Ai medici e dentisti finanziamenti con garanzia Cdp ed Enpam

(da www.enpam.it)   Dal 2020 i medici e gli odontoiatri potranno accedere a finanziamenti con la garanzia offerta da Enpam tramite Cassa depositi e prestiti.  Per gli iscritti all’ente previdenziale questo significherà poter chiedere un mutuo o un finanziamento legato alla propria attività professionale per un importo fino al 90 per cento della somma necessaria per acquistare o prendere in leasing il proprio studio, i beni strumentali, ecc.   In pratica il professionista si rivolgerà a una banca, un confidi o un intermediario finanziario convenzionato con il Fondo pubblico di garanzia per le piccole e medie imprese, e chiederà l’applicazione delle condizioni migliorative riservate ai medici e ai dentisti.  A rendere possibile questa formula di accesso agevolato al credito è un protocollo d’intesa siglato il 13 dicembre 2019 da Cdp e Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati.  “Quest’accordo, in cui Cdp e le Casse uniscono le forze, consentirà ai professionisti di ottenere finanziamenti a condizioni migliori rispetto al mercato – ha detto Alberto Oliveti, Presidente di AdEPP –. Ci auguriamo che questo spinga i nostri iscritti a investire sulle proprie attività libero professionali, che sono un motore formidabile di crescita per l’economia italiana”.  Per la quota di finanziamento coperta dal Fondo Pmi non saranno necessarie altre garanzie. Inoltre, così facendo, i medici e dentisti potranno ottenere tassi di interesse ridotti, finanziamenti di importo maggiore e una riduzione dei tempi di concessione del credito.  “Con l’accordo sottoscritto, Cdp rafforza gli strumenti a supporto dell’accesso al credito di categorie professionali precedentemente non servite ed estende le proprie competenze a servizio del Paese”, ha commentato l’amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo.  L’opportunità diventerà concretamente operativa quando Enpam e Cassa depositi e prestiti firmeranno il contratto definitivo.

Speranza, i tetti della spesa farmaceutica vanno rivisti

(da DottNet)     Occorre rivedere i tetti della spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale. Questa l'intenzione del ministro della Salute Roberto Speranza. Da anni, in base ai monitoraggi effettuati dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), la spesa farmaceutica ospedaliera, ovvero per i medicinali di fascia H acquistati da parte delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, supera ampiamente il tetto previsto per legge. "La mia opinione - ha precisato il ministro - è che bisogna metterci mano, perché così non funziona. Penso che sia ragionevole lavorare al riequilibrio dei tetti della spesa farmaceutica".   Quanto alle modalità, ovvero se inserire la modifica in manovra o nel nuovo Patto per la Salute, Speranza ha risposto: "sarebbe necessaria una norma specifica".

L’ECM verrà riformata. Concesso un altro anno per acquisire i crediti necessari nel triennio 2017-2019

(da Odontoiatria33)   A pochi giorni dalla scadenza del triennio formativo e della annunciata stretta sugli iscritti all'Albo degli odontoiatri ed a quello dei medici che non hanno raccolto il numero di crediti previsti, la Commissione Nazionale ECM (della quale fanno parte come presidente il Ministro della Salute Roberto Speranza e come vicepresidente Filippo Anelli presidente FNOMCeO) ha deciso di riformare il sistema di Educazione Continua in Medicina e di prorogare di un anno la possibilità di acquisire i crediti necessari per il triennio 2017-2019. La nuova scadenza sarà il 31 dicembre 2020.     A darne notizia è la stessa la FNOCMeO che informa di come nella riunione odierna della Commissione, tra i nove punti approvati all’Ordine del giorno, la decisione principale è stata quella dell’istituzione di un Gruppo di lavoro per “la revisione e la valorizzazione del sistema della formazione continua nel settore salute”.    Per la FNOMCeO, faranno parte della squadra che riscriverà le regole dell’aggiornamento per i prossimi anni il Segretario, Roberto Monaco, il Coordinatore dell’Area Strategica Formazione, Roberto Stella e il Componente della Commissione nazionale Albo Odontoiatri, Alessandro Nisio.   “La formazione continua dei professionisti della salute è una garanzia per la salute del cittadino e per la qualità del sistema di cure – spiega il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli-. Con l’istituzione di questo Gruppo di lavoro, la si vuol valorizzare, intercettando i fabbisogni di formazione di tutte le componenti delle professioni oggi esistenti: penso ai professori universitari e ai ricercatori, e delle nuove professioni. E adeguandola alle esigenze del Servizio sanitario nazionale, che deve fare i conti con i nuovi scenari legati, ad esempio, all’intelligenza artificiale, alle inedite frontiere della bioetica, alla cronicità e, non ultima, alla multidisciplinarietà e al lavoro in equipe”.  “Il Gruppo di Lavoro nasce dal fatto che il sistema nazionale ECM è ormai datato, quindi bisogna revisionarlo – continua il Segretario della FNOMCeO, Roberto Monaco -. Questo comporta che la multiprofessionalità, che già utilizziamo nel lavoro quotidiano, venga portata a sistema, includendo anche i nuovi Ordini istituiti con la Legge 3/2018”.    E proprio per dar tempo ai nuovi Ordini di entrare a pieno titolo nel sistema dell’ECM, spiegano da FNOMCeO, oltre che per dare pieno corso alla riforma del sistema, “finalizzata ad elevare la qualità degli eventi formativi per migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali degli operatori sanitari, con l’obiettivo di  assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio sanitario nazionale”, la Commissione ha deliberato di: mantenere l’obbligo formativo, pari a centocinquanta crediti, per il triennio 2020-2022; e consentire l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017/2019 sino al 31 dicembre 2020

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Boom disturbi neuropsichici in giovanissimi, fino a 20% colpiti

(da AdnKronos Salute) - Crescono i disturbi psichici e neuropsichici nell'età pediatrica. Problemi che coinvolgono fino al 20% della popolazione tra 0 e 17 anni. E aumentano i ragazzi con questi problemi in fase acuta nei pronto soccorso italiani. Il dato emerge dal 'Libro Bianco' realizzato dalla Fiarped, Federazione italiana delle associazioni e società scientifiche dell'area pediatrica, presentato oggi al ministero della Salute, frutto del contributo di 34 società scientifiche e associazioni che operano nel mondo del bambino e della sua salute. Il risultato è un documento dettagliato per ciascuna area specialistica, dal quale emergono alcuni problemi comuni a tutte le aree. 
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Inibitori pompa protonica, assunti con continuità aumentano il rischio di gastroenterite virale acuta

(da Doctor33)   Una terapia continuata con inibitori della pompa protonica è associata a un rischio aumentato di gastroenterite acuta durante i periodi invernali, in cui vi è un picco di circolazione dei virus enterici, secondo uno studio pubblicato su 'Jama Network Open'.   «Tra i pazienti in terapia con inibitori della pompa protonica è stato riferito in passato un aumento del rischio di infezioni enteriche batteriche acute. Non è stato però sufficientemente studiato il rischio di gastroenterite acuta di origine virale associata a esposizione continua a questi farmaci» spiega Ana-Maria Vilcu, della Sorbonne Université di Parigi, prima autrice del lavoro. Per meglio chiarire la questione, i ricercatori hanno condotto uno studio di coorte utilizzando un database che ha raccolto dati sulla distribuzione di farmaci da un grande gruppo di farmacie comunitarie in modo da poter esaminare la correlazione tra terapia con inibitori della pompa protonica continuata e l'insorgenza di gastroenterite acuta durante il periodo invernale della stagione 2015-2016. Le analisi hanno identificato un totale di 233.596 pazienti esposti alla terapia, e ciascuno di essi è stato abbinato a tre controlli non esposti in base all'anno di nascita, al sesso e alla farmacia dove si serviva di solito. Gli esperti hanno potuto identificare almeno un episodio epidemico di gastroenterite acuta nell'1,3% delle persone che avevano ricevuto la terapia e nello 0,7% di coloro che invece non l'avevano ricevuta. Prendendo in considerazione solo le persone che assumevano la terapia, il rischio relativo aggiustato per età è risultato pari a 1,81 per tutte le età considerate, a 1,66 per le persone di età compresa tra 45 e 64 anni, a 2,19 per quelle di età compresa tra 65 e 74 anni e a 1,98 per quelle di almeno 75 anni di età. «I risultati riportati in questo lavoro motivano la necessità di ulteriori studi per confermare l'associazione e studiare i meccanismi fisiopatologici che la supportano» concludono gli autori. «Per i pazienti con un'indicazione documentata per l'uso di inibitori della pompa protonica, i medici devono assicurarsi che i benefici attesi siano bilanciati rispetto ai rischi della terapia e che venga utilizzata la dose efficace più bassa per la durata raccomandata più breve» scrivono in un editoriale di accompagnamento Kaleen Hayes e Mina Tadrous della University of Toronto, e Nardine Nakhla, della University of Waterloo, in Canada. (Jama Network Open 2019. Doi: 10.1001/jamanetworkopen.2019.16184 https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2755847 Jama Network Open 2019. Doi: 10.1001/jamanetworkopen.2019.16205 https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2755852)

Campagna informativa sul corretto uso dell’alluminio in cucina

(da Univadis)   L’alluminio trova largo impiego nel settore alimentare per la realizzazione di imballaggi e recipienti destinati a venire in contatto con gli alimenti, come pentole, film per avvolgere, vaschette monouso, caffettiere, ecc.    La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento.  Nei soggetti sani il rischio tossicologico dell'alluminio è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione. I gruppi di popolazione più vulnerabili alla tossicità orale dell'alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza.  In Italia con il decreto ministeriale 18 Aprile 2007, n. 76 (Regolamento recante la disciplina igienica dei materiali e degli oggetti di alluminio e di leghe di alluminio destinati a venire a contatto con gli alimenti) sono state previste  specifiche  disposizioni, in particolare  i contenitori in  alluminio devono riportare in etichetta una o più delle seguenti istruzioni:

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