11° CONCORSO LETTERARIO 2026

Il Consiglio Direttivo del nostro Ordine ha confermato il regolamento del Concorso Letterario, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione. Possono partecipare gli iscritti agli Ordini di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. L’elaborato ed il modulo di partecipazione dovranno essere inviati attraverso un’unica PEC, al seguente indirizzo PEC: segreteria.fc@pec.omceo.it entro il 12 giugno 2026 ore 24.00.   Regolamento concorso letterario 2026 Modulo di partecipazione concorso letterario 2026

L’Intelligenza Artificiale rivoluziona la pratica clinica

(da M.D.Digital) L’industria farmaceutica sta vivendo un’accelerazione significativa: il mercato dell’IA applicata al farmaco è stimato in crescita del 40–43% fino al 2030. Per il Mmg questo significa l’arrivo di terapie sviluppate grazie a sistemi in grado di analizzare enormi quantità di dati molecolari in tempi molto più rapidi rispetto ai metodi tradizionali. Alcuni farmaci sviluppati con il supporto dell’IA sono già in fasi avanzate di sperimentazione clinica. Tra questi il rentosertib, in studio per la fibrosi polmonare idiopatica e prossimo alla fase III, e il REC-994 per la malformazione cavernosa cerebrale. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per portare un farmaco sul mercato fino al 30% e abbattere i costi di sviluppo. Medicina di precisione - Un altro ambito chiave riguarda la personalizzazione delle cure. L’IA consente di superare l’approccio basato su protocolli standardizzati per orientarsi verso trattamenti sempre più mirati, integrando dati genetici, ambientali e clinici.  Piattaforme come Tempus AI permettono già oggi di supportare la scelta terapeutica individuando il farmaco più efficace e riducendo il rischio di eventi avversi, un aiuto potenzialmente rilevante soprattutto nella gestione di patologie complesse come quelle oncologiche.  In prospettiva, il Mmg potrebbe trovarsi a utilizzare anche i cosiddetti digital twin, repliche digitali dei pazienti capaci di simulare la risposta ai trattamenti prima della somministrazione reale del farmaco. Il supporto dei modelli linguistici - un’altra applicazione riguarda l’accesso ai trial clinici. Strumenti basati su modelli linguistici avanzati, come TrialGPT, sono in grado di analizzare rapidamente grandi quantità di dati clinici e individuare i pazienti potenzialmente eleggibili per studi sperimentali complessi. Un processo che, se svolto manualmente, richiederebbe tempi molto più lunghi. Il ruolo del medico - Il dossier sottolinea comunque che il medico resta centrale nel processo decisionale. L’IA è considerata uno strumento di supporto che può ridurre il carico di attività ripetitive e lasciare più spazio alla relazione con il paziente.  Restano tuttavia alcune questioni aperte:
  1. opacità algoritmica, con sistemi spesso difficili da interpretare;
  2. responsabilità professionale, da chiarire quando una decisione è supportata da algoritmi;
  3. protezione dei dati, essenziale per la gestione di informazioni sanitarie sensibili.
Pazienti sempre più digitali - Il cambiamento coinvolge anche i cittadini. Secondo il dossier, il 31% degli italiani utilizza chatbot basati su IA e l’11% li consulta anche per informazioni sanitarie. Un dato che rafforza il ruolo del Mmg come punto di riferimento per orientare i pazienti tra informazioni digitali, evitando il rischio di decisioni basate su strumenti non validati.   "La sfida dei prossimi anni sarà costruire un ecosistema in cui scienza, istituzioni e cittadini condividano l’obiettivo di una salute più giusta e personalizzata", afferma il presidente di Agenzia italiana del farmaco Robert Nisticò.  Per il Mmg, l’intelligenza artificiale si profila quindi come un alleato destinato a integrare – non sostituire – il giudizio clinico, contribuendo a rendere le cure più mirate e tempestive.

La dieta mediterranea ora guarda l’orologio

La dieta mediterranea ora guarda l’orologio (da Sanitainformazione.it)   La dieta mediterranea si evolve e diventa “cronodieta” in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, il 4 marzo. A proporre il nuovo modello sono la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), pubblicato sulla rivista Current Nutrition Reports. L’analisi integra la variabile “tempo” nella piramide mediterranea, mostrando come la distribuzione dei nutrienti nell’arco delle 24 ore possa incidere sul rischio di obesità, sindrome metabolica e diabete tipo 2. Il modello non modifica quantità e qualità degli alimenti, ma ne ridefinisce il timing, con dati che indicano, ad esempio, un aumento fino al 33% della sintesi proteica muscolare con un adeguato apporto serale di proteine. Quando mangiare diventa fondamentale   - La nuova piramide, dunque, non modifica cosa mangiamo, ma quando lo facciamo. Questo perché gli ormoni chiave – insulina, cortisolo, melatonina, leptina e grelina – oscillano durante le 24 ore, influenzando il metabolismo, l’appetito, il dispendio energetico e la qualità del sonno. Così, consumare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata può produrre effetti metabolici differenti, con conseguenze rilevanti sul rischio di sovrappeso, obesità e disturbi endocrini. La piramide “temporale”: Sole e Luna  - Il nuovo modello integra simboli di Sole e Luna nella piramide. Il Sole indica la prima parte della giornata, ideale per carboidrati complessi, legumi, frutta e verdura, quando la sensibilità insulinica è massima. La Luna orienta i pasti serali verso proteine magre, verdure e alimenti “amici del sonno”, come noci, semi e latticini ricchi di triptofano e melatonina, fondamentali per la rigenerazione muscolare notturna. Proteine serali e colazione strategica  - Le evidenze mostrano che assumere 40 g di proteine prima di dormire può incrementare la sintesi proteica muscolare del 33%, contrastando la perdita di massa magra. Spostare anche solo il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati a colazione aiuta a ridurre il rischio di sindrome metabolica. Non si tratta di una dieta restrittiva, ma di un’ottimizzazione ormonale dei pasti in base ai momenti di maggiore efficienza metabolica. L’olio extravergine d’oliva rimane protagonista  - L’olio extravergine d’oliva (EVOO) resta il pilastro del modello. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, è consigliato sia a pranzo che a cena. Un consumo elevato riduce il rischio di malattie cardiovascolari del 39% e dimezza la mortalità; anche un incremento quotidiano di soli 10 g abbassa ulteriormente il rischio cardiovascolare del 10%. Cronotipo: “gufi” e “allodole”  - Ma la vera innovazione è l’attenzione al cronotipo individuale. I “gufi”, con abitudini serotine, tendono a concentrare i pasti nelle ore serali, aumentando il rischio di disallineamento metabolico o “social jetlag”. La piramide li aiuta a spostare gradualmente l’apporto calorico nelle ore di luce. Le “allodole”, invece, già mattiniere, seguono naturalmente la distribuzione ideale dei pasti: colazione ricca, pranzo equilibrato, cena leggera e proteica. Una dieta come stile di vita globale  - Il nuovo modello non è solo alimentazione: integra attività fisica alla luce del sole, sonno regolare, convivialità e rispetto della stagionalità, rafforzando il concetto di dieta mediterranea come stile di vita globale. L’aggiornamento rende il modello UNESCO uno strumento di prevenzione e nutrizione personalizzata, fondato su solide evidenze endocrinologiche.

Diabete, la vera terapia è (anche) il movimento: regolarità e mix di esercizi per vivere più a lungo

(da DottNet)  Movimento come pilastro clinico, non semplice stile di vita.  Il diabete è tra le principali criticità sanitarie globali e si associa a complicanze cardiovascolari, alterazioni metaboliche, perdita di massa muscolare e aumento della mortalità precoce. In questo contesto, l’esercizio fisico non può essere relegato a raccomandazione generica: è uno strumento terapeutico vero e proprio, efficace anche indipendentemente dal calo ponderale.   Secondo la presidente SID, Raffaella Buzzetti, la comunità scientifica ha sempre sottolineato il valore della costanza. Le evidenze più recenti aggiungono però un ulteriore tassello: alternare diverse modalità di allenamento attiva meccanismi fisiologici complementari, con benefici su sensibilità insulinica, grasso viscerale, massa muscolare e fattori di rischio cardiovascolare. Gli studi prospettici: chi varia vive di più Un’analisi di ampia portata pubblicata sul British Medical Journal ha esaminato i dati del Nurses’ Health Study e dell’Health Professionals Follow-Up Study, coinvolgendo oltre 110 mila persone seguite per più di trent’anni negli Stati Uniti.  I risultati mostrano che la pratica regolare di attività fisica si associa a un incremento della sopravvivenza. Ma il dato più interessante riguarda la varietà: chi nel tempo ha alternato cammino, corsa, ciclismo e allenamento con i pesi ha registrato una riduzione del 19% del rischio di mortalità rispetto a chi si è dedicato a un’unica disciplina, a parità di volume complessivo di esercizio.  Per le persone con diabete, in cui il controllo metabolico e la protezione cardiovascolare sono obiettivi centrali, questo dato assume un significato ancora più rilevante. Aerobico, forza ed equilibrio: perché integrarli Integrare diverse tipologie di movimento significa intervenire su più fronti biologici: - Attività aerobica (cammino sostenuto, bicicletta, nuoto): migliora la sensibilità all’insulina e la funzione cardiorespiratoria. - Allenamento contro resistenza (pesi, elastici, esercizi a corpo libero): preserva e incrementa la massa muscolare, favorendo un utilizzo più efficiente del glucosio. - Esercizi di equilibrio e coordinazione (stretching, yoga, pilates): riducono il rischio di cadute, particolarmente importante in presenza di neuropatia diabetica. - La combinazione di queste modalità permette di agire contemporaneamente su glicemia, pressione arteriosa, composizione corporea e profilo lipidico. Le raccomandazioni internazionali Le indicazioni dell’American Diabetes Association e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità convergono su un modello integrato: - Almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica moderata o intensa, distribuiti su almeno tre giorni, evitando più di due giorni consecutivi di inattività. - Esercizi di forza 2–3 volte a settimana. - Flessibilità ed equilibrio come complemento regolare. L’obiettivo non è la performance sportiva, ma la riduzione della sedentarietà — ad esempio interrompendo la posizione seduta ogni 30-60 minuti — e la costruzione di una routine sostenibile nel tempo. Prescrivere l’esercizio come un farmaco Se l’attività fisica è una terapia, deve essere prescritta e personalizzata. Età, complicanze, terapie in corso (con particolare attenzione al rischio di ipoglicemia nei pazienti in trattamento insulinico) richiedono programmi individualizzati.  Secondo la SID, questo implica un’evoluzione culturale: inserire stabilmente nel team multidisciplinare figure come chinesiologi, medici dello sport, fisiatri e fisioterapisti.  Parallelamente, anche le istituzioni possono giocare un ruolo strategico, favorendo l’accesso a spazi sicuri per l’attività motoria e valutando misure di sostegno economico — come detrazioni per spese sportive — per rendere il movimento realmente accessibile. Il messaggio chiave Muoversi è uno strumento potente di prevenzione e gestione del diabete. Farlo con continuità è essenziale. Farlo in modi diversi può offrire un vantaggio ulteriore in termini di qualità e aspettativa di vita.