Inibitori di pompa protonica e cancro gastrico

(da Univadis)   Recenti studi epidemiologici hanno riportato un’associazione significativa tra l’assunzione di IPP a lungo termine e il rischio di cancro gastrico, anche dopo l’eradicazione di Helicobacter pylori. Tuttavia, gli effetti dei IPP sullo sviluppo di condizioni pre-maligne come la gastrite atrofica o la metaplasia intestinale non sono completamente noti, suggerendo la necessità di studi completi e confermativi in futuro. Nel frattempo, diversi studi sperimentali hanno dimostrato gli effetti degli IPP nel ridurre la chemioresistenza nelle cellule di cancro gastrico modulando il microambiente in acuto, la concentrazione extracellulare di cationi (che ha un effetto diretto sull’efficacia) e la proteina STAT3 (trasduttore del segnale e l’attivazione della via di trascrizione 3). Gli effetti inibitori degli IPP sull’attività del gene STAT3 possono superare la resistenza ai farmaci e migliorare l’efficacia degli agenti chemioterapici convenzionali o mirati. Nel loro insieme, gli IPP possono giocare un duplice ruolo, sia positivo sia negativo, nella carcinogenesi gastrica e nel trattamento del cancro gastrico (1). Necessari ulteriori studi     Vista la profonda soppressione della produzione di acidi gastrici indotta dagli IPP, vi sono preoccupazioni su un possibile ruolo cancerogeno nel cancro gastrico, a causa di ipergastrinemia indotta, atrofia gastrica e proliferazione batterica nello stomaco. Mentre mancano studi clinici randomizzati per stabilire in modo univoco il nesso di causalità tra uso di IPP a lungo termine e cancro gastrico risultati degli studi osservazionali suggeriscono che gli IPP siano effettivamente associati a un aumentato rischio di cancro gastrico. Tuttavia, le opinioni sul nesso di causalità sono divergenti, perché esistono potenziali fattori confondenti non  misurati (o misurabili) nei vari studi (2).     Anche dopo l’eradicazione di H. pylori , l’uso a lungo termine di IPP è associato a un rischio di cancro gastrico aumentato di oltre due volte. In conclusione, gli IPP a lungo termine dovrebbero essere usati con giudizio, dopo aver considerato il profilo di rischio individuale, specialmente tra soggetti con una storia d’infezione da H. pylori . Ulteriori studi prospettici ben disegnati sono necessari per confermare il potenziale ruolo degli IPP nel cancro gastrico a seconda dell’istologia gastrica di base e della sua interazione con altri agenti chemiopreventivi come l’aspirina, le statine e la metformina (3).

Bibliografia e riferimenti

Joo MK. Proton pump inhibitor: The dual role in gastric cancer. World J Gastroenterol. 2019 May 7;25(17):2058-2070

Wan QY Long-term proton pump inhibitors use and risk of gastric cancer: a meta-analysis of 926 386 participants. Gut. 2019 Apr;68:762-764

Cheung KS et al Long-term use of proton-pump inhibitors and risk of gastric cancer: a review of the current evidence. Therap Adv Gastroenterol. 2019 Mar 11;12:1756284819834511

Fnomceo, con aumento posti a Medicina 21 mila laureati fermi tra 5 anni

(da AdnKronos Salute)   “Mancano gli specialisti e non i medici. C’è qualcuno nel Governo in grado di spiegare al ministro dell’istruzione Bussetti che gli ospedali chiudono, le liste di attesa si allungano, per la carenza di specialisti? Tra 5 anni ci saranno 21 mila laureati fermi nell’imbuto formativo”. Ad affermarlo è Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), che commenta il decreto del Miur, firmato dal ministro Marco Bussetti, che aumenta i posti per l’accesso a Medicina e Odontoiatria.  “Soprattutto, chi spiegherà ai 10 mila medici fermi nel limbo prodotto dall’ignavia della politica e in attesa dell’aumento delle borse di specializzazione che i loro sogni, le loro speranze sono state infrante da un ministro della Repubblica che non ha capito che cosa bisognava fare? – aggiunge Anelli – L’aumento del numero di posti per Medicina aumenterà di conseguenza il numero dei medici laureati che rimarranno fermi in quel limbo frutto dell’incapacità politica di trovare soluzioni e renderà vano il meritorio tentativo di aumentare il numero delle borse, così come preannunciato dal ministro Grillo, perché parimenti un altro ministro, il professor Bussetti, sta aumentando il numero dei laureati”.  “Chiediamo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di intervenire per salvare il nostro servizio sanitario nazionale – conclude – Si utilizzino quelle risorse individuate per aumentare il numero dei posti a medicina per finanziare le borse di specializzazione e della Medicina generale, e si ponga fine a una politica che, inseguendo il consenso effimero, non risolve i reali problemi del Paese”.

Due ore nella natura

(da Internazionale e Scientific Reports)   Trascorrere almeno due ore alla settimana nella natura è associato a una salute migliore e a un maggior benessere. Non importa se le due ore sono consecutive o frazionate. L’importante è passare da 120 a 300 minuti in un ambiente naturale, come un bosco, una spiaggia, lungo un fiume, in campagna o in un parco cittadino. Allo studio hanno partecipato quasi ventimila persone nel Regno Unito e, a quanto pare, l’effetto vale indipendentemente dall’età, dal genere, dalle condizioni di salute e da altre caratteristiche personali e socioeconomiche. E’ ininfluente anche il tipo di esercizio svolto: se si fa sport immersi nella natura o ci si riposa il risultato è lo stesso. Non è ancora chiaro perché oltre la soglia dei 300 minuti non ci siano ulteriori benefici, ma lo studio è ancora parziale. La ricerca non considera il tempo passato nel proprio giardino, che potrebbe invece essere importante per il benessere delle persone. Inoltre, il campione dei partecipanti era piuttosto omogeneo e in altri contesti i risultati potrebbero essere diversi. Ma se lo studio fosse confermato, bisognerebbe rivedere la pianificazione dei centri urbani per dare a tutti la possibilità di avere un parco vicino a casa

Come ottenere 6 mesi di assicurazione sanitaria

‘Salutemia’ lancia un prodotto con scadenza 31 dicembre 2019 che, rispetto al piano sanitario integrativo annuale, garantisce una copertura a tariffe quasi dimezzate e massimali invariati. Ai piani sanitari della Società di mutuo soccorso dei medici e degli odontoiatri si può aderire tutto l’anno, ma chi lo fa nel secondo semestre beneficia di una riduzione del 60 per cento del contributo. In questo caso le coperture saranno operative per il periodo che decorre dal 1° del mese successivo a quello di pagamento del contributo, fino al 31 dicembre di quest’anno. Restano confermate la detraibilità dei contributi associativi, la fascia tariffaria per i giovanissimi e la possibilità di godere di prestazioni a tariffe agevolate in strutture convenzionate con UniSalute. Per aderire è necessario compilare il modulo disponibile sul sito www.salutemia.netLeggi l’articolo completo al LINK

 

Life120, Anelli (Fnomceo): non si può strumentalizzare scienza per sostenere false speranze

(da Doctor33)   «La tutela della salute dei cittadini da parte dello Stato passa anche attraverso un uso non distorto delle informazioni: per questo abbiamo subito segnalato l’evento ‘Life120live”, in programma a Roma il 30 giugno, alle autorità competenti. Non si può strumentalizzare la scienza medica per sostenere false speranze. Non si può giocare con la salute delle persone, specie se questo porta ad abbandonare le terapie per seguire un’illusione». Questo il commento del presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, che ha espresso la propria riflessione tramite nota in merito all’ultimo evento organizzato da Adriano Panzironi, giornalista autore di “Life120”, regime alimentare a base di prodotti integrativi che prometterebbe di raggiungere i 120 anni di età e di sconfiggere molte patologie.  «La scienza, e, nello specifico, la medicina, si fondano su analisi di dati validati da conferenze di consenso, che vedono attorno ad un tavolo i migliori esperti al mondo rispetto ad ogni singolo argomento. Il medico, in virtù del suo sapere acquisito attraverso percorsi formativi validati, è l’unico cui la legge riconosce le competenze per garantire, attraverso l’anamnesi, la diagnosi, la prescrizione e la terapia, la tutela della salute dei cittadini». Un ruolo che deve essere ricoperto esclusivamente dai professionisti della salute, che hanno conoscenze e competenze per trattare il paziente con sicurezza ed efficacia. «Un ruolo talmente importante al punto che è ancora più grave quando è un medico a tradire il suo Giuramento e il suo Codice, sostenendo false notizie. Per questo abbiamo più volte segnalato le teorie e l’agire del giornalista Panzironi ai Nas e ai ministeri competenti e i colleghi medici che intervengono, a fini promozionali, nelle trasmissioni su canali di sua proprietà, agli Ordini d’iscrizione. Ora ci appelliamo ai cittadini, perché cum grano salis sappiano distinguere la relazione di cura con il proprio medico da facili e pericolose seduzioni, tanto più odiose quando giocano sulla fragilità che deriva dalla malattia».

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