OMS, dimezzare in 5 anni gli errori legati alle prescrizioni

(da M.D.Digital)  L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un’iniziativa globale per la riduzione del 50% degli errori gravi ed evitabili legati alla prescrizione di farmaci: obiettivo che si vuole raggiungere in tutti i paesi nei prossimi 5 anni. ll Global Patient Safety Challenge on Medication Safety si propone di affrontare i punti deboli dei sistemi sanitari che portano a errori terapeutici e al danno grave che ne deriva. Vengono quindi delineate le azioni per migliorare le modalità cui i farmaci sono prescritti, distribuiti e consumati, e nel contempo aumentare la consapevolezza tra i pazienti circa i rischi associati con un uso improprio di farmaci.  Gli errori terapeutici provocano almeno un morto ogni giorno e annualmente procurano danni a circa 1.3 milioni di persone solo negli Stati Uniti. Mentre nei paesi a basso e medio reddito si stimano tassi di eventi avversi farmaco-correlati simili a quelli dei paesi ad alto reddito, l’impatto in termini di perdita di numero di anni di vita in buona salute è circa due volte tanto. A livello globale, il costo associato a errori terapeutici è stato stimato a 42 miliardi di dollari all’anno, circa l’1% del totale della spesa sanitaria globale. Oltre al costo umano, gli errori terapeutici mettono a dura prova i bilanci della sanità: prevenire gli errori consente di risparmiare denaro e vite.

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Rapporto Sdo, sul medico di famiglia ricade lavoro non svolto da ospedali

(da Doctor33)  «Si sono ridotti i ricoveri e sono diminuiti da qualche parte i viaggi della speranza, ma in molte regioni si sente il peso della crisi e della riduzione delle prestazioni negli ospedali pubblici, e a sentirlo non è solo il paziente ma anche il medico di famiglia sul quale ricade buona parte del lavoro non più svolto negli ospedali». Ernesto Lavecchia segretario organizzativo del Sindacato Medici Italiani commenta il Rapporto sulle Schede di Dimissione ospedaliera 2015 da poco presentato dal Ministero della Salute. Lavecchia ha una particolarità, è medico di famiglia molisano, e la ricerca dice due cose importanti sul suo lavoro e sulla sua regione. In primo luogo, si è ospedalizzato di meno nelle specialità dove i medici di famiglia “presidiano” di più, come le cronicità attinenti a patologie cardiovascolari e diabete. In secondo luogo, le regioni piccole come la sua stanno vivendo una “terza vita”, da produttori di prestazioni che avrebbero dovuto tendere all’autosufficienza sono divenute negli anni scorsi poli di buona sanità e di alta specialità, per poi ricadere – lo dice l’ultimo rapporto Sdo, appunto – nel gruppo di chi esporta pazienti in strutture di altre regioni più grosse e attrezzate.   

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Denosumab e osteonecrosi dei mascellari: attenzione a estrazioni e protesi rimovibili

(da Dental Academy – Marzo 2017) Non solo bisfosfonati nello sviluppo di osteonecrosi dei mascellari. Il denosumab è un farmaco anti-riassorbimento osseo di recente introduzione, appartenente alla classe degli anticorpi monoclonali e utilizzato nella cura di quadri di osteoporosi severa e/o in caso di metastasi ossee. Agisce inibendo l’attività osteoclastica, riducendo il riassorbimento e aumentando la densità del tessuto osseo. Il suo meccanismo d’azione è altamente selettivo, volto a inibire il ligando Rankl, un fattore chiave per il rimodellamento osseo che gioca un ruolo essenziale per la formazione, la funzione e la sopravvivenza degli osteoclasti.

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Nuova versione portale Inps: come trovare dove compilare le certificazioni on line

Dal 1 Aprile 2017 (data molto significativa) l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha completamente rivoluzionato il suo sito web, e molti colleghi si sono trovati in difficoltà nel reperire le “maschere” on line su cui compilare le certificazioni di richiesta Invalidità per via telematica.

Ecco un breve riassunto con le istruzioni per orientarsi sul nuovo portale. Digitando l’indirizzo www.inps.it compare la videata principale. Occorre subito andare a fondo pagina, e cliccare su “Tutti i Servizi”. Comparirà la pagina 1 di “Prestazioni e Servizi” con i link delle prime prestazioni disponibili. Ma non sono quelle che servono a noi medici. Sotto l’elenco di prestazioni di Pagina 1, bisogna cliccare sul numero 6, e finalmente a Pagina 6 compaiono i link per andare al Certificato medico introduttivo per istanza di invalidità previdenziale (SS3), al Certificato medico per il riconoscimento delle cure balneo termali ed al Certificato medico per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Il fenomeno del bullismo

(da harmoniamentis.it ) Il bullismo è un fenomeno dilagante nella società moderna, soprattutto nelle persone più giovani. Notizie e fatti di cronaca inerenti adolescenti o giovani adulti vittime di tali atteggiamenti si susseguono, infatti, quasi quotidianamente. Il bullismo consiste in un comportamento aggressivo e violento (sia fisicamente che psicologicamente) assunto in maniera intenzionale nei confronti dei propri coetanei, soprattutto in ambienti scolastici. Gli atti di bullismo possono essere sia diretti, con aggressioni verbali o fisiche, che indiretti, con atteggiamenti di esclusione sociale.   Recentemente, il bullismo si sta diffondendo attraverso gli smartphone, i social network e Internet, definendo il fenomeno del cyberbullismo, cioè un tipo di atteggiamento violento che viene perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti elettronici.

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Risposta Ufficiale dell’INPS nazionale ai nostri quesiti su certificazioni malattia

OGGETTO: riscontro a quesiti su certificazioni di malattia dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Forlì-Cesena (PEC del 21 febbraio 2017) Si fa riferimento alla vostra nota di cui all’oggetto, pervenuta per competenza  anche a questa Direzione centrale, in merito alla validità della data di decorrenza della prognosi indicata nel certificato di malattia ai fini del riconoscimento della tutela previdenziale da parte dell’Istituto.

A tal proposito, si precisa che il certificato di malattia ha validità dal giorno di redazione e l’eventuale compilazione della voce “dichiara di essere ammalato dal..” assume rilevanza solo come dato anamnestico.

Pertanto, sono confermate le indicazioni fornite con le circolari Inps n. 63 del 7 marzo 1991 (punto 1) e n. 147 del 15 luglio 1996 (punto 3).

Solo in caso di certificazione rilasciata durante una visita domiciliare, l’Istituto ammette la possibilità di riconoscere (come precisato nelle suddette circolari cui si rinvia per gli ulteriori approfondimenti) la sussistenza dello stato morboso e la relativa copertura previdenziale di malattia, anche dal giorno precedente alla data di redazione del certificato medesimo.

Nelle ipotesi, infine, di lavoratori turnisti – in merito ai quali nella nota in oggetto si chiedono specifiche informazioni – qualora l’evento di malattia si manifesti in orario successivo alla chiusura dell’ambulatorio medico, il lavoratore, ai fini dell’erogazione dell’indennità di malattia dell’Inps, dovrà necessariamente rivolgersi ad una Struttura pubblica di continuità assistenziale per il rilascio della certificazione attestante l’incapacità temporanea al lavoro.  Qualora ciò non fosse possibile, per motivi giustificati e da documentare adeguatamente, il lavoratore medesimo potrà farsi rilasciare la certificazione di malattia dal medico curante il giorno successivo all’inizio dell’evento.

Cordiali saluti

Maria Grazia Sampietro  (Segreteria DEL DIRETTORE GENERALE/Direzione/Abbate Stefania)

 

Commento: Diverse segnalazioni di iscritti medici di MG, conseguenti alla diffusione di notizie e circolari sulla invalidità della prognosi attribuita al giorno precedente alla redazione del certificato di malattia, avevano motivato una nostra richiesta ufficiale all’INPS nazionale.

La risposta pervenuta conferma che, ora che nella “maschera” del certificato telematico è possibile imputare se la visita è stata eseguita in ambulatorio o al domicilio del paziente, solo nel caso della visita domiciliare l’Istituto ammette la “copertura” del giorno precedente.

Le citate circolari del 1991 e 1996, infatti, si riferivano al periodo in cui la redazione era esclusivamente cartacea, e non era possibile identificare con certezza se la visita era stata domiciliare o ambulatoriale. Da questo derivava pertanto, una “tolleranza” dell’istituto sul giorno precedente alla redazione della certificazione.

A questo punto, consigliamo a tutti i colleghi una estrema attenzione in materia, e a sensibilizzare immediatamente i pazienti a questi comportamenti:

– se la prognosi di malattia termina il venerdì e il pz lavora al sabato o alla domenica, in caso di prolungamento dello stato di malattia recarsi tempestivamente in PS o alla Continuità Assistenziale per certificazione di continuazione

– se la prognosi di malattia termina il sabato, presentarsi dal medico di famiglia il lunedì immediatamente successivo per la eventuale certificazione di continuazione

– avvisare gli assistiti del rischio che possa non venire rimborsato un giorno di malattia in caso di comportamento difforme


Il Presidente                                                                                                         Il Vice Presidente

Dott. Michele Gaudio                                                                             Dott. Gian Galeazzo Pascucci

Responsabilità professionale e sicurezza delle cure. La legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Il testo e la sintesi

(da QuotidianoSanità)  Dopo la firma negli scorsi giorni da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo la legge 8 marzo 2017, n. 24 recante “Disposizioni in materia di  sicurezza  delle  cure  e  della  persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale  degli esercenti le professioni sanitarie“, approvata dal Parlamento il 28 febbraio scorso..
L’obiettivo della legge è quello di risponde principalmente a due problematiche: la mole del contenzioso medico legale, che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva che ha prodotto un uso inappropriato delle risorse destinate alla sanità pubblica. Il tutto nell’ottica della ricerca di un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente che permetta, da una parte ai professionisti di svolgere il loro lavoro con maggiore serenità, grazie alla nuove norme in tema di responsabilità penale e civile, e dall’altra garantendo ai pazienti maggiore trasparenza e la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti.

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