Un medico su 5 in ospedale per più di 48 ore a settimana

(da DottNet)  «Riceviamo ormai quotidianamente denunce di medici che sono costretti a lavorare per più di 48 ore a settimana, senza rispettare le 11 ore di riposo tra un turno e l’altro, violando la normativa europea sull’orario di lavoro. Una situazione intollerabile, con medici sempre più stressati e in burnout, su cui occorre intervenire immediatamente: ogni richiesta di aiuto indirizzata alla Federazione CIMO-FESMED sarà immediatamente inoltrata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, richiedendo un intervento ispettivo in tutte quelle aziende ospedaliere dove l’organizzazione del lavoro è fondata esclusivamente sugli straordinari del personale, su medici tappabuchi e su diritti ignorati. Invitiamo pertanto tutti i medici vittima di tale sistema a segnalare la propria situazione al segretario aziendale o alla sede nazionale. Sono certo che purtroppo saremo costretti a inondare l’Ispettorato del Lavoro di richieste», dichiara in una nota Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED.     «In uno degli ultimi sondaggi promossi dalla Federazione CIMO-FESMED – prosegue – è emerso che un medico su cinque rimane in ospedale per più di 48 ore a settimana, con tutte le conseguenze che un tale impegno ha sulla salute psico-fisica dei professionisti e sulla qualità delle cure fornite ai pazienti: la stanchezza, infatti, aumenta notevolmente la possibilità di commettere degli errori. Inoltre, il burnout e lo stress lavoro-correlato sono tra le principali motivazioni che spingono sempre più medici a dimettersi dalle strutture pubbliche». «Eliminare il tetto alla spesa del personale, in modo da poter colmare i vuoti di organico che costringono le Direzioni a trovare le soluzioni più fantasiose per assicurare i servizi, è la priorità numero uno per salvare il Servizio sanitario nazionale», conclude Quici.

Formazione Ecm. Per il triennio 2020-2022 obbligo formativo ridotto di un terzo. Cogeaps autorizzato ad applicare misura

Arriva la delibera della Commissione nazionale per la formazione continua che ha dato mandato al Cogeaps di applicare dal 31 luglio 2022 la misura inserita prima nel Decreto Scuola e successivamente nel Decreto Rilancio il bonus ECM. .  Leggi L'articolo completo al LINKhttps://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=106634&fr=n

Fascicolo sanitario elettronico. Le nuove linee guida in Gazzetta. Ecco come funzionerà

Sono operative le nuove indicazioni tecniche per il nuovo FSE dove si potranno consultare i propri dati clinici, prenotare e pagare le prestazioni, accedere ai servizi di Telemedicina, ricevere informazioni sulla propria patologia. Ma non sarà utile solo per i cittadini: i medici potranno accedere ed utilizzare i dati clinici degli assistiti e consultarsi con altri professionisti. I farmacisti potranno consultare in tempo reale il foglio informativo della terapia e verificare la terapia erogata al paziente. Ma pure gli infermieri gli altri Professionisti Sanitari potranno accedere ai dati clinici degli assistiti che seguono. Leggi L'articolo completo al LINK

Covid. Nuove linee guida per gli odontoiatri. Stop al triage telefonico preliminare e al controllo della temperatura. Ma restano mascherina e triage in accettazione

Covid. Nuove linee guida per gli odontoiatri. Stop al triage telefonico preliminare e al controllo della temperatura. Ma restano mascherina e triage in accettazione

Nel documento realizzato dal Tavolo tecnico del ministero della Salute guidato da Enrico Gherlone (San Raffaele), presenti tutte le indicazioni aggiornate per la protezione di operatori e pazienti: dall'uso di mascherine e guanti ai protocolli operativi per studi e strutture al fine di ridurre al minimo il rischio di trasmissione di infezione in ambito odontoiatrico, “poiché ogni paziente va considerato come potenzialmente contagioso”  Leggi L'articolo completo al LINK

AXA Italia si scusa con i medici italiani per la campagna pubblicitaria

(da portale.fnomceo.it)   “Prendiamo atto delle scuse formali di AXA Italia, già anticipate per le vie brevi, per la trovata pubblicitaria quantomeno infelice. Apprezziamo il fatto che, dopo la nostra segnalazione, la campagna sia stata immediatamente ritirata dalle pagine social della compagnia. Chiediamo anche che siano eliminati i post condivisi da profili privati che hanno rimesso in circolazione lo spot”. Così il Presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.

Al link successivo la lettera di scuse, a firma dell’Amministratore delegato Giacomo Gigantiello.   https://portale.fnomceo.it/axa-italia-si-scusa-con-i-medici-italiani-per-la-campagna/

Commento del Dott GG Pascucci:le scuse si accettano sempre, e il nostro Presidente ha fatto bene, ma ricordiamo tutti la pubblicità, offensiva e crudele in un momento in cui quasi nessun MMG riesce a prendersi qualche giorno di ferie, in cui campeggiava una foto di un mare blu e tre persone impegnate in un affascinante snorkeling. (Vedi anche https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=106520)   La pubblicità voleva presentare un prodotto assicurativo del ramo salute, ma così AXA si è guadagnata comunque il disprezzo dei medici di medicina generale italiani. Certe cose non si possono dimenticare. E tanti colleghi stanno già disdicendo polizze con questa compagnia  

COVID-19 – Impatto dei vaccini, arrivano nuove stime dagli USA

(da Univadis)   Secondo le stime, la vaccinazione contro COVID-19 ha permesso di prevenire negli Stati Uniti milioni di infezioni e ricoveri in ospedale e oltre 200.000 decessi in meno di un anno.   “La vaccinazione è un intervento di salute pubblica efficace, con un impatto dimostrabile e che, in combinazione con misure di intervento non farmacologiche, sarà fondamentale per mitigare la pandemia di COVID-19”.    Sono le conclusioni di uno studio statunitense pubblicato su 'JAMA Network Open', nel quale sono stati stimati gli effetti della vaccinazione anti-COVID-19 in termini di prevenzione di infezioni, ricoveri in ospedale e decessi nella prima fase di attuazione del programma vaccinale negli Stati Uniti, ovvero tra dicembre 2020 e settembre 2021. “Il numero di infezioni da SARS-CoV-2 e di ricoveri o decessi associati a COVID-19 tra i vaccinati, indipendentemente dall’effetto di una ridotta trasmissione del virus, rappresenta una misura chiave per valutare l’impatto del vaccino” scrivono gli autori, guidati da Molly K. Steele, dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, primo nome dell’articolo.

Per arrivare a stimare l’impatto della vaccinazione, Steele e colleghi hanno portato a termine uno studio di modelling, effettuando anche stratificazioni per stato, mese e gruppo di età (18-49 anni, 50-64 anni, maggiore o uguale a 65 anni). Le procedure utilizzate, che giustificano almeno in parte le differenze con altri studi sullo stesso tema, sono descritte in dettaglio nell’articolo, nel quale si precisa anche che nella “popolazione vaccinata” sono stati inclusi tutti i soggetti di età uguale o superiore a 18 anni che avevano completato il ciclo di due vaccinazioni con vaccino a mRNA (Pfizer, Moderna) oppure una vaccinazione con il vaccino Janssen.   E i numeri non lasciano dubbi sul valore della vaccinazione.    In un periodo di 10 mesi, tra inizio dicembre 2020 e fine settembre 2021, le stime parlano infatti di 27 milioni di infezioni, 1,6 di ricoveri in ospedale e 235.000 decessi prevenuti nella popolazione adulta statunitense vaccinata.    In termini percentuali, nello stesso periodo si stima che la vaccinazione sia riuscita a prevenire il 30% di tutte le infezioni attese, il 33% di tutti i ricoveri attesi e il 34% di tutti i decessi attesi nella popolazione adulta vaccinata. Stime che aumentano con l’aumentare della copertura vaccinale e che nel mese di settembre 2021 si sono attestate, rispettivamente, a 52%, 56% e 58%.    “Difficilmente riusciremo a definire il numero esatto di vite salvate grazie alla campagna vaccinale, ma le stime ci dicono comunque che c’è ancora spazio per migliorare. La domanda è come possiamo fare per ottenere questo miglioramento” si legge in un editoriale di commento pubblicato sulla stessa rivista.