal 96,6% al 99,7%, a seconda del tipo di test utilizzato, il che significa che tra il 3,4% e lo 0,3% dei pazienti avrebbe ricevuto erroneamente indicazione di aver avuto la malattia. La sensibilità aggregata è risultata costantemente più bassa per i saggi immunoistochimici a flusso laterale (Lfia) rispetto ad altri metodi di test. Gli autori sottolineano che questo fatto assume un certo peso se si pensa che il test Lfia è il metodo point-of-care che viene preso in considerazione per i cosiddetti passaporti di immunità. «Sulla base dei nostri risultati, se un test Lfia venisse applicato a una popolazione con una prevalenza di Covid-19 del 10%, per ogni 1.000 persone testate, a 31 che non hanno mai avuto la malattia verrebbe erroneamente detto che sono immuni, mentre a 34 che avevano avuto Covid-19 verrebbe riferito che non sono mai state infettate» spiegano i ricercatori. La sensibilità aggregata è risultata inferiore con i kit di test commerciali (65%) rispetto ai kit non commerciali (88,2%), e nella prima e seconda settimana dopo l'insorgenza dei sintomi rispetto al periodo successivo alla seconda settimana.
(Bmj 2020. Doi: 10.1136 bmj.m2516   http://dx.doi.org/10.1136 bmj.m2516)

Nuova lista di malattie che aumentano rischi di Covid

(da DottNet)   L'età, ma anche l'aver avuto un trapianto d'organo o avere una forma di anemia falciforme sono tra le malattie che aumentano il rischio di avere una forma grave di Covid-19. A dirlo sono i Centers for diseases control (Cdc) che hanno aggiornato la lista delle patologie che possono dare più complicazioni.  Per quanto riguarda l'età, i Cdc hanno eliminato la soglia dei 65 anni, indicando semplicemente un'età più avanzata. Man mano che aumenta, cresce il rischio. Quanto alle altre malattie, la nuova lista comprende le malattie croniche renali, quelle polmonari croniche ostruttive, l'obesità, un sistema immunitario indebolito da un trapianto d'organo, patologie cardiache alle arterie coronarie, cardiomiopatie, insufficienze cardiache, diabete di tipo II e anemia falciforme. Con queste integrazioni, aumenta la platea delle persone più a rischio, visto che negli Usa si stima che il 60% degli adulti abbia almeno una malattia cronica. Altre patologie che possono aumentare le probabilità di una forma grave di Covid-19, secondo i Cdc, sono l'asma, l'ipertensione, demenza e ictus. Qualsiasi attività che implica il contatto con altre persone ha qualche grado di rischio ora, concludono, e sapere chi è più suscettibile a forme gravi, può aiutare a prendere decisioni informate.