Riproponiamo il volantino contro gli erbicidi

E', questa, stagione di diserbo, per cui, su precisa indicazione della Commissione "Ambiente, Salute, Sicurezza Ambienti di Lavoro e Stili di Vita" del nostro Ordine, riproponiamo ai nostri iscritti la divulgazione di un volantino, scaricabile al LINK alla fine di questo testo. Il volantino, il cui contenuto è stato autorizzato durante la seduta consiliare del 18 Dicembre 2018 dal Consiglio Direttivo dell'OMCeO Forlì-Cesena, vuole sensibilizzare la popolazione residente nelle zone rurali del nostri territorio sulla pericolosità per l'ambiente e per tutti gli esseri viventi dell'uso indiscriminato di diserbanti, soprattutto dei prodotti a base di glifosato.

 Volantino

“Profilassi antibiotica sì, profilassi antibiotica no”. Un manifesto dei pediatri d’emergenza per contrastarne l’abuso nei bambini

Gli antibiotici sono i farmaci più utilizzati in età pediatrica, soprattutto per il trattamento delle infezioni respiratorie: somministrati nel 42% dei bambini di età inferiore ad 1 anno, nel 66% di quelli di 1 anno, nel 65% tra i 2 e i 5 anni, nel 41% tra i 6 e gli 11 anni e nel 33% degli adolescenti tra i 12 e i 13 anni. Siamo tra i Paesi europei con maggiori livelli di antibiotico-resistenza.  Leggi l'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=72566&fr=n

Come cambiano i titoli degli articoli scientifici

(da Univadis)  Nei titoli delle riviste scientifiche negli ultimi 40 anni si è ridotta l’enfasi sui trattamenti e i processi delle malattie, separando sempre più i pazienti dalle loro condizioni. L’analisi ha inoltre mostrato uno spostamento di attenzione dall’individuo alle popolazioni e una sempre maggiore attenzione alla medicina basata sulle prove.

Descrizione dello studio     Con un’analisi qualitativa basata sui dati ricavati da 302.293 studi estratti da PubMed e pubblicati su JAMA, Lancet, Annals of Internal Medicine, BMJ e New England Journal of Medicine dal primo gennaio 1976 al 31 dicembre 2015 si sono cercate le tendenze prevalenti nel linguaggio medico.  In quelli pubblicati su JAMA è stata condotta un’analisi di frequenza generale, in tutte e 5 le riviste invece ci si è concentrati sull’uso di un linguaggio centrato sul paziente nei trial clinici del primo periodo (1976-1980) rispetto al più recente (2011-2015). Outcome: variazione nella frequenza e nella proporzione del numero di parole singole o in coppia centrate sui pazienti nei titoli delle riviste.

Risultati principali     Nell’analisi sulla frequenza dei termini nei 50.277 titoli di JAMA si è trovato un declino delle coppie di parole riferite a un linguaggio causale (da −2,42/100.000 a −2,03/100.000 parole; false discovery rate [FDR] <0,01), un aumento del numero di riferimenti ai pazienti al plurale piuttosto che al singolo (da 6,92/100.000 parole a 11,4/100.000 parole; FDR, <0,01).  Si è inoltre osservata una tendenza a separare i pazienti dalla loro malattia. Per esempio, si parla meno di “diabetici” e sempre più di “pazienti con diabete” (−2,21/100.000 parole; FDR, <0,01).   Nell’analisi sulla frequenza dei termini di tutte e 5 le riviste, sono stati individuati 3.125 titoli (range 193-932 per giornale).  Con l’eccezione del New England Journal of Medicine, le parole chiave di un approccio centrato sul paziente sono aumentate in maniera significativa (aumento assoluto 18,9-34,3%; P<0,001 per 3 riviste, P=0,01 per 1 rivista).

Perché è importante    Il cambiamento nel linguaggio anche a livello scientifico rispetta un approccio sempre più rispettoso del paziente come individuo e non solo come caso clinico.

(Chen G, Pather S et al. Trends in the Use of Common Words and Patient-Centric Language in the Titles of Medical Journals, 1976-2015. JAMA Network Open 2019; 2: e191083. doi:10.1001/jamanetworkopen.2019.1083

Una moderata forza fisica riduce il rischio di diabete di tipo 2 negli adulti

(da Doctor33)  Secondo uno studio pubblicato lo scorso 11 marzo sulla rivista 'Mayo Clinic Proceedings', la forza muscolare moderata è associata a una riduzione del rischio di diabete mellito di tipo 2, in maniera indipendente dai livelli di fitness cardiorespiratorio. Tenendo conto dei risultati della ricerca, gli autori vogliono incoraggiare le persone ad effettuare piccole sessioni di allenamento per migliorare la resistenza fisica, senza che sia necessariamente complicato. «È possibile ottenere un buon allenamento di resistenza con squat o affondi.

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