Covid: vaccino contro morbillo può evitare complicazioni gravi

(da AGI) Il vaccino contro il morbillo potrebbe diminuire il tasso di mortalità legato al nuovo coronavirus e ridurre notevolmente la probabilità che si manifestino sintomatologie acute o gravi. L’incoraggiante ipotesi è il risultato di uno studio, pubblicato sull’'European Journal of Allergy and Immunology', condotto dagli esperti del Centre for Excellence in Asthma and Allergy - presso l’Hospital Médica Sur, a Città del Messico - che hanno esplorato la possibilità di contrastare la pandemia con la procedura di immunizzazione del vaccino trivalente contro parotite-morbillo-rosolia (MMR). “La diffusione del nuovo coronavirus in Messico ha coinciso con un aumento dei casi di morbillo - afferma Desiree Larenas-Linnemann, direttrice del Centre for Excellence in Asthma and Allergy, presso l’Hospital Médica Sur – tanto che il ministero della Salute aveva raccomandato le vaccinazioni contro la malattia esantematica. Abbiamo voluto testare l’efficacia della vaccinazione anche contro SARS-CoV-2”.

Immunità gregge bocciata da 80 esperti, non ferma il virus

(da DottNet)   Era apparsa come la soluzione ideale per combattere il nuovo coronavirus e vari leader mondiali - dal premier britannico Boris Johnson al presidente brasiliano Jair Bolsonaro fino a quello degli Stati Uniti Donald Trump - l'hanno appoggiata convintamente, nonostante il giudizio degli esperti non fosse unanime. Oggi arriva però la bocciatura ufficiale della scienza: l'immunità di gregge non arresta il virus, avvertono 80 esperti da tutto il mondo in una lettera aperta sulla rivista 'Lancet'. Ciò che serve in questo momento, al contrario, sono misure efficaci per il contenimento del contagio mentre nuovi passi avanti si stanno facendo sul fronte dei vaccini anti-Covid, anche se per un vaccino disponibile per tutti bisognerà presumibilmente attendere il 2022.

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Dipendenti: occhio alla tenuta delle pensioni pubbliche

(da enpam.it)   Un recente studio mostra che i costi per le pensioni pubbliche subiranno nei prossimi anni una preoccupante impennata e per questo i medici dipendenti farebbero bene, se già non l’hanno fatto, a costruirsi una previdenza di scorta.  L’avvertimento arriva dal Fondo Perseo Sirio, il fondo pensione complementare dei lavoratori della Pubblica amministrazione e della Sanità, che ha commissionato la ricerca in questione intitolata “Il ruolo dei Fondi Negoziali per la crescita del Sistema Paese”, che verrà presentata ufficialmente il prossimo 20 ottobre alle ore 10.00 presso Roma Eventi – Fontana di Trevi – Sala Loyola in Piazza della Pilotta, 4 a Roma (diretta streaming al LINK  https://vimeo.com/468058420/df992448ab).

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Medici, come cambia il regime fiscale in base al contratto

(da DottNet)   Com’è noto, l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 41/E del 15 luglio 2020), ha recentemente stabilito il principio che le guardie mediche a tempo determinato, diversamente da quanto in precedenza affermato dall’Agenzia stessa, producono reddito da lavoro autonomo. Di qui, da un lato l’appesantimento burocratico dell’apertura obbligatoria della partita Iva, ma dall’altro anche la possibilità di un consistente risparmio di imposte, grazie alla possibile applicazione del regime fiscale forfettario (con aliquota al 15%, ridotta al 5% per le startup).

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