ECM 2026-2028: gli obblighi da ricordare per essere in regola

L’Educazione Continua in Medicina (ECM) è il sistema nazionale di formazione continua obbligatoria che garantisce ai medici e agli odontoiatri il mantenimento e l’aggiornamento delle competenze professionali, in coerenza con il progresso scientifico, tecnologico e organizzativo del Servizio sanitario.

L’aggiornamento avviene attraverso attività formative accreditate che permettono di acquisire crediti ECM. Le principali tipologie di formazione sono:

  • Formazione residenziale (RES): congressi, convegni e corsi in presenza
  • Formazione a distanza (FAD): corsi online fruibili da remoto
  • Formazione sul campo (FSC): attività formative svolte nel contesto lavorativo
  • Tutoraggio e Autoformazione

Il sistema è organizzato in trienni formativi e, in linea generale, ogni professionista deve acquisire 150 crediti ECM per triennio, salvo eventuali riduzioni, esoneri o esenzioni previste dalla normativa.

Per questo motivo è importante monitorare periodicamente la propria posizione formativa e programmare per tempo le attività di aggiornamento.

 

COME SODDISFARE L’OBBLIGO

Gli iscritti possono acquisire i crediti ECM in radioprotezione attraverso:

  • Corsi residenziali (in presenza) organizzati dall’Ordine o patrocinati disponibili alla pagina:   https://www.ordinemedicifc.it/eventi/
  • Corsi FAD (formazione a distanza) disponibili alla pagina: https://www.fadinmed.it/

 

OBBLIGO FORMATIVO IN RADIOPROTEZIONE

La normativa vigente prevede uno specifico obbligo formativo in materia di radioprotezione per i professionisti sanitari, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei pazienti, degli operatori e della popolazione nell’utilizzo delle radiazioni ionizzanti in ambito sanitario.

Per medici e odontoiatri, una quota dei crediti ECM del triennio deve essere dedicata alla radioprotezione.

In particolare:

  • 15% dei crediti ECM del triennio per odontoiatri e per i medici che svolgono attività complementari (es.radiodiagnostica)
  • 10% dei crediti ECM del triennio per medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS) e per tutti gli altri medici specializzati e non.

È importante ricordare che solo i corsi ECM specificamente accreditati in materia di radioprotezione sono validi ai fini del soddisfacimento di questo obbligo formativo. Si invita pertanto a verificare sempre, prima dell’iscrizione a un corso ECM, che tra gli obiettivi formativi sia esplicitamente indicata la radioprotezione.

 

COME CONTROLLARE I PROPRI CREDITI ECM

Ogni medico e odontoiatra può verificare in qualsiasi momento la propria situazione formativa accedendo al portale del Co.Ge.A.P.S. (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) tramite SPID o CIE.

Attraverso l’area riservata è possibile consultare i crediti ECM acquisiti e verificare il debito formativo del triennio

COSA SUCCEDE SE NON SI RAGGIUNGONO I CREDITI ECM

Il conseguimento dei crediti ECM rappresenta un obbligo deontologico e professionale per medici e odontoiatri.

Il mancato raggiungimento del fabbisogno formativo può comportare:

  • segnalazione all’Ordine professionale e possibili valutazioni in ambito disciplinare
  • ripercussioni assicurative in caso di contenzioso

CdC, Agenas definisce il lavoro delle équipe

(da M.D.Digital)  Le Case della Comunità entrano in una nuova fase. Dopo la realizzazione delle strutture previste dal Pnrr, l’attenzione si sposta sempre più sull’organizzazione dei servizi e sulla capacità di far lavorare insieme i diversi professionisti della sanità territoriale.
A indicare una possibile direzione sono le nuove Linee di indirizzo tecniche “Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità”, pubblicate il 28 luglio da Agenas. Il documento traduce in indicazioni operative uno dei requisiti cardine del Dm 77/2022: il lavoro integrato tra professionisti come modalità per garantire una presa in carico più efficace delle persone.
Il presupposto è il cambiamento dei bisogni assistenziali. L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e la maggiore complessità dei percorsi di cura rendono sempre meno efficace un’organizzazione basata su interventi separati. Il cittadino, soprattutto quando è anziano o presenta più patologie, ha bisogno di una rete nella quale le diverse componenti dell’assistenza siano collegate.
È proprio questa frammentazione che le équipe multiprofessionali dovrebbero contribuire a superare. Medici, infermieri, specialisti e professionisti dell’area sociale sono chiamati a condividere informazioni, obiettivi e responsabilità, costruendo percorsi assistenziali maggiormente integrati.
Per la Medicina generale il passaggio è particolarmente rilevante. Il Mmg rappresenta infatti il punto di riferimento del paziente lungo il percorso di cura e conosce la sua storia clinica, familiare e sociale. L’integrazione nelle équipe delle Case della Comunità dovrà quindi valorizzare questa funzione, evitando che la nuova organizzazione produca una sovrapposizione tra servizi territoriali e attività dei medici di famiglia.
Il documento di Agenas insiste sulla necessità di definire ruoli, responsabilità e modalità di collaborazione. L’obiettivo non è semplicemente riunire professionisti nello stesso luogo, ma costruire un modello nel quale competenze diverse concorrano alla presa in carico della persona.
È un passaggio importante perché il rischio, nella fase di attuazione della riforma, è che la Casa della Comunità venga identificata soprattutto con la struttura fisica. Il vero banco di prova sarà invece la capacità di trasformarla in un nodo della rete territoriale, collegato agli studi dei Mmg, all’assistenza domiciliare, alla specialistica e ai servizi sociali.
Le Linee di indirizzo arrivano dopo una consultazione pubblica avviata da Agenas tra aprile e maggio 2026 sul documento dedicato alle équipe multidisciplinari e multiprofessionali. Il percorso ha consentito di raccogliere contributi da professionisti, enti, associazioni e cittadini prima della definizione della versione finale.
Ora la responsabilità passa alle Regioni e alle aziende sanitarie, chiamate a tradurre le indicazioni in modelli organizzativi concreti. Ed è proprio nell’attuazione che emergeranno le differenze tra territori.
Per i Mmg, dunque, la questione non riguarda soltanto la presenza fisica nelle Case della Comunità. Il punto centrale sarà capire come verranno organizzati i rapporti tra i diversi professionisti, quali saranno le responsabilità di ciascuno e come verrà garantita la continuità tra assistenza nello studio, attività nelle strutture territoriali e presa in carico domiciliare.
La riforma dell’assistenza territoriale entra così nella fase più complessa: quella in cui le strutture devono diventare servizi e i servizi devono trasformarsi in una rete. Le Case della Comunità potranno funzionare soltanto se il lavoro multiprofessionale non resterà un principio organizzativo sulla carta, ma diventerà una modalità ordinaria di presa in carico.
Per la Medicina generale sarà una delle partite più importanti dei prossimi mesi.

Ufficializzato il progetto FAD CAO: sarà attivo già nei primi mesi del 2026

(da Odontoiatria33)  L’obiettivo del progetto FAD della CAO nazionale è quello di sostenere una formazione di qualità che abbia un obiettivo preciso: analizzare le interconnessioni tra salute generale ed orale valorizzando l’obiettivo terapeutico e il risultato, rafforzando le capacità cliniche esistenti e favorendo l’acquisizione di nuove.  La mission del progetto è quello di non subire, ma essere compartecipi della progettazione del futuro. Il progetto, già annunciato qualche mese fa è stato dettagliato dal prof. Giuseppe Lo Giudice – che insieme al presidente Mario Marrone segue il progetto- ai 106 presidenti provinciali CAO riuniti in Assemblea a Roma venerdì scorso.

Il progetto FAD (Formazione a Distanza) è aperto a tutti (medici e odontoiatri), gratuito, non vuole essere alternativo ad altri ma integrarsi in una offerta formativa soprattutto con quella proposta dalle CAO territoriali. L’organizzazione di percorsi comuni mira ed enfatizzare la cura della persona.   Le tematiche, analizzate in ottica interdisciplinare integrata per ottenere una visione globale della salute della persona, previste per l’anno 2026 includono patologie orali dei pazienti special needs, patologie cardiovascolari, medicina del lavoro, odontoiatria di genere/medicina personalizzata e malattie virali/vaccinazioni. La progettualità si articola in FAD gratuite aperte a tutti, meeting informativi per i presidenti CAO e un congresso annuale. Il primo corso FAD sarà disponibile già nei primi mesi del 2026, non appena attiva la nuova piattaforma FAD FNOMCeO

Questi i primi argomenti oggetto di corso FAD che verranno attivati:

1)   Patologie orali nei pazienti special needs.

2)   Patologie cardiovascolari e implicazioni odontoiatriche.

3)   Medicina del lavoro e odontoiatria.

4)   Odontoiatria di genere e medicina personalizzata.

5)   Malattie virali e vaccinazioni in odontoiatria.

 

Ecm, verifica crediti e copertura assicurativa: cosa controllare

(da Doctor33)   Con la chiusura del triennio di formazione continua 2023-2025, i medici sono chiamati a verificare la propria posizione in materia di crediti ECM e le conseguenze sulla validità delle polizze di responsabilità civile professionale, a illustrarlo un approfondimento del Sole 24 Ore.

Il termine per il raggiungimento dei 150 crediti ECM previsti per il triennio è scaduto il 31 dicembre 2025. Per controllare il rispetto dell’obbligo formativo individuale, i professionisti possono accedere alla propria area riservata sul portale Co.Ge.A.P.S., (https://application.cogeaps.it/login) tramite identità digitale.

Nel triennio 2023-2025 ogni medico e odontoiatra deve aver maturato, in qualità di discente, almeno il 40% del proprio fabbisogno formativo triennale, che può essere inferiore ai 150 crediti in presenza di bonus o riduzioni. La quota residua del 60% può essere acquisita anche attraverso attività di docenza, tutoraggio, moderazione, responsabilità scientifica negli eventi ECM o tramite formazione individuale.

Un aspetto rilevante riguarda il collegamento tra formazione e copertura assicurativa. Dal triennio appena concluso, è necessario aver conseguito almeno il 70% dei crediti ECM, pari a circa 105 crediti, affinché le polizze di responsabilità civile professionale risultino efficaci. Il mancato raggiungimento di questa soglia comporta l’inefficacia della copertura assicurativa, trasformando l’ECM da requisito deontologico a condizione operativa per la tutela professionale.

In Italia l’educazione continua in medicina costituisce un obbligo legale e deontologico per tutta la durata dell’attività professionale, a partire dall’anno successivo all’iscrizione all’Albo. L’obbligo formativo è previsto anche in altri Paesi europei, ma solo in Italia e in Francia sono contemplate sanzioni in caso di inadempienza, anche se, secondo quanto riportato dal quotidiano economico, tali sanzioni non risultano ad oggi applicate in modo sistematico.

Il mancato conseguimento dei crediti può inoltre esporre il professionista a provvedimenti disciplinari da parte dell’Ordine di appartenenza, inclusa la sospensione. Per questo motivo viene raccomandata la verifica puntuale della propria posizione formativa e l’eventuale attivazione delle procedure necessarie per l’aggiornamento dei dati registrati.

ECM 2026: cosa cambia dal 1° gennaio per la formazione sanitaria

(da DottNet)  A partire dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una revisione sostanziale del sistema ECM. La Commissione Nazionale per la Formazione Continua ha infatti approvato la delibera che ridefinisce i criteri per la costruzione del dossier formativo, introducendo nel contempo nuove possibilità – e nuovi obblighi – per tutti i professionisti che operano nel settore sanitario. L’obiettivo è quello di spostare la formazione da un modello frammentario, svolto spesso più per obbligo di legge che per reale esigenza di aggiornamento, a un percorso pianificato con maggiore coerenza rispetto ai fabbisogni clinici e professionali. Un passaggio particolarmente rilevante in un contesto che sta vivendo una trasformazione profonda e che richiede un’evoluzione rapida ed efficace delle competenze.

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