Almeno 30 patologie si associano a un alto indice di massa corporea
(da Univadis) Messaggi chiave Almeno 30 patologie potrebbero essere influenzate dalla presenza di un indice di massa corporea (IMC) elevato. Sono incluse tra queste patologie anche malattie circolatorie, endocrine, metaboliche digestive e neurologiche. I dati sottolineano ancora una volta l’importanza della prevenzione dell’obesità e della gestione delle comorbilità ad essa associate.
Descrizione dello studio È stato condotto uno studio di associazione phenome-wide (PheWAS). Utilizzando i dati genomici (genome-wide) presenti nalla UK Biobank è stato costruito un punteggio di rischio genetico su 76 varianti legate all’IMC. Gli esiti patologici dei partecipanti allo studio sono stati mappati con un codice fenotipico (phecode) e i soggetti con il codice di interesse sono stati classificati come casi.
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Farmaci da evitare alla guida, l’Fda fa il punto sui rischi
(da Doctor33) Alcuni medicinali, come oppioidi o antidepressivi, possono compromettere, e rendere quindi poco sicura, la capacità di stare alla guida che sia di un'auto, un autobus, un treno, un aeroplano o una nave. A fare il punto, sul suo sito, è la Food and Drug Administration (Fda), l'agenzia Usa che regola i farmaci.In particolare, può essere pericoloso guidare se si prendono oppioidi antidolorifici, farmaci per l'ansia (come le benzodiazepine), antiepilettici, antipsicotici, alcuni antidepressivi, prodotti che contengono la codeina e alcuni per raffreddori e allergie come gli antistaminici, sonniferi, rilassanti muscolari, farmaci per la terapia o controllo della diarrea, malattie del movimento, pillole dietetiche e stimolanti (come caffeina, efedrina, pseudoefedrina). Un medicinale che può ridurre l'attenzione è lo zolpidem, usato in diverse formulazioni contro l'insonnia. Diversi i possibili effetti collaterali e reazioni, che possono rendere poco sicura la guida, come sonnolenza, vista appannata, capogiri, movimenti rallentati, svenimenti, incapacità di porre attenzione o mettere a fuoco, nausea, eccitabilità. Alcuni farmaci, spiega l'Fda, possono influire sulla guida per un tempo breve dopo averli assunti, mentre per altri gli effetti possono durare diverse ore, e in alcuni casi fino al giorno seguente. In alcuni casi viene posto l'avviso di non adoperare macchinari pesanti e non guidare. È bene, raccomanda l'Fda, evitare di mescolare farmaci e alcol alla guida, e consultarsi col proprio medico se si prendono sonniferi, per farsi dare la dose efficace più bassa.
Giovani con sindrome di Down: dislipidemia e prediabete prevalenti
(da Quotidiano Sanità e Reuters Health) “È fondamentale che i pediatri sottopongano i bambini obesi con sindrome di Down ad un’analisi del profilo lipidico e a uno screening per il diabete”, dice Sheela Magge, direttrice della divisione di Endocrinologia pediatrica della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, che ha condotto uno studio al riguardo. “Grazie ai progressi della medicina, le persone con sindrome di Down vivono più a lungo, è quindi molto importante che i medici sappiano come prendersi cura di loro durante l’infanzia e l’età adulta. Sappiamo che gli individui con sindrome di Down presentano un rischio maggiore di obesità, non è certo però che la malattia sia anche associata ad un maggior rischio di diabete e malattie cardiovascolari, che di solito accompagnano l’obesità”. Lo studio I ricercatori hanno coinvolto nello studio 150 giovani con Sindrome di Down e 103 giovani non affetti dalla patologia, comparabili in termini di età (tra i 10 e i 20 anni), sesso, etnia e percentuale del BMI. I partecipanti si sono sottoposti a diversi esami: assorbimetria raggi x a doppia energia total body, esame del glucosio a digiuno, dell’insulina, dei lipidi, test del numero di lipoproteine a bassa densità, analisi dei fattori infiammatori e, quando il percentile di BMI era pari o superiore a 85, un test orale di tolleranza al glucosio. Due terzi dei giovani con Sindrome di Down avevano un BMI pari o superiore a 85. Tra questi giovani non c’erano differenza in termini di glucosio, insulina o resistenza all’insulina rispetto ai giovani non affetti dalla patologia. La prevalenza di prediabete invece è risultata maggiore nei partecipanti con Sindrome di Down: 26% contro 10%. I partecipanti con Sindrome di Down avevano livelli significativamente più alti di colesterolo LDL, trigliceridi, colesterolo non HDL e trigliceridi / HDL-C e livelli più bassi di HDL-C. Questi giovani presentavano anche livelli più elevati di proteina C-reattiva ad alta sensibilità, interleuchina-6, particelle LDL piccole e particelle LDL totali, ma le dimensioni di particelle LDL erano simili. Avevano inoltre meno grasso viscerale (VFAT), meno massa grassa e massa magra per il punteggio Z del BMI e, in caso di massa grassa più alta, avevano più grasso viscerale. Questi risultati “mostrano un profilo lipidico e lipoproteico più aterogenico” nei giovani con Sindrome di Down, scrivono gli autori dell’articolo. I pediatri che hanno in cura questi pazienti dovrebbero dunque prendere in considerazione questi dati nel momento in cui raccomandano degli screening. Ulteriori studi longitudinali permetteranno di capire se l’aumento della dislipidemia nei giovani con Sindrome di Down si traduce in un aumento delle malattie cardiovascolari nell’età adulta e in un futuro rischio di sviluppare la Malattia di Alzheimer. Sulla base di questi primi risultati sarà anche importante condurre studi sulla secrezione d’insulina. “È necessario condurre continue ricerche per fornire linee guida evidence-based per l’assistenza clinica di giovani e adulti con Sindrome di Down”.)
Bioetica, parere Cnb: suicidio assistito diverso da eutanasia
Riscatto laurea, INPS elimina il vincolo anagrafico
(da DottNet) Novità per il riscatto della laurea con ulteriori indicazioni per l'applicazione della disciplina del nuovo istituto del riscatto di periodi non coperti da contribuzione e del diverso criterio di calcolo dell'onere di riscatto dei periodi di studio universitari da valutare nel sistema contributivo. La nota arriva dall'Inps con la circolare n. 106 del 25 luglio 2019 (https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%20106%20del%2025-07-2019.htm ) Il documento illustra inoltre la facoltà per i fondi di solidarietà di provvedere al versamento della contribuzione correlata a periodi utili per il diritto a pensione, riscattabili o ricongiungibili e precedenti all'accesso ai fondi di solidarietà.
Il tempo di vestizione del personale sanitario va sempre retribuito. Ecco la sentenza
(da Doctor33) Per un sanitario indossare e togliersi camice, mascherina etc fa parte dell'orario di lavoro e come tale va retribuito. Lo dice la sentenza 17635 della Cassazione che fa chiarezza a livello nazionale rispetto ad una serie di sentenze a livello locale. L'ultima di queste nelle Marche: qui, supportati da Cisl-Fp, 300 tra infermieri ed altri sanitari hanno ottenuto dal giudice del lavoro di Macerata una sentenza secondo cui il tempo che impiegano a vestirsi va conteggiato nell'orario di lavoro, 10 minuti in entrata e 10 in uscita per ogni turno svolto. La norma vale per gli infermieri che hanno un tempo di vestizione più lungo e se la ritrovano nel contratto del comparto, ma si pone per tutti i sanitari del comparto in tanto in quanto sono "in divisa". E i medici? Probabilmente non sono esclusi, ma dedurlo non è "spontaneo", perché il tema non è centrale né nel contratto della dirigenza né fin qui lo era nelle sentenze.